Lorenzo Tibaldo – «Sacco e Vanzetti. Innocenti !». Negli Stati Uniti la giustizia pubblica è basata sulla forza e sulla brutalità e guai allo straniero e in particolare l’italiano che voglia far valere la ragione.

Sacco e Vanzetti. Innocenti

Io voglio:
un tetto per ogni famiglia,
del pane per ogni bocca,
educazione per ogni cuore,
luce per ogni intelligenza
.
Bartolomeo Vanzetti

Sacco e Vanzetti. Innocenti!, Claudiana, 2019

Qui la giustizia pubblica è basata sulla forza e sulla brutalità – scrive Bartolomeo Vanzetti nel 1911 dall’America alla sorella Luigina – e guai allo straniero e in particolare l’italiano che voglia far valere la ragione con mezzi energici; per lui ci sono il bastone delle guardie, le prigioni e i codici penali”.

 

Il libro affronta, anche alla luce delle recenti ricerche, una vicenda che scosse non solo l’America, ma il mondo intero. Le pagine percorrono con ordine cronologico e tematico tutti i momenti dell’esistenza dei due anarchici: la loro vita in Italia, l’approdo in America, la loro formazione politica, l’adesione al movimento anarchico, l’America violenta dei primi decenni del Novecento, la macchinazione giudiziaria, la carcerazione, la grande mobilitazione internazionale, come si comportò Mussolini, l’epilogo con la loro morte, il significato della vicenda nella memoria collettiva del XX secolo. Una ricostruzione che si basa essenzialmente sugli scritti di Sacco e Vanzetti e da fonti di archivio, offrendo un affresco storico, politico, giudiziario ma anche emotivo della tragedia di due uomini, anarchici e italiani, fedeli alle loro idee fino alla morte il 23 agosto 1927. Pagine che attraverso le parole di Nick e Bart sanno ancora oggi commuovere e far palpitare il cuore di ogni uomo e di ogni donna amante la giustizia e la libertà.

Descrizione del libro

La drammatica vicenda dei due immigrati e anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti – assassinati sulla sedia elettrica nell’agosto del 1927 a Charlestown – ricostruita da Lorenzo Tibaldo con l’ausilio di fonti inedite che, anche alla luce delle ricerche recenti, contribuiscono a delineare il quadro storico dell’America di quegli anni, il processo-farsa, la personalità dei due amici e il significato della loro tragedia nella memoria collettiva. La presente è la seconda edizione ampliata. Lorenzo Tibaldo affronta la tragica storia dei due anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti ripercorrendone gli aspetti chiave: la vita in Italia, l’approdo negli Stati Uniti, la formazione politica, l’adesione al movimento anarchico, l’impatto con l’America violenta dei primi de-cenni del Novecento, la macchinazione giudiziaria, la carcerazione, la mobilitazione internazionale, la posizione di Mussolini, il drammatico epilogo e il significato della loro vicenda nella memoria collettiva. Una ricostruzione – basata essenzialmente sulle lettere e gli scritti di Nick e Bart nonché su fonti di archivio – per un affresco storico, politico, giudiziario ed emotivo del dramma di due uomini determinati a difendere fino in fondo la propria innocenza e le proprie idee.



Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Claudiana, 2008

Descrizione del libro

La drammatica vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti – i due anarchici italiani assassinati sulla sedia elettrica nell’agosto 1927 – è qui ricostruita con l’ausilio di fonti inedite che contribuiscono a delineare compiutamente il quadro storico dell’America di quegli anni, il processo-farsa e il significato che la tragedia dei due amici assunse nella memoria collettiva. Accanto ai temi dell’emigrazione, del razzismo, dell’intolleranza politica e della pena di morte, senza dimenticare la posizione di Mussolini e del fascismo, Tibaldo fa emergere, con un’attenta analisi delle lettere, le personalità dei due anarchici: i loro affetti, le speranze, i timori e la determinazione a difendere fino in fondo la propria innocenza e le proprie idee.


Mussolini e il caso Sacco-Vanzetti, Claudiana, 2017

Descrizione del libro

Quali furono le ragioni per cui Mussolini intervenne a favore di Sacco e Vanzetti dal momento della sua salita al potere alla morte dei due anarchici? Fu per le sue radici anarco-socialiste? O per la pressione a salvarli in quanto italiani? Oppure per l’opportunità politica e propagandistica del regime fascista? E ancora: come si mosse rispetto all'”amico” americano? La ricerca storica si è sostanzialmente divisa tra chi considera soltanto di facciata, legato alle circostanze e alla convenienza politica, l’intervento di Mussolini in favore di Sacco e Vanzetti e chi, al contrario, ritiene che fosse sincero e sentito. Il libro di Philip V. Cannistraro e Lorenzo Tibaldo intende ap-profondire le ragioni per cui il duce intervenne in difesa dei due anarchici fin dal momento dalla salita al potere e mostrare come la risposta – anche alla luce della documentazione consultata presso l’Archivio Storico Diplomatico di Roma – sia più complessa e debba tenere in considera-zione le dinamiche personali, politiche e diplomatiche, in questa vicenda profondamente intrec-ciate. In appendice documenti poco noti o inediti sulla drammatica vicenda di “Nick and Bart”.


