John Donne (1572-1631) – Per nessun altro, amore, avrei spezzato questo beato sogno, meglio per me non sognar tutto il sogno, ora viviamo il resto. Morte, non andar fiera se anche t’hanno chiamata possente e orrenda. Non lo sei. Non vi sarà più morte. E tu, morte, morrai.

John Donne 02
Poesie amoros. Poesie teologiche

Poesie amorose. Poesie teologiche

 

****
**
*

La vita

 

Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema alla ragione,
troppo forte per la fantasia.
Fosti saggia a destarmi.
E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno,
lo prolunghi.
Tu cosí vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e le favole storia.
Entra fra queste braccia. Se ti parve
meglio per me non sognar tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

****
**
*

La morte

Morte, non andar fiera se anche t’hanno chiamata
possente e orrenda. Non lo sei.
Coloro che tu pensi rovesciare non muoiono,
povera morte, e non mi puoi uccidere.
Dal riposo e dal sonno, mere immagini
di te, vivo piacere, dunque da te maggiore,
si genera. E più presto se ne vanno con te
i migliori tra noi, pace alle loro ossa,
liberazione dell’anima. Tu, schiava
della sorte, del caso, dei re, dei disperati,
hai casa col veleno, la malattia, la guerra,
e il papavero e il filtro ci fan dormire anch’essi
meglio del tuo fendente. Perché dunque ti gonfi?
Un breve sonno e ci destiamo eterni.
Non vi sarà più morte. E tu, morte, morrai.

 John Donne, Poesie amorose. Poesie teologiche, a cura e traduzione di Cristina Campo, Einaudi, 1971  

 

 


E Morte più non sarà, Morte… tu morirai. Solo un respiro separa la vita dalla vita eterna, solo una virgola, una pausa. La vita, la morte l’anima, Dio, il passato, il presente… niente barriere insuperabili, niente punti e virgole, solo una virgola.

Vivien Bearing (Emma Thompson)

 


Quarta di copertina

Virginia Woolf ha notato come la qualità che piú avvince in Donne non sia tanto il significato, pur carica com’è di significato la sua poesia, quanto l’esposione con la quale egli rompe nel discorso. «Ogni prefazione, ogni parlamento è consumato, egli piomba nella poesia per la via piú breve», come un amante salta dalla finestra in una stanza, chiudendo fuori tutto il resto: epoca, luogo, universo. Ci arresta con un gesto «Stand still… Ferma… comanda. E fermarci dobbiamo». Il ciclo dei suoi poemi d’amore per Anne More ci ricorda quello, di poco piú tardo, delle scene familiari di Rembrandt e Saskia. Conosciamo ogni mobile delle loro stanze, ogni riflesso delle loro finestre, ogni bagliore dei calici in cui brindano, ogni piega dei cortinaggi del loro letto, ma del mondo esterno non si curano di dirci nulla.


John Donne (1572-1631) – Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è una parte del tutto. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.

 



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Margherita Pieracci Harwell – Si apriva il balcone sull’amata Parigi. Lettere e memoria dalla madre di Simone Weil.

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Si apriva il balcone sull'amata Patigi

Si apriva il balcone sull’amata Patigi

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Margherita Pieracci Harwell, Si apriva il balcone sull’amata Parigi. Lettere e memoria dalla madre di Simone Weil, Poiesis Editrice, 2017.

Alla fine degli anni Cinquanta, una ragazza italiana colpita dalla lettura di alcune pagine di Simone Weil si reca a Parigi per ritrovare le tracce della filosofa francese ormai scomparsa, nei manoscritti inediti e più nel vibrante ricordo di sua madre, Selma Weil. Sarà l’incontro con la Madre a rivelare a Margherita Pieracci come fosse naturale e inevitabile per Simone raggiungere, in una vita breve ed intensa, una rara identità di rigore e semplicità, nello stile come nel pensiero.

