Gabriella Putignano (a cura di) – Cantautorato & Filosofia. Un (In)Canto possibile. Contributi di: Stefano Daniele, Corrado De Benedittis, Gianluca Gatti, Federico Limongelli, Francesco Malizia, Raffaele Pellegrino, Giacomo Pisani, Gabriella Putignano.

Cantautorato_Filosofia

Editrice Petite Plaisance, 2017, p. 160, euro 12

Gabriella Putignano (a cura di)

Cantautorato & Filosofia.

Un (In)Canto possibile

Contributi di:
Stefano Daniele, Corrado De Benedittis, Gianluca Gatti, Federico Limongelli, Francesco Malizia, Raffaele Pellegrino, Giacomo Pisani, Gabriella Putignano.

[Vedi in basso i titoli]


Prefazione

«…la musica […] è un’arte che rivela…»1

Il seguente libro raccoglie gli atti di un ciclo di incontri, a cura della sottoscritta, in cui s’è cercato di far emergere un virtuoso circolo erme­neutico fra il cantautorato italiano, di vecchia e nuova generazione, e il mondo della filosofia.
L’idea era quella di mostrare quanto la musica d’autore, nella quale note sublimi si sposano con l’incanto di parole poetiche, fosse in grado di squarciare domande, veicolare idee, aprire arcobaleni di senso. Un pensiero di Rachel Bespaloff (1895-1949), filosofa-musicista del secolo scorso2, ci ha in particolare guidato su questa via, un pensiero secondo cui la musica può sì degradare in vacuo starnazzamento, in rumore stordente, ma nella sua autentica accezione essa è «arte che rivela»3. Vi sono, infatti, impressi nel suo “cuore” un pathos rivelatorio e una capacità formativa tali da richiamarci a noi stessi, da ricordarci chi siamo o chi vorremmo diventare.
Il thaumazein così provocato permette – a nostro giudizio – non solo di addentrarci dentro sentieri teoretici, ma di comprendere – ça va sans dire – anche l’importanza di filosofare con lo splendore di tutti i linguaggi4 e di non trincerarsi nell’autoreferenzialità di un sapere stantio.
Forti di queste premesse, abbiamo dato avvio al nostro progetto, radi­cato in primis su un’idea ‘omnicratica’5 del pensare, cioè su un bisogno di condivisione corale, simmetrico di riflessioni e di entusiasmi. In secondo luogo, si è pensato di suddividere l’intera iniziativa in due parti: nella prima l’attenzione è stata rivolta a cantautori più legati alla generazione degli anni Settanta; nella seconda a cantanti o a gruppi musicali, più o meno giovani6, del tempo presente.7 L’intenzione era di confutare, in tal modo, una vulgata corrente, che vuole la musica odierna solo e soltanto come qualcosa di insulso e di vuoto.8
Nella prima parte è senza dubbio emerso l’impegno etico della can­zone d’autore, nonché la sua critica corrosiva a taluni meccanismi sociali. Abbiamo dunque preso le mosse dalla Scuola di Bologna: da Guccini e dalla sua visione crepuscolare dell’esistenza, e da Lolli e dalla sua acuta denuncia contro la ‘sclerocardia’ contemporanea. Siam poi passati a con­frontarci con la discografia di De André e di Gaber: l’uno considerato alla luce della sua interpretazione della Buona Novella, l’altro quale cantore dell’odierna “civiltà delle macerie” e di una nuova, “eidetica”, coscienza.
Altrettanto densi i temi affrontati nella seconda parte, ove il punto di partenza è stato il ‘misticismo aperto’ dei Baustelle, la loro tensione morale congiunta ad uno sguardo disincanto sul mondo della vita; ab­biamo proseguito con i Bluvertigo e lo studio del nesso ʻpensare-direʼ e con Il Teatro degli Orrori, tra inquieta ricerca di senso e veemente accusa al lavoro alienato. L’intervento conclusivo ha suggellato il percorso fatto assieme, poiché – a partire dai testi di Federico Fiumani – si è trattato il problema del riconoscimento/riconoscenza.
I papers qui riportati costituiscono, pertanto, la fedele trasposizione dei contributi tenuti oralmente, ma nel contempo sono arricchiti da schede didattiche finali che evidenziano come siffatto lavoro possa benissimo concretizzarsi in classe, nella convinzione – già in precedenza delineata – dell’importanza di un filosofare plurale e di un insegnamento differente rispetto ad una piatta trasmissione di nozioni. Sono, così, da noi (per la maggior parte docenti liceali) offerti una serie di percorsi interdisciplinari da inserire o nella consueta programmazione curricolare o in ricerche di approfondimento.9
Ci sembra, comunque, di poter cogliere un essenziale fil rouge fra tutte le relazioni, un’esortazione comune, da Guccini a Fiumani, ad esprimere la propria unicità di persona e a far risplendere il coraggio della libertà. Ed è esattamente questo l’augurio che ci piace lasciare al nostro lettore: non perdere mai, nonostante i “grandi freddi” contemporanei, il brivido del rendersi inizio10, il fremito della possibilità quale sigillo dell’umano esistere.

