Copertine e schede editoriali (251-260) – Giovanni Stelli, Margherita Guidacci, Margherita Pieracci Harvell, Alessandro Monchietto, Domenico Segna, Piotr Zygulski, Salvatore A. Bravo, Elena Irrera, Armando Marozzi, Claudia Baracchi, Enrico Berti, Barbara Botter, Matteo Cosci, Silvia Fazzo, Arianna Fermani, Giovanna R. Giardina, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta, Luca Grecchi, Franco Toscani, Diego Fusaro, Diego Melegari.

251-260

251
Giovanni Stelli, Tre lezioni sulla politica di Aristotele. ISBN 978-88-7588-169-6, 2016, pp. 112, 140×210 mm., Euro 13, Collana “il giogo” [66]. In copertina: Processione panatenaica, blocco VI, rilievo del fregio est del Partenone (Museo dell’Acropoli di Atene) – Fidia (bottega) – 442-438 a.C.

 252
Margherita Guidacci Margherita Pieracci Harvell, Specularmente. Lettere, studi, recensioni. A cura di Ilaria Rabatti. ISBN 978-88-7588-173-3, 2016, pp. 144, 140×210 mm., Euro 15, Collana “Egeria” [18]. In copertina: Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Le Chiese di Venezia, 1961.

253
Irene Ginanni Edi NataliDiego PancaldoAntonella Spitaleri Fausto Tardelli, Ordo Amoris. ISBN 978-88-7588-150-4, 2016, pp. 128, 140×210 mm., Euro 13. In copertina: Auguste Rodin, L’eterna primavera, ca. 1884.

254
Alessandro Monchietto (a cura di), Invito allo straniamento. II. Costanzo Preve marxiano. Contributi di: Andrea Bulgarelli, Oliviero Calcagno, Diego Fusaro, Luca Grecchi, Gianfranco La Grassa, Diego Melegari, Rodolfo Monacelli, Giacomo Pezzano, Francesco Ravelli, Franco Toscani. ISBN 978-88-7588-152-8, 2016, pp. 176 formato 140×210 mm., Euro 15 – Numero speciale di Koinè – Collana “Il giogo” [67]. In copertina: Costanzo Preve. In quarta di copertina: Dziga Vertov in una sovrimpressione sulla sua telecamera; Erwin Piscator entra nel Teatro Nollendorf, Berlino, 1929.

255
Domenico Segna, Un caso di coscienza. Giuseppe Gangale e “La Rivoluzione protestante”. ISBN 978-88-7588-154-2, 2016, pp. 128, 140×210 mm., Euro 15. In copertina: Busti di Giovanni Calvino nel Museo della Riforma a Ginevra.

256
Piotr Zygulski, Il meccanico del marxismo. Introduzione critica al pensiero di Gianfranco La Grassa. Postfazione di Augusto Illuminati. ISBN 978-88-7588-158-0, 2016, pp. 112, formato 140×210 mm., Euro 13 – Collana “Divergenze” [51]. In copertina: Saverio Mazzeo, Gianfranco La Grassa, meccanico del marxismo, 2016. Acrilico su tela.

257
Salvatore Antonio Bravo, L’ultimo uomo. ISBN 978-88-7588-160-3, 2016, pp. 80, 130×200 mm., Euro 8.
In copertina: Claude Lorrain, Veduta di Delfi con una processione sacrificale, part., 1650. Roma, Galleria Dodia Pamphilj.

258
Elena Irrera, Figure del bello nella filosofia di Aristotele ISBN 978-88-7588-162-7, 2016, pp. 64, formato 140×210 mm., Euro 7– Collana “Il giogo” [68]. In copertina: Immagine tratta da un video realizzato da Philip Scott Johnson. In alto, a sinistra: Scultura greca del periodo classico, part.

259
Armando Marozzi, Il ritorno del represso. Verso una nuova teoria dell’emancipazione.
ISBN 978-88-7588-161-1, 2016, pp. 416, formato 140×210 mm., Euro 25 – Collana “Divergenze” [52]. In copertina: Francisco Goya, Los fusilamientos del tres de mayo, Museo del Prado, Madrid.

260
Claudia Baracchi, Enrico Berti, Barbara Botter, Matteo Cosci, Silvia Fazzo, Arianna Fermani, Giovanna R. Giardina, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta, Sistema e sistematicità in Aristotele, a cura di Luca Grecchi.

ISBN 978-88-7588-202-0, 2016, pp. 256, formato 140×210 mm., Euro 25– Collana “Il giogo” [69]. In copertina: Raffaello Sanzio, Scuola di Atene: Aristotele, Musei Vaticani, part.



M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

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Copertine e schede editoriali (061-070) – Maura Del Serra, Umberto Galimberti, Luca Grecchi, Costanzo Preve, Andrea Cavazzini, Maria G. Pierattini, Massimo Bontempelli, Giuseppe Bailone, Alberto G. Biuso, Federico Bordonaro, Michele Marolla, Diego Melegari, Franco Toscani.

061-070

061
Maura Del Serra, Scintilla d’Africa. Cinque scene, con uno scritto di Marco Beck. ISBN 88-88172-23-8, 2005, pp. 96, formato 120×180 mm., Euro 9 – Collana di teatro, “Antigone” [9]. In copertina: Georges de La Tour, La veglia della Maddalena (cm. 128×94), particolare. Parigi, Museo del Louvre.

062
Umberto Galimberti – Luca Grecchi, Filosofia e Biografia. ISBN 978-88-7588-095-8, 2005, pp. 192, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [3]. In copertina: Menade, marmo di Scopas (370-330 a. C.). Kunstsammlung, Dresda.

063
Costanzo Preve, Il bombardamento etico. Saggio sull’Interventismo Umanitario, sull’Embargo Terapeutico e sulla Menzogna Evidente.
ISBN 88-87296-77-4, 2000, pp. 224, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Divergenze” [31]. In copertina: P. Ricasso, Studio di composizione per Guernica. In alto, a destra: francobollo celebrativo dedicato a Primo Levi (1919-1987).

064
Andrea Cavazzini, Evento e concetto. Filosofia e Storia della Filosofia. ISBN 88-87296-64-2, 1998, pp. 64, formato 140×210 mm., Euro 7 – Collana “Divergenze” [26]. In copertina: J. Bosch, Visioni dell’aldilà (particolare).

065
Costanzo Preve, Destra e Sinistra. La natura inservibile di due categorie tradizionali. ISBN 88-87296-24-3, 1998, pp. 64, formato 140×210 mm., Euro 7 – Collana “Divergenze” [8]. In copertina: Disegno di M. Vulcanescu.

066
Maria Giovanna Pierattini, Vien via, si va in America, si parte. Un secolo di emigrazione pistoiese: storia e storie, itinerari e mestieri (con particolare attenzione all’area di Sambuca Pistoiese). ISBN 88-87296-49-9, 2002, pp. 144, formato 170×240 mm., Euro 15 – Collana “Studi e ricerche” [5]. In copertina: Compagnia di navigazione Grande Espresso. Italia–New York. Manifesto “Lloyd Sabaudo”, conservato nell’Archivio Comunale di Piteglio (PT).

067
Massimo Bontempelli, L’agonia della scuola italiana. ISBN 88-87296-79-0, 2000, pp. 144, formato 140×210 mm., Euro 10. In copertina: Graffiti scoperti nella valle di Wadi el-Hol, Egitto (vi si riconoscono simboli caratteristici degli alfabeti semitici primitivi).

068
Giuseppe Bailone Alberto Giovanni Biuso Federico Bordonaro Luca Grecchi Michele Marolla Diego Melegari Costanzo Preve Franco Toscani, Sumbállein. Riflessioni sugli scritti di Umberto Galimberti. “Koiné”. Anno XII – NN° 1-2 /Gennaio-Giugno 2005. ISBN 978-88-7588-091-0, 2005, pp. 208, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [2]. In copertina: Auguste Rodin, Il Pensatore, gesso patinato, h. cm. 192. Parigi, Musèe Rodin.

069
Costanzo Preve, Marxismo e Filosofia. Note, riflessioni e alcune novità. ISBN 88-88172-14-9, 2002, pp. 160, formato 170×240 mm., Euro 13 – Collana “Divergenze” [34].

070
Luca Grecchi, Nel pensiero filosofico di Emanuele Severino. ISBN 978-88-7588-092-7, 2005, pp. 176, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [4]. In copertina: Auguste Rodin, La Pensée. 1886, marmo, h. cm. 74. Musée d’Orsay.