Seduta accanto a M.me Weil, che alterna la copia di meravigliosi frammenti all’ascolto assoluto di Albinoni e Monteverdi e a evocazioni ora commoventi ora lievi di storie familiari, la ragazza intuirà come Simone abbia potuto raggiungere ancora bambina la percezione di cosa fossero giustizia o attenzione — l’attenzione, ad esempio, che apprese dal modo in cui la madre ascoltava la musica, con tutta l’anima, senza possibili frange di distrazione; la carità e la giustizia che regnavano in quella casa e si offrivano a chi era fuori. E l’onnipresenza della bellezza: come penetrava nella camera di Simone la limpida luce di Parigi fissata nel Prologue.

Questo, qui, si tenta di condividere, offrendo le lettere di M.me Weil, presentando i suoi amici, e un po’ di quell’atmosfera.


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William Blake (1757-1827) – Vedere un Mondo in un granello di sabbia, e un Cielo in un fiore selvatico, tenere l’Infinito nel cavo della mano e l’Eternità in un’ora.

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«Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l’Infinito nel cavo della mano
E l’Eternità in un’ora».

 

William Blake, Auguries of Innocence

 


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Massimo Mungai – Rendiamo la solitudine strumento per far germogliare le nostre emozioni e per dare nuovo valore al silenzio, atto preparatorio al comunicare con gli altri.

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«Il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere
il mondo potrà scoprire la pace».
Gandhi

 

 

«Aspirando al superfluo si perde il necessario».
Proverbio persiano

 

276 ISBN

Massimo Mungai

Ombreggiature. Poesie. Racconti brevi

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Impronte di un uomo ordinario

Impronte di un uomo ordinario

indicepresentazioneautoresintesi


203_Isbn

Spicchi dìAglio

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Le menzogne della verità

Le menzogne della verità


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Alceo (630 a.C.– 560 a.C.) – Da terra conviene progettare la rotta, se si riesce a farlo in modo corretto. Ma quando si è per mare, si deve andare con il vento che c’è.

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Lirici greci

«Da terra conviene progettare la rotta

se si riesce a farlo in modo corretto.

Ma quando si è per mare,

si deve andare con il vento che c’è».

 

 

Alceo, Canti conviviali [Συμποσιακά μέλη, symposiakà mèle], fr. 249, ed. Voigt.

 

Saffo e Alceo a Mitilene, Lawrence Alma-Tadema (1881).

Saffo e Alceo a Mitilene, Lawrence Alma-Tadema (1881).

 

Alceo

Alceo


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Marco Penzo – «Attimi». Poesie. Sei la misura del mio cuore, l’attimo della mia passione.

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Coperta Attimi

Marco Penzo, Attimi

 

 

Marco Penzo

Attimi.

ISBN 978-88-7588-189-4, 2017, pp. 80, formato 130×200 mm., Euro 10.
In copertina: Marco Sallese, Venature, foto a Bagno Vignoni (Siena), 2016.
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Pagine

che riflettono in versi

le vibrazioni poetiche dell’autore:

emerge il tema della speranza

come attimo di bene,

momento germinale di una progettualità

che aspira a vivere in una società che davvero assuma i valori universalistici

nel palpito condiviso

di autentiche relazioni umane

 

Marco Sallese, Venature, foto a Bagno Vignoni (Siena), 2016

Marco Sallese, Venature, foto a Bagno Vignoni (Siena), 2016.


Marco Penzo

La nostra libertà

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Federico García Lorca (1898-1936) – La poesia è qualcosa che cammina per le strade. Il teatro è sempre stato la mia vocazione. Adesso sto lavorando a una nuova commedia. Gli uomini non riusciranno mai a immaginarsi l’allegria che esploderà il giorno della Grande Rivoluzione. Non è vero che sto parlando proprio come un socialista?

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F. G. Lorca, Poeta en Nueva York

 

«La poesia è qualcosa che cammina per le strade. Che si muove, che passa accanto a noi. Tutte le cose hanno il loro mistero, e la poesia è il mistero che hanno tutte le cose. Si passa accanto a un uomo, si guarda una donna, si percepisce l’incedere obliquo di un cane, e in ciascuno di questi oggetti umani c’è la poesia».