Gabriella Putignano

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1 R. Bespaloff, Su Heidegger, trad. it. di L. Sanò, Bollati Boringhieri, Torino 2010, p. 25. Corsivo nostro.

2 Rachel Bespaloff è stata una filosofa ebrea di origini ucraine, acuta studiosa di diversi pensatori, fra cui Heidegger, Šestov, Kierkegaard; diplomatasi, nel 1914, in pianoforte al Conservatorio di Ginevra, occuperà la cattedra di musica all’Opéra di Parigi. Nell’estate del 1941 – a causa del contestuale quadro internazionale – si trasferirà negli Usa, ove morirà suicida nel 1949.

3 Ibidem. Corsivo nostro. Vale la pena riportare l’intero passaggio, che peraltro evidenzia quanto la musica sia in stretta correlazione con la nostra vita affettiva: «La buona e la cattiva musica, indifferentemente, fanno entrambe appello alla nostra vita affettiva: ciò che importa è che la prima la utilizza «nel modo della conversione», mentre la seconda «nel modo della diversione». […] La musica è […] un’arte che rivela, oppure un rumore che stordisce.»

4 Altri logoi, oltre a quello musicale, sono l’artistico, il filmico/cinematografico, il poetico, etc.

5 Adoperiamo questa espressione nel senso dato da Aldo Capitini (1899-1968), cioè come ʻpotere di tuttiʼ, lotta contro un pensiero autoritario e catechetico, a favore di uno pro­manante “dal basso”.

6 Cantanti come Capovilla e Fiumani non possono anagraficamente essere considerati giovani, ma la loro musica appartiene senz’altro ad una generazione successiva a quella sessantottina, vicina a quella attuale.

7 Un limite è stato aver considerato cantanti di solo sesso maschile, ma cercheremo di rimediare con un altro ciclo di incontri.

8 Certamente oggigiorno assistiamo ad una decisa diffusione della musica di consumo, caratterizzata da ritornelli fatui e melensi. Si veda su questo M. Bonanno, La musica è finita. Quello che resta della canzone d’autore, Stampa Alternativa, Viterbo 2015. Tuttavia ciò che non condividiamo di siffatta impostazione è l’assolutizzazione compiuta, incapace così di considerare voci interessanti e degne d’ascolto. Per esempio sul piano italiano, oltre ai cantanti da noi analizzati nella seconda parte, si potrebbero annoverare fra gli/le artisti/e, più o meno giovani, meritevoli di attenzione: Niccolò Fabi, Brunori Sas, Ales­sio Lega, i Tiromancino, Pacifico, Elisa, Cristina Donà, Noemi, Samuele Bersani, Vinicio Capossela, i Virginiana Miller, Max Gazzè, Pippo Pollina, i Têtes de Bois, i Non voglio che Clara, etc.

