Alessandro Monchietto – Quale progettualità? A partire da alcune considerazioni di Luca Grecchi.

Quale progettualità?

Una rivista ha bisogno di tempo per nascere e per crescere. Ha bisogno soprattutto di un particolare complesso di elementi spirituali, culturali, sociali nel cui seno l’idea stessa possa germinare e trovare alimento per il suo sviluppo.


Koinè, Periodico culturale, Anno XXIII, NN° 1-4, Gennaio-Dicembre 2016, Reg. Trib. di Pistoia n° 2/93 del 16/2/93. Direttore responsabile: Carmine Fiorillo.

Direttori: Luca GrecchiDiego Fusaro

 

Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo,
che dunque vogliano pure pensare da sé.

Karl Marx

 

Alessandro Monchietto

Quale progettualità?
A partire da alcune considerazioni di Luca Grecchi.

***

1. Ho letto con gratitudine e interesse le riflessioni che l’amico Luca Grecchi ha sviluppato in un recente saggio dedicato al tema della progettualità1. In questo contributo mi limiterò a proporre qualche breve spunto, nella speranza possa fungere da stimolo al prosieguo del dibattito.
Ritengo che tra Grecchi e lo scrivente la differenza sul tema della progettualità (“un alternativo modo di produzione sociale possibile/desiderabile”) sia di grado e non di sostanza: non avrei difficoltà ad accogliere tutto quel che Luca scrive a proposito, e considero lo sfondamento su questo fronte già riuscito (perché la porta era aperta).
Il mio intento sarà dunque quello di trattare sinteticamente questo primo aspetto, per soffermarmi poi con maggiore attenzione sul punto nodale della questione che – come rileva Grecchi – “riguarda il concetto che costituisce la base di ogni progettualità, ossia la natura umana”.

2. L’obiezione che mi viene implicitamente mossa nel testo Sulla progettualità è “una sostanziale marginalizzazione del tema teoretico (il lungo termine), ed uno schiacciamento sul tema prassico (il breve termine)”.
Contrariamente a quanto viene argomentato nel saggio, credo che il discorso riguardi essenzialmente le priorità (la nostra vita è limitata ed è inevitabile prevederle) e non la direzione da intraprendere. Condivido l’idea secondo cui l’unico gesto critico, l’unica critica seria che si possa filosoficamente avanzare è quella che prende in carico “il sistema tutto nelle sue strutture fondamentali”; ma ritengo cruciale difendere gli spazi di manovra (necessari ma non sufficienti) per potersi un giorno avvicinare a un “modo di produzione sociale migliore”. [… Leggi tutto nel PDF allegato]

 

Alessandro Monchietto,
Quale progettualità? A partire da alcune considerazioni di Luca Grecchi


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