M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Copertine e schede editoriali (311-320) – Claudia Baracchi, Enrico Berti, Arianna Fermani, Silvia Gastaldi, Luca Grecchi, Silvia Gullino, Alberto Jori, Giulio A. Lucchetta, Lucia Palpacelli, Luigi Ruggiu, Mario Vegetti, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta, Maurizio Migliori, Giovanni Casertano, Claudio Iozzo, Sergio Arecco, Antonio Vigilante, Alberto Gajano, Daniela Marcheschi, Eros Barone, Alberto G. Biuso, Salvatore Bravo, Giovanni Carosotti, Lucrezia Fava, Rossella Latempa, Claudio Lucchini, Romano Luperini, Fernanda Mazzoli, Alessandro Pallassini, Lucio Russo, Franco Toscani, Lorenzo Varaldo.

311-320

311
Claudia Baracchi, Enrico Berti, Arianna Fermani, Silvia Gastaldi, Luca Grecchi, Silvia Gullino, Alberto Jori, Giulio A. Lucchetta, Lucia Palpacelli, Luigi Ruggiu, Mario Vegetti, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta, Teoria e prassi in Aristotele, a cura di Luca Grecchi.
ISBN 978-88-7588-254-9, 2018, pp. 448, formato 140×210 mm., Euro 35 – Collana “Il giogo” [95]. In copertina: Il busto di Aristotele a Calcide.

312
M. Antunes, C. Arcangelo, G. Conti, N. Dal Falco, S. Gavriilidis, U. Kindl, W. Louw, P. Macadré, D. Marcheschi, P. Merchant, P. Paolicchi, L. Pascale, A. Rita, La Favola nelle Letterature Europee. Atti del II Seminario Internazionale di studi sulla Favola, promosso dal Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini. A cura di D. Marcheschi e C. Tommasi.
ISBN 978-88-7588-252-5, 2018, pp. 152, formato 140×210 mm., Euro 12. In copertina: Guido Conti, Lupo e cane.

313
Giulio A. Lucchetta, L’olio profumato di Itaca. La coltivazione esemplare dell’ulivo e il proficuo modello produttivo dell’olio nell’Odissea.
ISBN 978-88-7588-250-1, 2018, pp. 48, formato 140×210 mm., Euro 5 – Collana “Il giogo” [96]. In copertina: Rappresentazione della raccolta delle olive. Anfora attica, VI sec. a.C., British Museum, Londra.

314
Eros Barone, Alberto Giovanni Biuso, Salvatore A. Bravo, Giovanni Carosotti, Lucrezia Fava, Arianna Fermani, Luca Grecchi, Silvia Gullino, Rossella Latempa, Claudio Lucchini, Romano Luperini, Fernanda Mazzoli, Alessandro Pallassini, Lucio Russo, Franco Toscani, Lorenzo Varaldo, Per una scuola vera e buona
ISBN 978-88-7588-248-8, 2018, pp. 272, formato 170×240 mm., Euro 25 – Collana “Il giogo” [98]. In copertina: Marc Chagall, L’Acrobata (The Acrobat), 1914.

315
Maurizio Migliori, La bellezza della complessità. Studi su Platone e dintorni. Introduzione di Luca Grecchi.
ISBN 978-88-7588-247-1, 2019, pp. 592, formato 140×210 mm., Euro 38 – Collana “Il giogo” [100]. In copertina: Vasilij Kandinskij, Verso l’alto (Empor), 1929, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia.

316
Claudio Iozzo, Il silenzio malato. Storie di recovery in salute mentale. Introduzione di Paolo Pini. ISBN 978-88-7588-249-5, 2019, pp. 160, formato 130×200 mm., Euro 15. In copertina: Vasilij Kandinskij, Molle durezza, 1927.

317
Sergio Arecco, Fisica e metafisica del cinema. Il battle study dal muto al digitale.
ISBN 978-88-7588-253-2, 2019, pp. 224, formato 140×210 mm., Euro 20 – Collana “il pensiero e il suo schermo” [3]. In copertina: Charlie Chaplin, Charlot soldato (Shoulder Arms), 1918, fotogramma.

318
Giovanni Casertano, Venticinque studi sui preplatonici. Introduzione di Luca Grecchi.
ISBN 978-88-7588-251-8, 2019, pp. 488, formato 170×240 mm., Euro 35 – Collana “Il giogo” [99]. In copertina: Statue di filosofi greci: Socrate, Antistene e altri. British Museum di Londra. In quarta: Anassimandro, bassorilievo. Roma, Museo Nazionale Romano.

319
Antonio Vigilante, L’essere e il tu. Aldo Capitini in dialogo con Nishitani Keiji, Enrique Dussel e Murray Bookchin.
ISBN 978-88-7588-166-5, 2019, pp. 144, formato 140×210 mm., Euro 15. In copertina: Max Ernst, Configuration N.16. 1974.

320
Alberto Gajano, Dialettica della merce. Introduzione allo studio di Per la critica dell’economia politica di Marx. Postfazione di Roberto Finelli: Il peso storico di un’astrazione: tra logica e realtà. ISBN 978-88-7588-205-1, 2019, pp. 160, formato 140×210 mm., Euro 15. Collana “Divergenze” [62]. In copertina: Wassily Kandinsky, Rose Fondant, 1928.

M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Copertine e schede editoriali (361-370) – Costanzo Preve, Massimo Bontempelli, Maura Del Serra, Luca Grecchi, Giulia Angelini, Diego Lanza, Gherardo Ugolini, Marco Gallo, Vincenzo Brandi, Alberto Giovanni Biuso, Salvatore A. Bravo, Michele Di Febo, Alessandro Dignös, Lorenzo Dorato, Arianna Fermani, Alessandra Filannino Indelicato, Marco Guastavigna, Claudio Lucchini, Fernanda Mazzoli, Giancarlo Paciello, Franco Toscani, Sergio Rinaldelli.

361-370

361
Costanzo Preve, La fine dell’URSS. Dalla transizione mancata alla dissoluzione reale. Seconda Edizione.
ISBN 978-88-7588-300-3, 2020, pp. 64, formato 140×210 mm., Euro 10 – Collana “Divergenze” [20]. In copertina: Disegno di M. Vulcanescu.

362
Massimo Bontempelli, Filosofia e Realtà. Saggio sul concetto di realtà in Hegel e sul nichilismo contemporaneo. Seconda Edizione.
ISBN 978–88–7588-301-0, 2020, pp. 288, formato 140×225 mm, Euro 25 – Collana “Il giogo” [124]. In copertina: Albrecht Dürer, Civetta, 1525.

363
Maura Del Serra, In voce. 55 poesie lette dall’autrice. Il libro è in vendita con CD allegato.
ISBN 978-88-7588-302-7, 2020, pp. 64, formato 130×200 mm., Euro 12. In copertina: Foto di Maura Del Serra.

364
Costanzo Preve, Luca Grecchi, Marx e gli antichi Greci. Dialogo sulla progettualità, ovvero su come cambiare il mondo. Introduzione di Giulia Angelini. Seconda Edizione riveduta e ampliata.
ISBN 978–88–7588-299-0, 2020, pp. 320, formato 140×210 mm, Euro 27 – Collana “Il giogo” [125]. In copertina: Rilevo votivo di Atena pensosa, 460 a.C., marmo pario. Atene, Museo dell’Acropoli.

365
Diego Lanza, Il tiranno e il suo pubblico. Introduzione di Gherardo Ugolini: La tirannide come “ideologia” secondo Diego Lanza. ISBN 978–88–7588-303-4, 2020, pp. 400, formato 140×210 mm, Euro 30 – Collana “Il giogo” [126]. In copertina: Frammento di vaso attico a figure nere di Sophilos, VI sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Atene.

366
Marco Gallo, Santiago Express. Appunti di viaggio. A cura di Ilaria Rabatti.
ISBN 978–88–7588-304-1, 2020, pp. 120, formato 130×200 mm, Euro 10. In copertina: Verso Santiago.

367
Costanzo Preve, Il Bombardamento Etico. Saggio sull’Interventismo Umanitario, sull’Embargo Terapeutico e sulla Menzogna Evidente. Seconda Edizione ISBN 978-88-7588-265-5, 2020, pp. 240, formato 140×210 mm., Euro 20 – Collana “Divergenze” [70]. In copertina: Paul Klee, Maske der Furcht [Maschera di paura] (1932).

