Giacomo Leopardi (1798-1837) – La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo.

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«La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo».

Giacomo Leopardi

 

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Giacomo Leopardi, Storia della astronomia dalla sua origine fino all’anno MDCCCXIII, La Vits Felice, 2014, pp. 464; con uno scritto di Armando Massarenti e un’appendice di Laura Zampieri.

 

«Trecento pagine di erudizione densissima, in cui si ripercorre l’evoluzione della disciplina dall’antichità fino al presente, elencando con dettaglio puntiglioso tutte le fonti, con una completezza e una competenza che forse non ho incontrato (mi perdonino) nei miei collkeghi storici della scienza. E tutto questo composto da Giacomo Leopardi a … quindici anni».

Carlo Rovelli

Quarta di copertina

«La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo, e giunge a conoscere la causa dei fenomeni più straordinari. Una così utile scienza dopo essere stata per molto tempo soggetta alle tenebre dell’errore ed alle follie degli antichi filosofi, venne finalmente ne’ posteriori secoli illustrata a segno, che meritamente può dirsi, poche esser quelle scienze, che ad un tal grado di perfezione sieno ancor giunte». Esordisce così Giacomo Leopardi in questa opera giovanile (è del 1813) dalla quale riceverà riconoscimenti che salgono ben presto a un grado di ammirazione e che esaltano la eccezionale importanza del filologo. La Storia della astronomia, infatti, è senza dubbio un’opera di letteratura. Leopardi si avvale delle enormi cognizioni scientifiche di cui è in possesso e le usa per collegarle ovunque agli scrittori greci e romani della classicità, per sottolineare quanto anch’essi avessero fatto riferimento nelle loro opere alle scienze astronomiche e quindi se ne fossero fatti portavoce, attribuendo così una missione vaticinante e una funzione storico-conoscitiva al letterato.

Ancora su Giacomo Leopardi

Edoardo BoncinelliGiulio Gioriello, L’incanto e il disinganno: Leopardi. Poeta, filosofo, scienziato, Guanda, 2016.

Annalisa Strada, Leopardi e l’amore nascente, Raffaello Ragazzi, 2016.

Sebastiano Timpanaro, Alcune osservazioni sul pensiero di Leopardi, Solfanelli, 2015.

Giorgio Cosmacini, L’infinito di Leopardi, un impossibile congedo, Sedizioni, 2016.

Alessandro D’Avenia, L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, Mondadori, 2016.


Giacomo Leopardi – Cos’è la lettura per l’arte dello scrivere
Giacomo Leopardi (1798-1837) – Trista quella vita (ed è pur tale la vita comunemente) che non vede, non ode, non sente se non che oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi e gli altri sentimenti ricevono la sensazione
Giacomo Leopardi (1798-1837) – La felicità non è che la perfezione, il compimento della vita.
Giacomo Leopardi (1798-1837) – Un sorriso e una poesia possono aggiungere un filo alla trama brevissima della vita, accrescendo la nostra vitalità.

 


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