9 Quasi tutti i percorsi didattici presentati sono rivolti ad una quinta classe, ma ciò non esclude affatto che si possa (e si debba) lavorare in questa maniera anche in una terza o in quarta classe. Nel prosieguo della lettura apparirà, inoltre, evidente un’ulteriore differenza fra la prima e la seconda parte: nella prima i collegamenti con la filosofia sono varie volte espliciti, diretti e posti dai cantautori stessi, nella seconda questo non sempre avviene espressamente. Nondimeno tale differenza non ha per noi un’importanza rile­vante, poiché la pretesa maggiore che ci proponevamo con le suddette schede didattiche era mostrare la possibilità di insegnare determinati temi filosofici prendendo spunto dal brano di una canzone.

10 Utilizziamo questa parola nel precipuo senso arendtiano.


I contributi

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francesco-guccini

Giacomo Pisani,

La verità come possibilità. Guccini e la narrazione dell’immanenza


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lolli

Gabriella Putignano,

Claudio Lolli: “vivere forte” contro “il grande freddo” della sclerocardia


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fabriziodeandre_1_1343928697

Gianluca Gatti,

Umana famiglia. La buona novella di Faber


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gaber5

Corrado De Benedittis,

Giorgio Gaber, cantautore di una nuova coscienza


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Unknown-2

Federico Limongelli,

Baustelle, i mistici dei nostri giorni?


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bluvertigo-foto

Stefano Daniele,

Nulla e Comprensione. Lo Zero dei Bluvertigo attraverso i Presocratici


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Il_teatro_degli_orrori_-_Sherwood_festival_-_Il_mondo_nuovo_tour

Raffaele Pellegrino,

Il Teatro degli Orrori sul palco del mondo contemporaneo: alterità, violenza, solitudine


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Federico Fiumani

Francesco Malizia,

Federico Fiumani, tra esperienza del noi e dinamica del riconoscimento

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  logo-wordIndice completo delle pagine pubblicate (ordine alfabetico per autore al 11-05-2017)


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Giorgio Gaber – Se ci fosse un uomo (poesia cantata)

 

 

Giorgio Gaber

«Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.

Se ci fosse un uomo…

Forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che è in attesa
di una rinascita improvvisa.

Se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo generoso e forte
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno
forte nell’odiare l’arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno
la parte più viva del suo sogno
se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo.

Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito
che è il potere.
Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita
se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo.
Se ci fosse un uomo.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo al centro della vita.

Allora si potrebbe immaginare un neo rinascimento
un individuo tutto da inventare
in continuo movimento.
Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita ci sia di nuovo l’uomo.

[parlato]
Un uomo affascinato da uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da corpi e da anime gioiose che sanno entrare di slancio nel cuore delle cose
popolato di fervore e di gente innamorata ma che crede all’amore come una cosa concreta
popolato da un uomo che ha scelto il suo cammino senza gesti clamorosi per sentirsi qualcuno
popolato da chi vive senza alcuna ipocrisia col rispetto di se stesso e della propria pulizia.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da un uomo talmente vero che non ha la presunzione di abbracciare il mondo intero
popolato da chi crede nell’individualismo ma combatte con forza qualsiasi forma di egoismo
popolato da chi odia il potere e i suoi eccessi ma che apprezza un potere esercitato su se stessi
popolato da chi ignora il passato e il futuro e che inizia la sua storia dal punto zero.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da chi è certo che la donna e l’uomo siano il grande motore del cammino umano
popolato da un bisogno che diventa l’espressione
di un gran senso religioso ma non di religione
popolato da chi crede in una fede sconosciuta dov’è la morte che scompare quando appare la vita
popolato da un uomo cui non basta il crocefisso ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio
che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo
al centro della vita.

Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita
ci sia di nuovo l’uomo».

 

Grazie a Giulia Stanghini
che ci ha suggerito di inserire questa poesia cantata tra le pagine scelte.

Autori, e loro scritti

G

G

Giorgio Gaber – Se ci fosse un uomo (poesia cantata).

Alberto Gajano – Dialettica della merce. Introduzione allo studio di «Per la critica dell’economia politica» di Marx

Eduardo Galeano – «Non accettiamo il tempo presente come destino. Un altro mondo è possibile».