368
Vincenzo Brandi, Conoscenza, scienza e filosofia. Profili di scienziati e filosofi della scienzada Talete alla fisica contemporaneaISBN 978-88-7588-269-3, 2020, pp. 512, formato 170×240 mm., Euro 30 – Collana “Divergenze” [71]. In copertina: Costruttori di una cattedrale per l’uomo, metafora del lavoro di ricerca scientifica, rilievo in pietra (XII secolo) Santa Maria, Girona (Spagna).

369
Giulia Angelini, Alberto Giovanni Biuso, Salvatore A. Bravo, Michele Di Febo, Alessandro Dignös, Lorenzo Dorato, Arianna Fermani, Alessandra Filannino Indelicato, Marco Guastavigna, Claudio Lucchini, Fernanda Mazzoli, Giancarlo Paciello, Franco Toscani, Tempi covid moderni. A cura di Alessandro Dignös.
ISBN 978–88–7588-273-0, 2020, pp. 256, formato 170×240 mm, Euro 25 – Collana “Il giogo” [127]. In copertina: René Magritte, Golgonde, olio su tela, 1953, The Menil Collection, Houston.

370
Sergio Rinaldelli, Solo l’irraggiungibile. Frammenti di cronaca interiore.
ISBN 978-88-7588-277-8, 2021, pp. 208, formato 130×200 mm., Euro 15. In copertina: Sergio Rinaldelli, I fiori del silenzio, 2006, olio su tavola, 97,5 x 67,5.

M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Koiné – «Tempi covid moderni». Siamo chiamati a defatalizzare quanto, nel filtro del pensiero “mainstream”, appare “normale”, “destinale”, “irreversibile”. Occorre riaprire lo spazio ad una critica trasformatrice che ponga le basi per una nuova progettualità umana.

Tempi covid moderni

Giulia Angelini, Alberto Giovanni Biuso, Salvatore A. Bravo,  Michele Di Febo, Alessandro Dignös, Lorenzo Dorato,

Arianna Fermani, Alessandra Filannino Indelicato, Marco Guastavigna, Claudio Lucchini, Fernanda Mazzoli,

Giancarlo Paciello, Franco Toscani

Tempi covid moderni

indicepresentazioneautoresintesi


La pandemia ha mutato le modalità di relazione, di insegnamento, di lavoro, di consumo. Si offre in queste pagine una riflessione critica a più voci con i contributi di: Alessandro Dignös, Introduzione / Fernanda Mazzoli , La scuola ai tempi del Covid: prove generali di colonizzazione digitale / Arianna Fermani, Esperienze di didattica universitaria, tra luoghi non-luoghi, alla ricerca di una “virtuosità del virtuale” / Claudio Lucchini, La didattica della merce e le esigenze della libera individualità / Michele Di Febo, Università e lezioni a distanza: minaccia o opportunità? / Alberto Giovanni Biuso, Epidemie barbariche / Salvatore A. Bravo, Didatticismo e Covid-19. La pandemia ha soltanto accelerato un processo già in atto da anni / Alessandra Filannino Indelicato, Ermeneutica della distanza. Contributi di filosofia del tragico sull’ospitalità inquietante / Giulia Angelini, L’isola di Filottete / Franco Toscani, Un pianeta malato. Umanità e socialità nel tempo della pandemia / Marco Guastavigna, A distanza, ma dal pensiero e dalle pratiche mainstream / Lorenzo Dorato, Le lezioni economiche della pandemia Fernanda Mazzoli Giancarlo Paciello, La trappola della rete: una lettura dell’indagine di Renato Curcio sulla realtà virtuale, o meglio, sulla specificità del capitalismo attuale.


Il sistema dominante non ha creato il virus, né ha favorito la sua diffusione: esso si è “limitato” a trarre cinicamente profitto da un’epidemia di cui nessuno può dirsi artefice, proponendo come rimedio ciò che, per sua natura, è funzionale al proprio “benessere” anziché a quello dell’uomo e della comunità. Le diverse misure poste in essere nel 2020 non fanno che accelerare processi e tendenze in atto dagli ultimi decenni del Novecento, ragione per cui molti tra coloro che studiano la società e le sue strutture vedono nelle nuove modalità e nelle nuove pratiche di vita «fenomeni» tutt’altro che imprevedibili.
Il presente numero di Koinè vuole costituire un invito a ripensare il nostro tempo, ponendosi come un vero e proprio esercizio di defatalizzazione di quanto, nel filtro del pensiero mainstream, appare “normale”, “destinale”, “irreversibile”. Solo distinguendo ciò che è ontologicamente “inevitabile” da ciò che, invece, si presenta come tale, è possibile riaprire lo spazio ad una critica trasformatrice che ponga le basi per una nuova progettualità umana. In tal senso, il presente invito a ripensare l’attuale è, al contempo, un’esortazione a ripensare ciò che trascende la semplice presenza: l’uomo. È solo a partire dalla comprensione della sua essenza che è infatti possibile individuare dei nuovi modi di vivere che siano veramente conformi ai suoi bisogni e alle sue aspirazioni, mostrando, in tal modo, quale sia il modello di società a cui tendere affinché costui possa autenticamente “fiorire” e realizzarsi.

A. Dignös






M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Franco Toscani – L’ «immenso oceano dei pensieri» e la vita buona

Parmenide-Platone-Franco Toscani
Franco Toscani

L’ «immenso oceano dei pensieri» e la vita buona

Che cos’è la filosofia se non l’amore tenace e ostinato per il “vero come intero” e per la vita buona?
La ratio strumentale-calcolante oggi dominante considera però la filosofia un sapere inutile e tende sistematicamente a sostituirla con la mera “metodologia della ragione” e col sapere frammentario delle varie scienze umano-sociali o socio-psico-pedagogiche. Non c’è spazio per la genuina tensione veritativa della filosofia, perché questo mondo rovesciato e a testa in giù non ne ha bisogno, anzi è infastidito da essa.
Attraverso un lavoro lungo e faticoso, un’indagine libera e aperta, la filosofia è però ciò che consente di incamminarci – con un «immenso oceano di pensieri» (τοσοῦτον πέλαγος λόγων, come dice Platone nel Parmenide, 137 a)[1] – lungo i sentieri della verità, senza poterla possedere, ma avvertendone in noi la grandezza, il respiro, la nobiltà. In qualche modo, con tutti i nostri limiti e contraddizioni, possiamo sperimentare, vivere – non solo con le idee, ma anche con le azioni, i gesti, i sentimenti, gli affetti, i rapporti, le situazioni e gli eventi della vita quotidiana – un po’ del profumo, dell’aria fresca della verità.
Averne almeno il sentore, sentirla vicina e intima, amarla, custodirla, nella misura assegnata ai mortali.


[1] Platone, Parmenide, 137 a, a cura di F. Ferrari, Rizzoli, Milano 2004, pp. 240-241. La traduzione di quest’espressione platonica proposta da Ferrari è per la verità la seguente, altrettanto valida: “un così vasto mare di ragionamenti”. Noi le preferiamo però quella proposta da Enzo Paci nel suo saggio Il significato del ‘Parmenide’ nella filosofia di Platone, Principato, Messina-Milano 1938, p.110; libro ristampato (con una Introduzione di C. Sini) presso Bompiani, Milano 1988 (cfr. p. 79). Il saggio paciano del 1938 tentò davvero l’avventura di attraversare l’ “immenso oceano di pensieri” non soltanto del Parmenide, ma dell’intera opera platonica.


Franco Toscani – Il rapporto etica-politica e il tema dell’amicizia in Aristotele.
Franco Toscani – L’antropologia culturale e il sogno dell’universalità umana concreta
Franco Toscani – Il filosofo e le Muse. La filosofia come “musica altissima” e “sinfonia dell’anima”-
Franco Toscani – Karl Marx e il significato della “Comune” di Parigi. La “Comune” sarà celebrata per sempre come la gloriosa messaggera di una nuova società. La sua testimonianza, il suo patrimonio e la sua eredità risiedono essenzialmente nella «sovrabbondanza di umanità dalla parte degli oppressi».
Franco Toscani – Umanità e società nel tempo della pandemia.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

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Franco Toscani – Umanità e società nel tempo della pandemia.

coronavirus 2020

Franco Toscani

Umanità e società nel tempo della pandemia

Nel tempo della pandemia (che, come ha sancito ufficialmente all’inizio di marzo l’Organizzazione mondiale della sanità, è l’epidemia di coronavirus o Covid-19 estesasi a livello planetario) siamo tutti riportati alla nudità della nostra esistenza, dell’essenza umana e la sofferenza è universale. In questi frangenti ci sono rivelate nel modo più brutale, spietato e collettivo la fragilità, la finitezza e la mortalità costitutive degli esseri umani, l’assurdità della dismisura, di ogni mito e culto dell’onnipotenza; si può fingere di meno a noi stessi e agli altri sulla nostra condizione, i nodi vengono maggiormente al pettine. Pensiamo, specialmente nelle fasi più gravi e drammatiche della pandemia, alla presenza massiccia della morte attorno a noi e sempre più vicina a noi, alla sua strapotenza, alla minaccia costante dell’annientamento che rappresenta. Ricorrendo al linguaggio della teologia, Claudio Magris ha parlato della prolixitas mortis (prolissità della morte), della sua incombenza e incontinenza, della sua ininterrotta narrazione.