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«Adesso sto lavorando a una nuova commedia. Non sarà più come quelle precedenti. Adesso è un’opera della quale non posso scrivere nulla, nemmeno una riga, perché si sono liberate e vagano per l’aria la verità e la menzogna, la fame e la poesia. Mi sono sfuggite dalle pagine. La verità della commedia è un problema religioso e socio-economico. Il mondo è immobile di fronte alla fame che devasta i popoli. Finché ci sarà squilibrio economico, il mondo non potrà pensare. Ne sono sicuro. Due uomini camminano sulla riva di un fiume. Uno è ricco, l’altro è povero. Uno ha la pancia piena, l’altro insozza l’aria con i suoi sbadigli. E il ricco dice: “Che bella barca si vede sull’acqua! Guardi, guardi il giglio che fiorisce sulla riva”. E il povero dice: “Ho fame, non vedo nulla. Ho fame, tanta fame”. È naturale. Il giorno in cui la fame sparirà, si produrrà nel mondo l’esplosione spirituale più grande che l’Umanità abbia mai conosciuto. Gli uomini non riusciranno mai a immaginarsi l’allegria che esploderà il giorno della Grande Rivoluzione. Non è vero che sto parlando proprio come un socialista?».

Da un’intervista realizzata da Felipe Morales,
pubblicata su La Voz di Madrid
il 7 aprile 1936.

Traduzioine di Antonio Melis.

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Pablo Neruda (1904-1973) – Amo i libri esploratori, ma odio il libro ragno in cui il pensiero ha disposto filo velenoso.

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Ode al libro

Ode al libro

«Amo i libri
esploratori,
libri con bosco o neve,
profondità o cielo,
ma
odio
il libro ragno
in cui il pensiero
ha disposto filo velenoso
perché là s’impigli
la giovanile e svolazzante mosca».

Pablo Neruda, Odi elementari.

Traduzione di Antonio Melis

 

Odi elementari

 


Pablo Neruda (1904-1973) – È cosi che nasce la poesia: viene da altezze invisibili. Canto e fecondazione è la poesia: l’ho concentrata come prodotto vitale della mia stessa esperienza, circondato dalla folla adorabile, dall’infinita e ricca moltitudine dell’uomo.

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Giulio Angioni (1939-2017) – Quando non si saprà … tu forse lo saprai che qui e ora sei.

Angioni Giulio
Quando non si saprà
di te che sarai stato,
dell’albero che un giorno avrai piantato
in terra smemorata
e la parola d’aria respirata
sarà altra cosa in chissà quale stato
tu forse lo saprai
che qui e ora sei.
Giulio Angioni, 2017

 


Layout 1

Doppio cielo

 

Cop Angioni

Fare, dire, sentire

Il dito alzato

Il dito alzato

Le fiamme di Toledo

Le fiamme di Toledo

 

 

Pratiche e saperi

Pratiche e saperi

 

Sulla faccia della terra

Sulla faccia della terra

 

L'oro di Fraus

L’oro di Fraus


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Chiara Fiorillo – Memory’s fligt. Il volo della memoria

Chiara Fiorillo

Memory’s fligt

Il volo della memoria

*

They were men before;

 they were something before.

Then they became nothing,

so with no fearless, they were waiting for death.

To live there you have to believe your future,

because where there’s hope, there’s life.

They were sorrounded by barbed wire,

so they couldn’t fly away.

I wonder why it happened,

but inside me the answer is silence.

We’re all equal,

we’re all different,

but there isn’t a perfect race!

“Losing the past means losing the future”,

so you must remember what happened.

*

Chiara Fiorillo, III F, Scuola Media “Cino da Pistoia”, Pistoia.

 


 

Klee spirito di una lettera_c

Immagine in evidenza: Paul Klee, Geist eines Briefes [Spirito di una lettera],1937.


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