Willy Jervis (1901-1944). Una vita per la libertà, Claudiana, 2015

Descrizione del libro

Cresciuto nella fede evangelica su cui fondava un’idea laica di libertà, Willy Jervis – ingegnere all’Olivetti di Ivrea, all’epoca definita “covo” di antifascisti – è figura di rilievo nella storia partigiana, in particolare delle valli del Piemonte. Dopo l’8 settembre 1943 costituì a Ivrea i primi gruppi partigiani. Ricercato, entrò in clandestinità, aderì al Partito d’Azione e aiutò a espatriare in Svizzera, grazie alle doti di alpinista, gruppi di ebrei e prigionieri anglo-americani. Catturato, imprigionato e torturato nel 1944 fu trucidato dai nazifascisti.


Gli italiani (non) son tutti fatti così. Le speranze deluse nella storia d’Italia, Petite Plaisance, 2017

indicepresentazioneautoresintesi

L’Italia continua a caratterizzarsi per i suoi peggiori difetti: trasformismo, ribellismo qualunquistico, populismo, antipolitica, clientelismo, corruzione, struttura statale iperburocratica e inefficiente, assenza di un’etica pubblica in gran parte della classe dirigente e della stessa società civile. Una sintetica e densa analisi – attraverso il Rinascimento, il Risorgimento, il fascismo, la Resistenza e i primi anni del dopoguerra – delle radici “malate” del nostro passato che ancora oggi rendono difficili alla società italiana profonde e inderogabili trasformazioni. Uno sguardo sul passato indispensabile per comprendere l’impellente necessità di applicare nella vita quotidiana i valori della Costituzione repubblicana, generata dalla Resistenza.


Lorenzo Tibaldo – Il passato condiziona il presente, ma non è un testamento vincolante che lo incatena per sempre, anzi lascia aperto lo spazio all’atto di volontà e di libertà, per cambiare e costruire un futuro diverso.

Lorenzo Tibaldo
Il primo momento di azione è lo sguardo

«Il primo momento di azione è lo sguardo.[…] Lo sguardo del come fare è uno sguardo preciso: su qualsiasi cosa si posi, è come  se quella cosa fosse definitiva, quindi la penetra; non è uno sguardo eccitato, ma quasi solido: dovunque si punti, sia esso un oggetto banale o prezioso, questo sguardo lo tratta con la medesima cura, […] sta già compiendo un’operazione attiva sulle cose […] sta attento a non farsi sfuggire nulla. Naturalmente ci sono pause nel come fare: i momenti di riflessione, i momenti di attesa e di pazienza, però lo sguardo è sempre attento […]. È quello che noi consideriamo lo sguardo intelligente, acuto, perché misura ogni punto con rispettosa cura, […] perché sa che, nel processo del suo lavoro, tutto ciò che gli  sfugge renderà fragile il suo modo di procedere. Dunque chi pensa al come fare, prima deve guardare, e deve imparare a guardare».
Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999, p. 4.

 

E quand’anche gli italiani, che son fatti diversamente, fossero non centomila, ma appena mille, cento, dieci, uno solo – degno di rispetto, e non carogna – dovrebbe tener duro e non mollare. E sarebbe dovere approvarlo, incoraggiarlo, sostenerlo e non dirgli: «Pensa alla salute, tira a campare, chi te lo fa fare, bada ai fatti tuoi, lascia correre: gli italiani son fatti così». Gaetano Salvemini, 1947.

 

268 ISBN

Lorenzo Tibaldo

Gli italiani (non) son tutti fatti così

Le speranze deluse nella storia d’Italia
indicepresentazioneautoresintesi

 

 

L’Italia continua a caratterizzarsi per i suoi peggiori difetti: trasformismo, ribellismo qualunquistico, populismo, antipolitica, clientelismo, corruzione, struttura statale iperburocratica e inefficiente, assenza di un’etica pubblica in gran parte della classe dirigente e della stessa società civile. Una sintetica e densa analisi – attraverso il Rinascimento, il Risorgimento, il fascismo, la Resistenza e i primi anni del dopoguerra – delle radici “malate” del nostro passato che ancora oggi rendono difficili alla società italiana profonde e inderogabili trasformazioni. Uno sguardo sul passato indispensabile per comprendere l’impellente necessità di applicare nella vita quotidiana i valori della Costituzione repubblicana, generata dalla Resistenza.


Immagine di copertina:
Luciano Fabro, L’Italia, 1968. Collezione Gino Viliani.
A sinistra, dall’alto, lo sguardo di: Giordano Bruno, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Attilio ed Emilio Bandiera, Nadia Gallico Spano, Ferruccio Parri, Tina Anselmi, Giuseppe Dossetti.  A destra, dall’alto, lo sguardo di: Giacomo Leopardi, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, Irma Bandiera, Piero Calamandrei, Teresa Noce, Carlo Rosselli, Nilde Iotti, Gaetano Salvemini.