Nei giorni della pandemia ci tocca sperimentare in modo particolarmente amaro e rivelatore la verità tragica della filosofia dell’esistenza circa la prossimità estrema della morte, la vicinanza del nulla, il forte senso della fragilità umana e del destino. Avvertiamo con maggiore nettezza la nostra totale appartenenza alla natura, la nostra dipendenza da essa, l’ineludibilità della nostra interdipendenza ecologica e globale, il fatto che non possiamo esistere fuori della natura e cavarcela senza un nuovo rapporto con l’ambiente naturale e sociale.

Tutti in qualche modo soffriamo, però in modi e forme anche notevolmente diversi. La sofferenza e il peso maggiori – non va mai dimenticato – riguardano i malati e gli emarginati, tutto il personale sanitario costretto a turni di lavoro massacranti e a prodigarsi in condizioni difficilissime, tutti quei lavoratori della produzione e dei servizi che sono in prima linea per aiutare in vari modi la società. Un’immensa gratitudine, non del tutto esprimibile a parole, va a tutti coloro che operano continuamente per gli altri, per risanare, provvedere ai bisogni essenziali della popolazione, alleviare le pene, limitare i danni, evitare il peggio. Va soprattutto agli umili e agli ultimi che sgobbano senza posa, ai tanti senza-nome e senza-storia che svolgono il loro prezioso lavoro quotidiano lontani dalle luci della società sirenico-spettacolare e senza alcuna ribalta mediatica.

Ci sono poi una sofferenza psichica e interiore, un disagio e un malessere, una paura e un’angoscia che ci concernono tutti indistintamente, in varia misura, coi quali dovremo imparare a convivere e che già cerchiamo faticosamente di gestire e controllare, in nome dell’amore per la vita e per la convivenza. Ci proviamo, almeno dobbiamo assolutamente provarci, perché la mera disperazione non conduce da nessuna parte, anzi ci paralizza e impedisce l’azione.

Anche la prospettiva che questa situazione, soprattutto il rischio di contagio, possa durare non pochi mesi o più di un anno, è davvero rattristante e inquietante. Per non parlare della crisi economico-sociale in cui siamo già precipitati, di proporzioni gigantesche, planetarie. I milioni di nuovi poveri e disoccupati reclamano giustamente aiuto, ma nessuno può fare miracoli, neppure il miglior governo del mondo, che del resto non esiste da nessuna parte. E’ impressionante l’impasse in cui la politica si dibatte oggi, oscillante fra demagogia, promesse impossibili da mantenere, irresponsabilità, serietà dell’impegno e pesanti responsabilità di governo, chiamata a dare risposte impossibili o per forza carenti in una situazione senza precedenti, invitata da ogni parte a tamponare faticosamente le ferite del corpo sociale e a dare risposte comunque inadeguate. Naturalmente, anche in questa situazione, c’è chi si dedica senza alcun pudore allo sciacallaggio, alla demagogia sfrenata e alla più vile strumentalizzazione politica, promettendo miracoli e cose del tutto aleatorie. Molti abboccano, ma non se ne può più della politica da bassa cucina elettorale, alla ricerca del consenso immediato, di corto respiro, menzognera. Come ha detto in un’intervista televisiva un medico intelligente, riferendosi a sé stesso e ai medici (ma il discorso andrebbe esteso a tutti), oggi “nessuno può fare lo Zarathustra” e atteggiarsi a facile profeta o a salvatore dalla bacchetta magica. Un pizzico di umorismo e di sana autoironia ci farebbe bene anche in questi frangenti, ma prevalgono di gran lunga in molti la rabbia, la violenza verbale, il disprezzo, il mugugno ininterrotto e l’opposizione inconcludente, il velleitarismo, la mancanza di lucidità e di alternative praticabili.

Fatti per la vita sociale, di gruppo e di relazione, abituati ai riti e ai culti della civiltà di massa, nelle presenti circostanze agli uomini è improvvisamente impedita la normalità di questa vita, pensiamo soltanto all’obbligo del mantenimento delle distanze tra le persone, all’impedimento degli abbracci, delle strette di mano, dei gesti affettuosi, dei contatti ravvicinati, etc. . Ognuno è in qualche modo paradossalmente invitato e per certi aspetti obbligato – proprio per amarci e rispettarci più profondamente – a diffidare dell’altro, a non aprirsi all’altro, a sospettare il contagio ovunque, a mantenere le distanze, appunto.

E’ amarissima – ancorché indispensabile e necessaria, beninteso – questa riduzione drastica e pesante, questa perdita secca dei livelli normali della qualità della vita, delle relazioni e della socialità nelle nostre città spettrali e desertificate, in cui le sirene delle ambulanze rompono sovente il silenzio delle vite sospese con suoni terribili, opprimenti l’animo ancor più del solito, di sventura e di morte.

Questa normalità degli affetti, dei sentimenti, dei rapporti umani schietti, delle relazioni fruttuose ci è assolutamente cara e indispensabile; non è così, invece, per la normalità alienata, per la normalità del conformismo e del consumismo, dell’inquinamento e del rumore, del traffico e della fretta, della società dell’individualismo e della competizione, del capitalismo edonistico e della cultura dello spreco, del totalitarismo del mercato, del mondo mercificato e del feticismo economico, dell’impero del capitale, delle merci, della tecnica e del Dio-denaro, in cui gli uomini sono ridotti essenzialmente a produttori/consumatori, valgono solo come tali, non sono più considerati innanzitutto come abitanti del pianeta, come esseri umani nella loro complessità e pienezza. Questa “normalità” va rimessa in discussione, perché sta inaridendo la convivenza sociale, sta distruggendo e forse distruggerà la vita sul pianeta.

Nei giorni della pandemia colpiscono molti volti, sguardi, movimenti, atteggiamenti, gesti, spesso muti, mesti, discreti e quasi impercettibili, ma anche pietosi, solidali, gentili, cortesi, partecipi, più che mai coscienti e rispettosi. E’ la ricchezza della nostra umanità colpita e ferita, che non può esprimersi pienamente, ma che scopre e vive la condizione comune di sofferenza, disagio e impedimento. Ci sono pure meravigliosi volontari che prestano aiuto come possono, veri e propri piccoli, grandi eroi della nostra vita quotidiana tribolata, testimonianze luminose della nostra umanità.

Molti, per fortuna, capiscono che siamo tutti “sulla stessa barca”, che nessuno – nemmeno Trump, Johnson e Bolsonaro – può permettersi di fare troppo a lungo il gradasso o lo sbruffone in questa situazione così tragica e dolorosa. Nessuno di quelli che, giovani o vecchi, sono ancora sani o non contagiati dovrebbe dimenticare che ci sono quelli che hanno bisogno, stanno male o, comunque, stanno peggio di loro.

Nell’isolamento, nell’apprensione e nella desolazione universale, io, ad esempio, riesco ancora, almeno per il momento, a lavorare e a scrivere queste note: ne sono pienamente cosciente e quasi me ne vergogno, ma è pur vero che devo, voglio, posso farlo e che ciascuno è chiamato anche al dovere sacrosanto di non cadere vittima di una depressione paralizzante e pericolosa (specialmente in queste condizioni di vita sociale), alle esigenze della convivenza, di proteggersi e di proteggere gli altri, come e per quanto possibile, almeno cercando di non ammalarsi e di non contagiare.

Non possiamo però dimenticare che, nemmeno in queste circostanze così aspre per tutti, continua ad agire l’umanità meschina, peggiore degli sciacalli e degli avvoltoi, degli approfittatori e degli opportunisti, del “familismo amorale”, di coloro per cui vale il motto “tanto peggio per gli altri” e che pensano soltanto a sé stessi, al proprio “particulare”: mi riferisco, ad esempio, a quegli sciagurati che cercano di truffare gli anziani introducendosi nelle abitazioni e spacciandosi per personale sanitario, a quelli che hanno consapevolmente contagiato altri andandosene tranquillamente in giro o speculato sul prezzo delle mascherine, a coloro che corrono all’accaparramento di beni alimentari nei supermercati o di prodotti sanitari nelle farmacie, a coloro che chiedono aiuti economici senza averne davvero bisogno. Occorre fare attenzione anche a questa umanità irresponsabile e incosciente o comunque scarsamente responsabile in servizio permanente effettivo.