Eduardo Galeano (1940-2015) – … è all’orizzonte … Per quanto io cammini potrò mai raggiungerla …? A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare.

Benito Pérez Galdós (1843-1920) – «Ma cucire, cucire… Calcola i punti che si devono dare per tenere in piedi una casa…».

Gallese Vittorio, Guerra Michele, «Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze», 2015.

Domenico Gallo – Le ragioni del no all’arretramento costituzionale.

Nicola Gardini – Leggere è un’arte … smarrirsi leggendo è un orientarsi.

Aldo Giorgio Gargani (1933-2009) – Noi abbiamo una nascita che è determinata dall’atto di procreazione. Ma poi c’è la nascita che noi ci diamo a noi stessi. La realtà dell’essere nostro deve essere raggiunta attraverso un processo mediante il quale bisogna reinventarsi per mezzo della scrittura per diventare alla fine quello che si è.

Michele Gasapini – La caduta di Icaro. Analisi del mito e della modernità.

William Gass (1924) – Sembra incredibile la facilità con cui sprofondiamo nei libri.

Silvia Gastaldi, Una rivoluzione negli studi di antichistica

Silvia Gastaldi – L’uomo assennato rispetta sempre la corretta gerarchia tra il corpo e l’anima, e cura pertanto l’armonia del proprio fisico solo in funzione della symphonia che deve instaurarsi nella psyche. Il saggio è il vero musico perché sa realizzare l’accordo musicale più perfetto, quello interiore.

Marino Gentile (1906-1991) – L’umanesimo si attua come paideia.

Marino Gentile (1906-1991) – È necessario anzitutto rammentare e riconoscere l’ampiezza delle ostilità e delle perplessità che suscita, nella cultura filosofica e non filosofica contemporanea, il nome stesso della metafisica.

Marino Gentile (1906-1991) – Umanesimo e tecnica. Tutto ritorna all’uomo. L’umanesimo non è un’epoca storica, ma una concezione generale dell’uomo, presente in tutte le epoche.

Ludovico Geymonat (1908-1991) – Si sostiene oggi da varie parti che nel mondo attuale non vi è più posto per la filosofia. Io non sono affatto di questo parere. Le ricerche specialistiche non si rivelano in grado di generare un’autentica cultura.

Ludovico Geymonat (1908-1991) – L’intellettuale non-conformista – per svolgere la sua funzione – deve militare fuori dei partiti burocratizzati, ed eventualmente contro di essi. Questa sua funzione non può essere svolta per intero senza un rapporto organico con le masse. un rapporto organico con le masse non richiede la mediazione dei partiti.

Gianluca Giachery – Recensione a «Esistenza, ragione, storia. Pietro Chiodi (1915-1970)». La radicalità etica e l’attualità della riflessione del filosofo e comandante partigiano.

Vladimiro Giacchè – L’Anschluss della Germania dell’Est. Un esame approfondito delle lezioni che l’Europa di oggi può trarre dalle vicende tedesche degli anni Novanta.

Daniele Giancane  – Stare sulla soglia: La poesia richiede lentezza. Pausa. Non è produttiva. Non è immediatamente utile.

Khalil Gibran (1883-1931) – La bellezza risplende nel cuore di colui che ad essa aspira più che negli occhi di colui che la vede.

KAHLIL GIBRAN (1883-1931) – Ragione e passione sono il timone e le vele della vostra anima navigante. Che la vostra anima esalti la ragione fino al culmine della passione e con la ragione dirigete la passione.

André Gide (1869-1951) – «Io mi sporgo oltre il presente. Ho in odio tutto ciò che diminuisce l’uomo; tutto ciò che tende a renderlo meno saggio, meno fiducioso o meno pronto».

Marija Gimbutas (1921-1994) – L’inquietudine del «Pensatore» di Hamangia, metafisico contemplatore dell’universo di settanta secoli fa.

Emanuele Giordana – Lo scatto umano. Viaggio nel fotogiornalismo da Budapest a New York.

