Lorenzo Tibaldo – Il passato condiziona il presente, ma non è un testamento vincolante che lo incatena per sempre, anzi lascia aperto lo spazio all’atto di volontà e di libertà, per cambiare e costruire un futuro diverso.

Lorenzo Tibaldo
Il primo momento di azione è lo sguardo

«Il primo momento di azione è lo sguardo.[…] Lo sguardo del come fare è uno sguardo preciso: su qualsiasi cosa si posi, è come  se quella cosa fosse definitiva, quindi la penetra; non è uno sguardo eccitato, ma quasi solido: dovunque si punti, sia esso un oggetto banale o prezioso, questo sguardo lo tratta con la medesima cura, […] sta già compiendo un’operazione attiva sulle cose […] sta attento a non farsi sfuggire nulla. Naturalmente ci sono pause nel come fare: i momenti di riflessione, i momenti di attesa e di pazienza, però lo sguardo è sempre attento […]. È quello che noi consideriamo lo sguardo intelligente, acuto, perché misura ogni punto con rispettosa cura, […] perché sa che, nel processo del suo lavoro, tutto ciò che gli  sfugge renderà fragile il suo modo di procedere. Dunque chi pensa al come fare, prima deve guardare, e deve imparare a guardare».
Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999, p. 4.

 

E quand’anche gli italiani, che son fatti diversamente, fossero non centomila, ma appena mille, cento, dieci, uno solo – degno di rispetto, e non carogna – dovrebbe tener duro e non mollare. E sarebbe dovere approvarlo, incoraggiarlo, sostenerlo e non dirgli: «Pensa alla salute, tira a campare, chi te lo fa fare, bada ai fatti tuoi, lascia correre: gli italiani son fatti così». Gaetano Salvemini, 1947.

 

268 ISBN

Lorenzo Tibaldo

Gli italiani (non) son tutti fatti così

Le speranze deluse nella storia d’Italia
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L’Italia continua a caratterizzarsi per i suoi peggiori difetti: trasformismo, ribellismo qualunquistico, populismo, antipolitica, clientelismo, corruzione, struttura statale iperburocratica e inefficiente, assenza di un’etica pubblica in gran parte della classe dirigente e della stessa società civile. Una sintetica e densa analisi – attraverso il Rinascimento, il Risorgimento, il fascismo, la Resistenza e i primi anni del dopoguerra – delle radici “malate” del nostro passato che ancora oggi rendono difficili alla società italiana profonde e inderogabili trasformazioni. Uno sguardo sul passato indispensabile per comprendere l’impellente necessità di applicare nella vita quotidiana i valori della Costituzione repubblicana, generata dalla Resistenza.


Immagine di copertina:
Luciano Fabro, L’Italia, 1968. Collezione Gino Viliani.
A sinistra, dall’alto, lo sguardo di: Giordano Bruno, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Attilio ed Emilio Bandiera, Nadia Gallico Spano, Ferruccio Parri, Tina Anselmi, Giuseppe Dossetti.  A destra, dall’alto, lo sguardo di: Giacomo Leopardi, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, Irma Bandiera, Piero Calamandrei, Teresa Noce, Carlo Rosselli, Nilde Iotti, Gaetano Salvemini.

Si ringraziano gli eredi di Luciano Fabro e la Direttrice dell’«Archivio Luciano e Carla Fabro», Silvia Fabro, per aver gentilmente autorizzato l’utilizzo dell’immagine di copertina.


Lorenzo Tibaldo,
Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

 



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Luciano Fabro (1936-2007) – Lo sguardo intelligente, acuto, misura ogni punto con rispettosa cura, […] perché sa che, nel processo del suo lavoro, tutto ciò che gli sfugge renderà fragile il suo modo di procedere. Dunque chi pensa al come fare, prima deve guardare, e deve imparare a guardare.