Sperimentiamo infatti più che mai l’ambivalenza dell’umano e quella che Robert Musil chiamò, nel suo capolavoro incompiuto Der Mann ohne Eigenschaften (L’uomo senza qualità, 1930-1942), “la profonda duplicità del mondo” (die tiefe Zweideutigkeit der Welt), che ora ci abbassa e ora ci innalza, una volta ci deprime e una volta ci esalta.

Da un lato, troviamo tra l’altro l’opportunismo, l’arroganza e la presunzione, la malvagità, lo sciacallaggio economico e politico, la stupidità, insomma tutto il male di cui gli uomini sono capaci anche nelle situazioni che dovrebbero richiedere il massimo di aiuto, solidarietà e collaborazione; dall’altro le meravigliose qualità, caratteristiche ed energie di tutti coloro che danno il meglio di sé, impegnati ad arginare il peggio e a salvaguardare l’umano. Assistiamo a veri e propri prodigi quotidiani in termini di abnegazione, generosità, cura, attenzione, lavoro costante e scrupoloso, prodigalità e rispetto, quasi sempre senza alcuna grancassa mediatica.

Sarebbe auspicabile che da questa tragedia potesse spuntare un “nuovo inizio”, una ri-nascita, affacciarsi un “cuore nuovo” o “di carne” (grande tema della sapienza e profezia biblica. Cfr. Ez 11, 19-20; Ez 36, 26-27; Ger 31, 31-34; 1Re 3, 9-12) in alternativa al “cuore di pietra”, avviarsi una conversione (non solo etica, ma pure una conversione ecologica dell’economia), un processo di umanizzazione reale, in nome di quella globalizzazione della fraternità e della cooperazione, della solidarietà e della condivisione indicata pure, profeticamente, da papa Francesco. Un’altra forma della globalizzazione, più ecologica e solidale, più giusta e fraterna, è drammaticamente urgente.

“Svegliati, o Signore!”, ha esclamato papa Francesco in un giorno di fine marzo, in una piazza san Pietro vuota e scura, sotto la pioggia, durante l’Urbi et orbi, invocando Dio perché intervenga e ci liberi dalla pandemia. “Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”: queste e altre parole del papa sono nel contempo pietose, lucide e profondamente umane, ma rivelano pure una drammatica impotenza.

Su “Avvenire” il sociologo cattolico Mauro Magatti ha espresso apertamente nei giorni più duri di questa tragedia il proprio smarrimento e la propria inquietudine di credente circa la difficoltà di cogliere i segni e le tracce del divino nella situazione odierna. Comunque la si pensi, credenti o non credenti, non c’è alcun “Dio tappabuchi” (Dietrich Bonhoeffer), Dio non risponde, non può risponderci. Siamo affidati a noi stessi, alle nostre scelte e responsabilità, alle nostre azioni e pratiche di vita.

Il silenzio e l’assenza di Dio – nel tempo presente che sparge paura, sofferenza e morte a piene mani fra gli uomini – ci lasciano particolarmente sgomenti e ci rivelano l’abisso della condizione umana, ma ci richiamano pure all’esigenza pressante dell’azione e della assunzione di responsabilità.

Le attuali tribolazioni e angustie richiedono una radicale conversione dei cuori e delle coscienze, una tensione alla giustizia, a contrastare le enormi diseguaglianze economico-sociali, i vergognosi squilibri di ricchezza e di potere esistenti nel mondo. Va riscoperta e praticata la compassione, che non è un atteggiamento di compatimento che va dall’alto al basso, ma la capacità di partecipare e di comprendere le sofferenze altrui, cercando di contrastarle e alleviarle. Il filosofo Mauro Ceruti ha osservato lucidamente che oggi la fraternità non è più soltanto un’aspirazione etica, ma comincia a diventare una necessità inscritta nella nuova condizione umana. Saremo capaci di riscoprire e praticare compassione e fraternità?

Nel momento attuale è ancora prevalente la ratio strumentale-calcolante rivolta agli interessi particolari, minoritaria è invece la ragione rivolta al bene comune, alla giustizia, alla verità.

Ci troviamo e ci troveremo sempre più in una situazione in cui sono e saranno richieste molte risorse economiche, in cui occorre e occorrerà applicare il sano e semplice principio secondo cui chi ha di più deve dare di più. Una maggiore giustizia sociale diventa un imperativo morale, se non vogliamo fare delle vane chiacchiere e della retorica insulsa, insopportabile.

E’ in gioco pure il destino dell’Europa, che è in crisi perché non è ancora la nostra vera casa comune, la nostra patria (Heimat). Soprattutto, essa non è ancora unita davvero, politicamente e culturalmente. L’immenso patrimonio e i tesori della grande cultura europea sono sotto i nostri occhi e nella nostra storia (per la verità, insieme a tante altre cose vergognose, come il colonialismo, l’imperialismo, la cultura della guerra, il razzismo, l’eurocentrismo, etc.), ma vanno riscoperti e fatti vivere. Ora vediamo lucidamente che l’Europa è posta davanti ad un aut-aut: senza spirito di solidarietà e fraternità, senza aiuto e collaborazione reali, senza vera unità – non solo economica, ma politica e culturale -, essa soccomberà, fallirà e lascerà rovinosamente il campo libero agli egoismi nazionali, alle rinnovate spinte sovraniste e nazionaliste.

Una delle verità principali che questa pandemia ci consente di riscoprire è quella che il buddhismo chiama la “co-produzione condizionata” o “genesi interdipendente” di tutti i fenomeni, ossia il fatto che l’interrelazione o interdipendenza universale concerne tutti gli esseri e le cose; nessuno o nessuna cosa può sognarsi uno “splendido isolamento”, può fare l’ “anima bella”. L’uomo non è un dio né una bestia, diceva già Aristotele, ma un animale razionale, sociale e politico.

In questa stessa direzione della “vita buona”, anche il grande pensiero filosofico europeo e italiano ha parlato sovente di intersoggettività, di relazionismo e di “ontologia chiasmatica”: penso qui soprattutto a Edmund Husserl, Enzo Paci e Maurice Merleau-Ponty.

Più che mai attuale è pure il messaggio della poesia La ginestra (1836) di Giacomo Leopardi, che richiama gli uomini – a partire dalla condizione umana e dalla sventura comune – a riscoprire le ragioni della fratellanza e dell’amore reciproco, della solidarietà e della cooperazione.

Molti potranno riconsiderare e rivalutare tutto ciò, ma non è scontato. Per il momento, siamo ancora nella bufera, ci occorrono molta pazienza e molto coraggio (o forza del cuore, come dice ottimamente Vito Mancuso), molta coscienza, responsabilità, azione solidale e concreta.

Questa pandemia che ha messo in scacco il pianeta è un segno inquietante dei tempi, da interpretare, crediamo, come un avviso estremo ai naviganti. Per chi suona la campana? Suona per te, per ciascuno di noi, per l’umanità e la civiltà planetaria. Se non ascolteremo questo suono – e tutto va purtroppo nella direzione del non-ascolto o di un ascolto scarso, solo parziale, della ripresa della normalità alienata, della continuazione della devastazione della Terra e dell’inaridimento dell’umano -, nuove sciagure si profileranno inevitabilmente all’orizzonte.

Franco Toscani
(Piacenza, 14 marzo-30 aprile 2020)

Franco Toscani – Il rapporto etica-politica e il tema dell’amicizia in Aristotele.
Franco Toscani – L’antropologia culturale e il sogno dell’universalità umana concreta
Franco Toscani – Il filosofo e le Muse. La filosofia come “musica altissima” e “sinfonia dell’anima”-
Franco Toscani – Karl Marx e il significato della “Comune” di Parigi. La “Comune” sarà celebrata per sempre come la gloriosa messaggera di una nuova società. La sua testimonianza, il suo patrimonio e la sua eredità risiedono essenzialmente nella «sovrabbondanza di umanità dalla parte degli oppressi».
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

Petite Plaisance – Pubblicazioni recenti

E-Books gratuiti

Koinè – «Per una scuola vera e buona». La scuola per essere buona deve essere prima di tutto vera. La scuola pietrificata di oggi disconosce la questione di fondo: vero è ciò che è conforme al fondamento. Bene è tutto ciò che si prende cura del fondamento, cioè dell’uomo.

