María Zambrano (1904-1991) – Il punto dolente della cultura moderna è la sua mancanza di trasformazione della conoscenza pura in conoscenza attiva, che possa alimentare la vita dell’uomo di ciò che necessita.

Maria Zambrano 025
Persona e democrazia

Persona e democrazia

«[…] tocchiamo il punto dolente della cultura moderna: la sua mancanza di trasformazione della conoscenza pura in conoscenza attiva, che possa alimentare la vita dell’uomo di ciò che necessita» (p. 56)

 

María Zambrano

Il nuovo totalitarismo per la Zambrano è la tirannia dell’attività illimitata che rende la persona cosa, frammento di natura, oggetto di leggi meccaniche.

Persona e democrazia di Maria Zambrano è il testo di una pensatrice eterodossa, sempre al limite dei sistemi ideologici che ha incarnato la filosofia nell’atto dl vivere. Eterodossa perché libera dai sistemi poteri rassicuranti, dalle verità pronte per l’uso. Cattolica senza chiesa e donna di sinistra senza partito, ha vissuto la libera scelta del pensiero con l’esilio e con la miseria materiale. Pensare per la Zambrano significava vivere la dimensione del tempo ricurvo, ritornare su se stessi per capire, ricategorizzare le possibilità della realtà storica vissuta, per cui vi è pensiero solo nel soggetto che ritorna in sé, in un movimento dialettico disalienante, per “sentire la propria identità” coagularsi attorno alla dimensione del pensare. La comunicazione è possibile nel tempo sospeso dalla prassi, nell’incontro che non vuole affascinare e predare ma accoglie la parola per sentirla nella profondità del pensiero in cui la densità emotiva mai è recisa dal piano della razionalità. In Persona e democrazia la Zambrano coglie con chiarezza il profilarsi del totalitarismo del tempo pieno delle democrazie liberiste. Filosofa senza pregiudizi a cui la marginalità ha donato la capacità di giudicare i pericoli che minacciano la comunità delle persone, la Zambrano giudica la democrazia liberista una nuova forma di totalitarismo. Le democrazie hanno fatto dell’azione e della produzione la metafisica del loro consenso, il loro feticcio, ma il tempo pieno osserva la Zambrano è tempo senza pensiero, perché il tempo non più ricurvo, è rettilineo, segue il ritmo naturale della produzione. Il tempo pieno dei totalitarismi dal nazionalsocialismo al tempo pieno delle democrazie liberale, annichilendo il pensiero vorrebbero eterizzare se stessi mediante un processo di naturalizzazione con il quale il sistema si sottrae al pensiero. E proclama la fine della storia. Solo il tempo vuoto consente la libertà e la democrazia autentica poiché è il tempo che ritorna su se stesso, emancipato dalla pratica coatta, dall’orizzonte delle sole cose, consente al soggetto di appartenersi, di andare verso se stessi e gli altri con intenzionalità spontanea. Il nuovo totalitarismo per la Zambrano è la tirannia dell’attività illimitata che rende la persona cosa, frammento di natura, oggetto di leggi meccaniche. Il suo appello – denuncia del nuovo totalitarismo – non deve coglierci impreparati ed inermi, ma motivarci all’attiva difesa del pensiero e dunque della comunità democratica e partecipata.

Salvatore Bravo

 

María Zambrano, Persona e democrazia, Bruno Mondadori, 2000.


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