Luciano Fabro
Arte tporna arte

Arte torna arte

«Il primo momento di azione è lo sguardo.[…] Lo sguardo del come fare è uno sguardo preciso: su qualsiasi cosa si posi, è come  se quella cosa fosse definitiva, quindi la penetra; non è uno sguardo eccitato, ma quasi solido: dovunque si punti, sia esso un oggetto banale o prezioso, questo sguardo lo tratta con la medesima cura, […] sta già compiendo un’operazione attiva sulle cose […] sta attento a non farsi sfuggire nulla. Naturalmente ci sono pause nel come fare: i momenti di riflessione, i momenti di attesa e di pazienza, però lo sguardo è sempre attento […]. È quello che noi consideriamo lo sguardo intelligente, acuto, perché misura ogni punto con rispettosa cura, […] perché sa che, nel processo del suo lavoro, tutto ciò che gli  sfugge renderà fragile il suo modo di procedere. Dunque chi pensa al come fare, prima deve guardare, e deve imparare a guardare».

Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999, p. 4.

 

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Luciano Fabro 1983 – Accademia di Brera


Luciano Fabro – Alfabeta2


GALLERIA DELL’ACCADEMIA – INCONTRO CON LUCIANO FABRO


Luciano Fabro – Araba Fenice


Luciano Fabro. Palacio de Velazquez. Museo Nacional Reina Sofía (2014-2015)


Luciano Fabro: L’arte nasce dal reale


Luciano Fabro: L’arte fuori dal tempio


Luciano Fabro: Gli spazi ‘semplificati’ dell’arte


Luciano Fabro: Forme per il David


Luciano Fabro. Disegno In-Opera


Luciano Fabro. Entrevista con João Fernandes


Luciano Fabro – Italia all’asta


Luciano Fabro: 100 Disegni (26. Januar – 14. April 2013)


 


Silvia Fabro, Direttrice Archivio Luciano e Carla Fabro, Milano



 

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Luciano Fabro (1936-2007) est l’un des protagonistes majeurs de l’Arte povera, qui regroupe, à la fin des années 1960, un cercle de créateurs italiens parmi les plus novateurs de l’époque. Si l’artiste participe à l’ensemble des manifestations du groupe, il n’en mène pas moins une démarche personnelle, singulière, souvent déroutante. Il a ainsi incarné l’autonomie à sa manière tout au long de son parcours d’artiste et d’enseignant. Il a su maintenir une approche critique et une attitude analytique l’amenant à questionner l’autonomie de l’artiste, de l’oeuvre et de leur rapport à la cité. Par une importante production de textes théoriques, il a défendu l’idée que le domaine spécifique de l’art est ce lieu où la liberté est un dilettantisme engagé et l’œuvre le résultat d’une position d’auteur. A la lumière précise de son oeuvre et de son travail théorique, critiques, historiens de l’art, artistes et commissaires sont réunis ici pour réfléchir ensemble à la question de l’autonomie et à la portée de l’oeuvre de Luciano Fabro aujourd’hui. Existe-t-il une histoire, ou encore une forme de l’autonomie ? Edité par l’Ecole nationale des beaux-arts de Lyon.

Fabroniopera. Luciano Fabro. Catalogo della mostra (Pistoia, Palazzo Fabroni arti visive contemporanee, 17 dicembre 1994-11 febbraio 1995)

Fabroniopera. Luciano Fabro. Catalogo della mostra (Pistoia, Palazzo Fabroni arti visive contemporanee, 17 dicembre 1994-11 febbraio 1995)


Luciano Fabro by Frances Morris

Luciano Fabro by Frances Morris


Luciano Fabro, A fogli intercambiabili9, 1965

Luciano Fabro, A fogli intercambiabili9, 1965


 

Luciano Fabro, Lavori, 1963-1986

Luciano Fabro, Lavori, 1963-1986


Luciano Fabro. Disegno in-opera

Luciano Fabro. Disegno in-opera


Luciano Fabro. Fernando Melani. Scultura a due voci

Luciano Fabro. Fernando Melani. Scultura a due voci


Luciano Fabro. Maestro torna Maestro. Atti delle giornate di studio (Milano, 3-4 febbraio 2010)

Luciano Fabro. Maestro torna Maestro. Atti delle giornate di studio (Milano, 3-4 febbraio 2010)


Viaggi nella parola. Intervista a Luciano Fabro

Viaggi nella parola. Intervista a Luciano Fabro


Lucianoi Fabro, Attaccapanni

Lucianoi Fabro, Attaccapanni

 



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