Koinè 2018

Vero è ciò che è conforme al fondamento.
Bene è tutto ciò che del fondamento,
ossia dell’uomo,
si prende cura.

 

 

Per una scuola vera e buona

Per una scuola vera e buona

ISBN 978-88-7588-248-8, 2018, pp. 272,  Euro 25

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Locandina Koinè, Per una scuola vera e buona

Locandina Per una scuola vera e buona

 

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Testata KoinèLogo-Adobe-Acrobat-300x293  L’unione di conoscenza e virtù costituisce la struttura portante di ogni serio modello educativo, rivolto ad una concreta ricerca della verità  Logo-Adobe-Acrobat-300x293

Testata Koinè

 

La scuola per essere buona deve essere prima di tutto vera.

Il libro affronta la questione della scuola pietrificata di oggi che disconosce una questione di fondo: vero è ciò che è conforme al fondamento, bene è tutto ciò che del fondamento, cioè dell’uomo, si prende cura. Qualsiasi approccio a questo tema in chiave riduttivamente economicistica o aziendalistica non consente infatti minimamente di coglierne lo spessore reale.
Né è possibile, sulla base di una concezione dell’umanità dell’uomo come semplice prassi empirica e funzionalismo sociale, capire realmente cosa è in giuoco nella scuola. Il tema della scuola rimanda infatti al significato dell’educazione umana, del rapporto tra le generazioni, della temporalità, della cultura. L’unione di conoscenza e virtù costituisce la struttura portante di ogni serio modello educativo, rivolto ad una concreta ricerca della verità.

Contributi di:

Eros Barone, Alberto G. Biuso, Salvatore A. Bravo, Giovanni Carosotti, Lucrezia Fava, Arianna Fermani, Carmine Fiorillo, Luca Grecchi, Silvia Gullino, Rossella Latempa, Claudio Lucchini, Romano Luperini, Fernanda Mazzoli, Alessandro Pallassini, Lucio Russo, Franco Toscani, Lorenzo Varaldo.

 

In copertina:
Marc Chagall, L’Acrobata (The Acrobat), 1914.
Per Marc Chagal l’acrobata è utopia che cerca – da una prospettiva inusuale –
un nuovo equilibrio, su un filo teso sull’orlo di un mondo alla rovescia.


 

Carmine Fiorillo – Luca Grecchi

Dalla Nota introduttiva

Luca GrecchiRingraziamo tutti gli studiosi
che a questo numero hanno partecipato,
apportando il proprio prezioso contributo di riflessione su un tema,
quello educativo,
sempre centrale e che,
anche quando non esplicitamente affrontato,Carmine Fiorillo
rimane sempre l‘implicito riferimento
di tutte le pubblicazioni
di Petite Plaisance.

 


Fernanda Mazzoli

La centralità delle conoscenze:
una bussola per uscire dalle secche dell’aziendalismo

 

Fernanda Mazzoli
L’educazione ai tempi del liberismo
La deconcettualizzazione dell’insegnamento
La storia negata
Il maestro negato
Una scuola forte è possibile?
Indicazioni bibliografiche sul tema


Franco Toscani

Sul senso e sul declino della nostra scuola

Scuola e panaziendalismo
L’alienazione scolasticaFranco Toscani
Don Lorenzo Milani
e l’esperienza della “scuola di Barbiana”:
una lotta per la cultura e il linguaggio,
per l’eguaglianza e la dignità delle persone
La testimonianza della ‘Scuola di Barbiana’ e la sua eredità odierna
La scuola e la “mutazione antropologica”
Maestri e allievi. Per una etica della responsabilità
Friedrich Nietzsche e gli interrogativi sull’avvenire delle nostre scuole
La Bildung e il destino della civiltà planetaria

 

 


Lucio Russo

Per una scuola in grado di trasmettere cultura

Per una scuola
in grado di trasmettere cultura,Lucio Russo
è essenziale interrogarsi
su quale cultura
si voglia trasmettere e perché


Claudio Lucchini

La merce a scuola ovvero la scuola della merce

La merce a scuolaClaudio Lucchini
ovvero la scuola della merce:
riflessioni

sulle tendenze
antropologico-sociali
sottese alla pratica scolastica attuale


Alberto Giovanni Biuso

Per la παιδεία

Scuola e politicaAlberto Biuso
Conoscenze e competenze
Socratismo e comportamentismo
Marketing e analfabetismo
Europa e παιδεία


Salvatore A. Bravo

Il freddo, implacabile strangolamento della παιδεία

L’ecolalia pedagogica
Pedagogia senza fondamento
La didattica breve e il neolinguaggio pedagogicoSalvatore Bravo
L’homo oeconomicus
La scuola azienda
Trascendere le classi per strutturare lo sradicamento
Conclusioni


Arianna Fermani

L’educazione come cura e come piena fioritura dell’essere umano
Riflessioni sulla παιδεία in Aristotele

I. Osservazioni preliminari
Originalità e attualità della riflessione aristotelica sull’educazione
II. Primo scenario educativo: l’educazione precede l’etica
II.a L’insegnabilità della virtù: limiti e caratteristiche
II.b L’emotional training e l’educazione “delle” passioniArianna Fermani
II.c Ulteriori articolazioni del modello educativo
III. Secondo scenario educativo: l’educazione è l’etica
III.a Educazione e metodo della ricerca
IV. Riflessioni conclusive


Romano Luperini

Insegnare la letteratura oggi

 

Ogni educazioneRomano Luperini
presuppone

una utopia,
la esige
***
Appendice


Alessandro Pallassini

Note sugli apparati riproduttivi societari, guardando alla scuola

I. Introduzione
II. Produzione e riproduzione societaria.Alessandro Pallassini
Brevi cenni
III. Mutamenti del sistema societario
e mutamenti nell’educazione latamente intesa
IV. Scuola-lavoro: possibili omologie
V. Conclusioni (molto provvisorie)
VI. Bibliografia utilizzata


Eros Barone

La crisi dei saperi socratici: una sfida per l’‘humanitas’

I. Società di mercato e saperi socratici
III. Quale rapporto tra il vero e l’utile nel sapereEros Barone
e nella formazione?
III. I “saperi che servono” fra nichilismo antisocratico
e ideologia del ‘politicamente corretto’
IV. Il riscatto dei saperi socratici: utilità, eredità, identità
IV. Futuro dell’‘humanitas’ e ‘humanitas’ del futuro


Giovanni Carosotti

L’«ideologia» della Buona Scuola

Una didattica autoproclamatasi “innovativa”
Un apparato ideologico per formare nuovi soggetti
Una dimostrazione di dissenso:
dall’Appello per la Scuola pubblica alla sua contestazione
Una critica delle ideologie rivolta al concetto di «competenza»
La scelta impositivaGiovanni Carosotti
Una salutare critica delle ideologie
La pseudo scienza delle competenze
L’azzeramento
della pluralità storiografica ed ermeneutica delle discipline
Una scuola di sorveglianti e sovergliati, misurati e misuratori
Breve riflessione sul quantitativo


Rossella Latempa

L’ossessione valutativa

Il mito dell’oggettivitàRossella Latempa
L’imbracatura ortopedica
della valutazione scolastica
Matematizzazione dell’essere umano


Lorenzo Varaldo

La posta in gioco

 

È in gioco il sapere dell’umanitàLorenzo Varaldo
La nostra Dichiarazione di oggi
***
Dichiarazione finale della Conferenza Nazionale
del 19 maggio 2018 per l’abrogazione della legge 107


Fernanda Mazzoli

Per una seria cultura generale comune

Una proposta di Lucio RussoFernanda Mazzoli
Recensione al libro
Lucio Russo,
Perché la cultura classica. La risposta di un non classicista


Lucrezia Fava

Λόγος, linguaggio, tempo

Dai seminari heideggerianiLucrezia Fava
di Le Thor
Recensione
al libro
Martin Heidegger, Seminari


 

 

Silvia Gullino

Una appassionata ricostruzione della filosofia aristotelica

Alla ricerca del luogo
in cui la sapienza teoretica si radica nell’umano
Recensione al libro
Claudia Baracchi, L’architettura dell’umano.
Aristotele e l’etica come filosofia prima



Per far memoria

del nostro impegno sul tema della scuola

Metamorfosi della scuola

Metamorfosi della scuola italiana

Anno 2000, pp. 304, Euro 20

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Testata Koinè

Contributi di:

Fabio Acerbi – Marino Badiale – Giuseppe Bailone – Fabio Bentivoglio – Piero Bernocchi – Lucio Bontempelli – Massimo Bontempelli – Paolo De Martis – Adolfo Scotto Di Luzio – Federico Dinucci – Giampiero Giampieri – Giulio Ferroni – Emanuele Narducci – Fabrizio Polacco – Costanzo Preve – Lucio Russo – Livio Sichirollo – Roberto Signorini – Lorenzo Varaldo

Sommario

Quale asse culturale per il sistema della scuola italiana?, di Massimo Bontempelli
La scuola sospesa, di Giulio Ferroni
Alcune osservazioni sui contenuti dell’insegnamento, di Lucio Russo
Orwell 2000, di Fabrizio Polacco
Sulle sorti della matematica e della fisica nella scuola superiore, di Fabio Acerbi
L’insegnamento delle discipline scientifiche e la storia della scienza, di Lucio Bontempelli
30 tesi contro la Scuola-Azienda e l’Istruzione-Merce, di Piero Bernocchi
La catena dei perché. Riflessioni sulle radici del “Concorso Berlinguer”, di Costanzo Preve
Autonomia didattica e libertà di insegnamento, di Federico Dinucci
Chi non sa nulla, insegna ad insegnare, di Paolo De Martis
Che buon pro facesse (e faccia) il “Verbo”, di Giampiero Giampieri
“L’agonia della scuola italiana”: un libro controcorrente, di Fabio Bentivoglio
Una lettura critica del libro “L’agonia della scuola italiana”, di Roberto Signorini
Il libro di Antonio La Penna “Sulla scuola”, di Emanuele Narducci
L’insegnante trova le sue parole. Perché un “no” ai salari di merito, di Lorenzo Varaldo
Il libro verde della Pubblica istruzione, di Giuseppe Bailone
Il Liceo classico, di Adolfo Scotto di Luzio
Il resistibile declino dell’università. Ragioni per un titolo, di Livio Sichirollo
Il nome delle libellule. Breve riflessione sulle culture popolari, di Marino Badiale


L'agonia della scuola italiana

Massimo Bontempelli

L’agonia della scuola italiana

Anno 2000, pp. 144, € 10,00

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La scuola italiana nel suo insieme è oggetto, per la prima volta dopo tre quarti di secolo, di una riforma complessiva ed incisiva. Le innovazioni che vi sono introdotte, però, esaminate attentamente nei loro effetti concreti, risultano tutte profondamente negative, sia sul piano della formazione educativa dei giovani, che su quello della professionalità degli insegnanti e della trasmissione di un sapere degno di questo nome. Il carattere pubblico e nazionale del sistema dell’istruzione, e la sua capacità di promuovere lo spirito critico e l’autonomia di giudizio dei giovani, ne risultano gravemente compromessi.
Questo disastro è il prodotto di una cultura dogmatica e ideologizzata dei promotori della riforma, che li rende incapaci di pensare su un piano conoscitivamente alto, ed eticamente valido, il nesso tra scuola e società. Tale cultura è peraltro funzionale alle inconfessate esigenze totalitarie di un determinato sistema di potere.
La scuola italiana, a questo punto, potrà essere salvata soltanto dalla resistenza consapevole degli insegnanti che vogliono continuare ad essere educatori.

Il libro si articola in sette capitoli:
L’innovazione distruttiva
Il didatticismo di regime
L’autonomia aziendalistica
L’educazione negata
La stupidità rivelata
La scuola del totalitarismo neoliberista
Il destino della scuola


Buoni e cattivi maestri

Visioni di scuola. Buoni e cattivi maestri

Anno 2003, pp. 160, Euro 15

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Testata Koinè

Contributi di:

Guido Armellini – Andrea Bagni – Antonia Baraldi Sani – Fabio Bentivoglio – Carlo Bolelli – Massimo Bontempelli – Francesco Borciani – Marcello Cini – Vittorio Cogliati Dezza – Luca Grecchi – Corrado Maceri – Fabiano Minni – Bruno Moretto – Cesare Pianciola – Gianna Tirandola – Marcello Vigli

La scuola e il fondamento, di Luca Grecchi
Visioni di scuola. Buoni e cattivi maestri, di Francesco Borciani
Sapere di polis, di Andrea Bagni
Il quinto postulato, di Fabio Bentivoglio
Quale scuola per quale Stato?, di Marcello Vigli
L’intelligenza del tranviere, di Guido Armellini
Partiamo dalle nuove sfide, di Vittorio Cogliati Dezza
Il cappotto del professore, di Antonia Baraldi Sani
La scuola della Repubblica tra Stato, Regioni e sussidiarietà, di Corrado Mauceri
Evoluzionismo: un ponte tra due culture, di Marcello Cini
Sul sapere critico, di Carlo Bolelli
La convergenza del centrosinistra e del centrodestra
nella distruzione della scuola italiana, di Massimo Bontempelli
Il tutto e le parti, di Guido Armellini
L’esperienza del referendum in Emilia Romagna, di Bruno Moretto
Intervista immaginaria di Ignazio Olloy al Professor E. De Candi, di Fabiano Minni
L’esperienza del referendum in Veneto, di Gianna Tirondola
Lettera aperta ai partiti della sinistra sulla scuola
Venti anni di attività, di Cesare Pianciola


Il sogno di una scuola

Maria Luisa Tornesello

Il sogno di una scuola

Lotte ed esperienze didattiche negli anni Settanta: controscuola, tempo pieno, 150 ore.

Allegato il CD-ROM per Windows con l’audiovisivo Oltre il libro di testo: parole ed esperienze di opposizione nella scuola dell’obbligo degli anni Settanta,
di Maria Luisa Tornesello e Roberto Signorini.

ISBN 978-88-7588-006-4, 2006, pp. 416, Euro 27

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Si manifesta ormai da più parti l’esigenza di considerare con metodo scientifico la storia degli anni Settanta, superando sia l’urgenza della testimonianza personale che la rimozione di un materiale impegnativo e «scomodo». Questo discorso vale in modo particolare per la scuola, in quegli anni al centro dell’attenzione con analisi, pratiche, lotte, che presto e abbastanza superficialmente sono state liquidate o «demonizzate».
In realtà la scuola, e in particolare la scuola dell’obbligo, è il punto d’incontro dei problemi che in quel momento agitano la società italiana. È un vero e proprio laboratorio di idee e progetti vissuti come rivoluzionari: partecipazione democratica, non delega, autonomia e potere dal basso.
Questo libro è una prima ricostruzione di quei fermenti, caotici ma aperti e vitali. Esso si basa su una documentazione inconsueta (prese di posizione politiche e sindacali dei «nuovi insegnanti», lavori degli studenti, materiale didattico delle scuole sperimentali e dei corsi 150 ore, documenti di programmazione didattica, produzione dell’editoria didattica alternativa), in cui è possibile cogliere il profondo cambiamento rispetto al passato, la ricchezza del dibattito e delle proposte didattiche, l’impegno civile.

 

 


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Franco Toscani – Il filosofo e le Muse. La filosofia come “musica altissima” e “sinfonia dell’anima”-

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Il filosofo e le Muse

La filosofia come “musica altissima” e “sinfonia dell’anima”

 

È noto che l’Accademia platonica, come θίασος (associazione cultuale al servizio delle Muse), fu consacrata al culto di Apollo e delle Muse e che al suo interno si trovava un altare dedicato alle Muse. Nonostante le sue perplessità e ben note posizioni sulla poesia e sull’arte, Platone istituisce un fecondo rapporto tra il filosofo e le Muse. Nel Cratilo (406 a 3-5) leggiamo che il nome stesso alle Mοῦσαι (Muse) e alla μουσική (musica) sembra derivare dal μῶσθαι (aspirare, cercare) proprio della ricerca e della filosofia. Nella Repubblica (VIII, 548 b8-c1) la “vera Musa”, quella da non trascurare, sempre “si accompagna ai discorsi e alla filosofia”. [… Leggi tutto nel PDF allegato qui sotto]


Fedro

Il filosofo è devoto alle Muse,
amante della bellezza, dedito all’amore, al pensiero e al sapere.


De Lampade

«in Musarum curia alumnus» (“un allievo alle cure delle Muse”),
G. Bruno, De lampade combinatoria lulliana (1587).


Logo Adobe AcrobatFranco Toscani, Il filosofo e le Muse


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Lachete

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Koinè – Per un pensiero forte

Per un pensiero forte blog copia

Una rivista ha bisogno di tempo per nascere e per crescere. Ha bisogno soprattutto di un particolare complesso di elementi spirituali, culturali, sociali nel cui seno l’idea stessa possa germinare e trovare alimento per il suo sviluppo.