Si ringraziano gli eredi di Luciano Fabro e la Direttrice dell’«Archivio Luciano e Carla Fabro», Silvia Fabro, per aver gentilmente autorizzato l’utilizzo dell’immagine di copertina.


Lorenzo Tibaldo,
Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

 



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Lorenzo Tibaldo – Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

Sacco e Vanzetti 01

Io voglio

«[…] Questo è ciò che volevo dire. Non augurerei ad un cane o ad un serpente, alla più miserevole e sfortunata creatura della terra, ciò che ho avuto a soffrire per colpe che non ho commesso. Ma la mia convinzione è un’altra: che ho sofferto per colpe che ho effettivamente commesso. Sto soffrendo perché sono un radicale, e in effetti io sono un radicale; ho sofferto perché sono un italiano, e in effetti io sono un italiano; ho sofferto di più per la mia famiglia e per i miei cari che per me stesso; ma sono tanto convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e per due volte io potessi rinascere, vivrei di nuovo per fare esattamente ciò che ho fatto finora. Ho finito. Grazie» (discorso in tribunale di Bartolomeo Vanzetti, 19 asprile 1927)

«[…] possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te. Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi … non tenerla tutta per te… Cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l’oppresso: loro sono i tuoi migliori amici» (dall’ultima lettera di Nicola Sacco al figlio Dante, 1927).


Sotto un cielo stellato

Lorenzo Tibaldo

Sotto un cielo stellato

Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

 

Claudiana, pp. 274, 2008.

logo Claudiana

«La vecchia locomotiva 870 CN, che traina i suoi vagoni omnibus, con uno sbuffo di fumo nero, si accosta alla stazione, proveniente dalla tratta Airasca-Cuneo. Le ruote, durante la frenata, mandano intorno uno sbuffo di scintille in una mattinata che fatica a nascere. Sono le 8.15 di un tetro venerdì; è il 14 ottobre 1927: il grigio cielo autunnale, una cappa plumbea e uggiosa, sembra fare da corona alla mesta cerimonia che fra poco si terrà nella stazione di Villafalletto, piccolo paese rurale della provincia di Cuneo.
Dal carro merci, staccato dal resto del convoglio, scendono il commissario Brunetti, un tenente della milizia e quattro militi in borghese. Ad attenderli c’è il questore di Cuneo, Giustiniani. Il carro è aperto: non scende un pericoloso criminale, scortato con solerzia, ma vi campeggia un piccolo involucro, “una cassetta umilissima, di quelle che servono per imballaggio delle merci e sulle pareti della quale, infatti, si leggeva il nome di una grande fabbrica francese di cioccolato”.
Un manovale fa saltare la ceralacca che ferma il nodo della cordicella che la avvolge, con sopra il timbro della città francese di Cherbourg. Sollevato il coperchio, appare, fra i trucioli, avvolta in carta celeste, un’urna metallica simile al bossolo di un proiettile di artiglieria.
L’urna contiene le ceneri di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due anarchici italiani giustiziati in agosto a Boston. Le ceneri sono state mischiate in America, per unire anche dopo la morte i due amici, e portate a Villafalletto da Luigina Vanzetti, la sorella maggiore di Bartolomeo, che è stata vicina al fratello fino al momento della sua morte» (p. 11) [si può continuare a leggere l’incipit (pp. 11-27) nel PDF allegato].

Lorenzo Tibaldo, Sotto un cielo stellato.

 

Incipit
di
Sotto un cielo stellato.pdf

 

Risvolto di copertina
La drammatica vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti – i due anarchici italiani assassinati sulla sedia elettrica nell'agosto 1927 – è qui ricostruita con l'ausilio di fonti inedite che contribuiscono a delineare compiutamente il quadro storico dell'America di quegli anni, il processo-farsa e il significato che la tragedia dei due amici assunse nella memoria collettiva. Accanto ai temi dell'emigrazione, del razzismo, dell'intolleranza politica e della pena di morte, senza dimenticare la posizione di Mussolini e del fascismo, Tibaldo fa emergere, con un'attenta analisi delle lettere, le personalità dei due anarchici: i loro affetti, le speranze, i timori e la determinazione a difendere fino in fondo la propria innocenza e le proprie idee.
Indice

Introduzione di Giuliano Montaldo / Ringraziamenti / Nota per il lettore  / Premessa / I. Un plumbeo mattino d’autunno / II. Il paese di bengodi / III. Il lessico della libertà / V. America violenta / VI. Il pericolo rosso / VII. Una serata di maggio / VIII. Carissimo padre / IX. Il processo di Dedham / X. Il mio Natale / XI. Quei famosi proiettili / XII. Sono un ribelle / XIII. La confessione di Madeiros / XIV. Sotto un cielo stellato / XV. Viva l’anarchia!
XVI. La storia e la memoria / Bibliografia Indice dei nomi / Indice dei luoghi

 

 

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Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

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il viandante-della-libertò. Jacopo Lombardini

 

 

La rosa bianca

La rosa bianca. Giovani contro Hitler

 

Lettereb e scritti dal carcere

Sacco e Vanzetti, Lettere e scritti dal carcere

 



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