Koinè, Periodico culturale, Anno XIX, NN° 1-4, Gennaio-Dicembre 2012, Reg. Trib. di Pistoia n° 2/93 del 16/2/93. Direttore responsabile: Carmine Fiorillo.

Direttori: Luca GrecchiDiego Fusaro

Hanno contribuito e reso possibile la pubblicazione di questo numero di Koinè:

Olivia Campana, Francisco Canepa, Gianluca Cavallo, Andrea Cavazzini,
Linda Cesana, Stella Maria Congiu, Valentina Cordero, Lorenzo Dorato,
Carmine Fiorillo, Diego Fusaro, Luca Grecchi,
Michele Marolla, Alessandro Monchietto, Giacomo Pezzano,
Giancarlo Paciello, Costanzo Preve, Ilaria Rabatti, Emilia Savi,
Franco Toscani, Daniele Trematore, Francesco Valagussa, Carmelo Vigna.

 

Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo,
che dunque vogliano pure pensare da sé.

Karl Marx

 

Coperta 192

 

Gianluca Cavallo, Andrea Cavazzini, Linda Cesana, Valentina Cordero,
Lorenzo Dorato, Diego Fusaro, Luca Grecchi,  Michele Marolla,
Giacomo Pezzano, Costanzo Preve, Franco Toscani, Daniele Trematore,
Francesco Valagussa, Carmelo Vigna

Per un pensiero forte

indicepresentazioneautoresintesi

 

Questo numero di Koinè, in continuità con i precedenti e, più in generale, con lo spirito della rivista, che nel 2013 festeggerà il suo ventesimo anniversario, è dedicato a un’appassionata difesa del pensiero veritativo. Si tratta, in termini generalissimi, di quel pensiero che ritiene tuttora filosoficamente necessario continuare a porre, come riferimenti onto-assiologici primari, la Verità ed il Bene (scritti con la maiuscola proprio per sottolineare il loro carattere universale). Questi riferimenti sono necessari soprattutto in quanto indicano ciò che l’uomo deve pensare, e deve fare, per vivere realmente da uomo, ossia per esprimere nel modo più compiuto le proprie potenzialità ontologiche; essi sono particolarmente necessari anche in quanto ci troviamo oggi a vivere all’interno di un modo di produzione sociale che nega strutturalmente, nei pensieri e nei fatti, questi contenuti di compiuta umanità. Nichilismo, relativismo e scetticismo formano, infatti, una costellazione unitaria che, nell’attuale congiuntura, maschera il fondamentalismo integralistico del capitale, rendendo impossibile, per chi ne accetti l’ideologia, una critica radicale di ciò che siamo.
La filosofia come sapere forte in grado di proporre fondamenti “altri” del vivere sociale e comunitario, e dunque di sottoporre a critica radicale l’esistente, è sempre più spesso oggetto di derisione ad opera delle nuove formazioni ideologiche affini alla riproduzione simbolica del cosmo a morfologia capitalistica: dal pensiero debole alla filosofia analitica, fino ai realismi vecchi e nuovi, la filosofia come pratica veritativa in grado di conoscere ontologicamente l’intero e di valutarlo assiologicamente è puntualmente squalificata, delegittimata, vuoi anche derisa. Di qui, appunto, la necessità di un ritorno al pensiero forte come sola via per reagire alla crisi – non solo economica – che stiamo attraversando a livello globale.
Il titolo, Per un pensiero forte, richiama dunque, volutamente, la critica maggiore che viene rivolta al pensiero filosofico veritativo, ovvero a quello metafisico, umanistico, classico, o comunque lo si voglia definire: questa critica sarebbe, appunto, quella di una presunta “violenza” che lo stesso albergherebbe. In realtà, la tesi secondo cui ogni pensiero che cerca di porsi con verità, ossia in modo argomentato e fondato, sarebbe per ciò stesso “dogmatico” e “prevaricatore”, è già stata ampiamente mostrata come infondata, per non dire risibile.
È semmai, al contrario, ogni pensiero che afferma di non porsi con verità, e che dunque non fonda in modo argomentato le proprie affermazioni, ad essere pericoloso: esso lascia essere le cose come sono, e dunque scoraggia preventivamente ogni critica e ogni prassi diretta contro il regno animale dello spirito di cui siamo oggi abitatori. Un simile pensiero è tanto più pericoloso, quanto più le sue affermazioni sono basate sulla effettualità, ossia su ciò che costoro ritengono essere “i fatti”, e che sovente altro non sono se non il semplice “senso comune”, oggi appunto antimetafisico ed antiumanistico proprio in quanto la metafisica e l’umanesimo costituiscono i due maggiori supporti teorici di ogni progettualità alternativa sulla totalità sociale. La “forza” di un pensiero filosofico “forte”, sta dunque solo nel carattere fondatamente veritativo ed umanistico di tale pensiero. Tanto più che solo un pensiero forte, nel senso appena delineato, può permettere una critica radicale del mondo storico in cui siamo proiettati, mostrandone le contraddizioni e la falsità.
Come è consuetudine della rivista negli ultimi anni, accanto a una serie di saggi (sostanzialmente i primi, presenti in numero maggiore) in cui questa tesi è in vario modo sostenuta, vi è un’altra serie di saggi (sostanzialmente i secondi, presenti in numero minore) in cui questa tesi, se non propriamente contestata, è comunque problematizzata; questo a riprova della “non chiusura” praticata anche da chi ritiene necessario un “pensiero forte”, il quale appunto si rivela “forte” proprio resistendo dialetticamente alle argomentazioni avversarie. Il pensiero forte, anima della filosofia, è tale perché mira alla verità e, insieme, si regge sull’idea che la sola via per raggiungerla sia quella del dialogo, del confronto socratico delle posizioni più diverse.
La resistenza maggiore da porre in campo, oggi, è quella contro l’attuale totalità sociale, che nega sempre più nella vita, alle persone, la possibilità di realizzare la propria umanità, costringendole ad abitare uno spazio sociale ridotto alla sola dimensione alienata della produzione e dello scambio delle merci. L’odierna congiuntura segna, di conseguenza, il massimo allontanamento dalla realizzazione delle potenzialità ontologiche del genere umano: essa è, pertanto, l’apice dell’alienazione, e come tale dev’essere connotata, criticata e trasformata a partire da un pensiero che non abbia paura a riconoscersi come “forte”.
Questa “resistenza”, sul piano culturale, è ciò che caratterizza da sempre lo spirito di fondo della rivista Koinè.

Carmine Fiorillo, Diego Fusaro, Luca Grecchi, Giancarlo Paciello

 

 

I testi

 

Lorenzo Dorato,
Verità, ontologia umana e capitalismo

Costanzo Preve,
Questioni di filosofia, di verità, di storia, di comunità

Luca Grecchi,
Ancora sul pensiero di Emanuele Severino

Diego Fusaro,
Il realismo, fase suprema del postmodernismo?
Note su «New Realism», postmodernità e idealismo

Giacomo Pezzano,
Per un’antropologia del «metron». Brevi considerazioni preliminari

Gianluca Cavallo,
Potere e natura umana. Paradigmi a confronto

Linda Cesana,
Karel Kosík- Praxis e verità. «L’uomo si realizza, cioè si umanizza nella storia»

Michele Marolla,
Ratzinger- fasi e natura del relativismo contemporaneo

Franco Toscani,
L’anima e la morte nel Fedone di Platone. Sugli inizi della metafisica occidentale

Daniele Trematore,
Un parricidio postmoderno

Valentina Cordero,
La metafisica è ancora viva

Francesco Valagussa,
Nietzsche. Il Senso come “poiesi” del Pensiero. «Sostenersi senza appoggio»

Giacomo Pezzano,
Note critiche intorno a Gianluigi Pasquale, La ragione della storia. Per una filosofia della storia come scienza

Andrea Cavazzini,
Note critiche intorno a Cristian Lo Iacono, Althusser in Italia. Saggio bibliografico (1959-2009)

Michele Marolla,
Note critiche intorno a Calogero Caltagirone, La misura dell’uomo. La questione veritativa dell’antropologia

Giacomo Pezzano,
Note critiche intorno a Claudio Lucchini,
Il bene come processo possibile concreto. Natura umana e ontologia sociale

Costanzo Preve,
Nel labirinto delle scuole filosofiche contemporanee. A partire dalla bussola di Luca Grecchi

Carmelo Vigna,
Sull’Europa

***

 

 

 


Immagine in evidenza:
V. Kandinsky, Accento in rosa, 1926. Parigi, Musée national d’Art moderne.



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