Arturo Giovannitti (1884-1959) – “The Masses”, una rivista di opposizione culturale degli inizi del Novecento inNegli Stati Uniti.

Benedetta Giovanola – È la «ricchezza antropologica», e non la relazione in sé, a rappresentare il criterio normativo alla cui luce interpretare anche la relazionalità. Il concetto di «ricchezza antropologica» connota ciascuno come essere umano

Henry Giroux – La gioventù nell’epoca dell’autoritarismo: per un’opposizione alle politiche neoliberali della dispensabilità.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Non si può chiedere al fisico di essere filosofo; ma ci si può attendere da esso che abbia sufficiente formazione filosofica.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Qualunque sogno tu possa sognare, comincia ora.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Questa è l’ultima conclusione della saggezza: la libertà come la vita si merita soltanto chi ogni giorno la dovrà conquistare.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Ma le notti Amore mi vuole intento a opere diverse: vedo con occhio che sente, sento con mano che vede.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Nell’uomo vi è una scintilla più alta, la quale, se non riceve nutrimento, se non è ravvivata, viene coperta dalle ceneri della necessità e dell’indifferenza quotidiana.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Ciascun momento, ciascun attimo è di un valore infinito. Noi esistiamo proprio per rendere eterno ciò che è passeggero.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Per non rinunciare alla nostra personalità, molte cose che sono in nostro sicuro possesso interiore non dobbiamo esteriorizzarle.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – La mente deve essere addestrata, calzata e stretta in stivali spagnoli, perché s’incammini con prudenza sulle vie del pensiero, e non sfavilli come un fuoco fatuo.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Questo cuore è sempre costante, turgido come il più giovanile fiore. Io non voglio perderti mai! L’amore rende l’amore più forte. La vita è l’amore, e lo spirito è la vita della vita.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) – Chi è nell’errore vuol supplire con violenza a ciò che gli manca in verità e forza.

Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852) – L’accumulare, ecco la colpa di tutto.

Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852) – Beato colui che s’è scelto, fra tutte, la passione più elevata: s’amplierà e si moltiplicherà d’ora in ora e di minuto in minuto la illimitata sua beatitudine, ed egli penetrerà sempre più e più profondamente nell’infinito paradiso della propria anima.

Glen Gould (1932-82) – L’arte non diventerà un’ancella del processo scientifico, e sarà capace di esprimere come l’impulso estetico sia privo di età, cioè libero dalle obbedienze che i tempi gli dettano.

Francisco Goya (1746-1828) – El sueño de la razón produce monstruos. La fantasia priva della ragione genera impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie.

Juan Goytisolo (1931-2017-) – La letteraura è il territorio del dubbio. Il romanzo non serve a dare risposte ma a fare domande. La censura prima era politica, ma quella di oggi, quella commerciale, è ancora più terribile.

Antonio Gramsci (1891-1937) – Odio gli indifferenti. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. Vivere vuol dire essere partigiani. L’indifferenza non è vita.

Antonio Gramsci (1891-1937) – Cultura è capacità di comprendere la vita. Ha cultura chi ha la coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.

Luca Grecchi – Quando il più non è meglio. Pochi insegnamenti, ma buoni: avere chiari i fondamenti, ovvero quei contenuti culturali cardinali che faranno dei nostri giovani degli uomini, in grado di avere rispetto e cura di se stessi e del mondo.

Luca Grecchi – A cosa non servono le “riforme” di stampo renziano e qual è la vera riforma da realizzare.

Luca Grecchi – Cosa direbbe oggi Aristotele a un elettore (deluso) del PD.

Luca Grecchi – Platone e il piacere: la felicità nell’era del consumismo.

Luca Grecchi – Un mondo migliore è possibile. Ma per immaginarlo ci vuole filosofia.

Luca Grecchi – «L’umanesimo nella cultura medioevale» (IV-XIII secolo) e «L’umanesimo nella cultura rinascimentale» (XIV-XV secolo), Diogene Multimedia.

Luca Grecchi – Il mito del “fare esperienza”: sulla alternanza scuola-lavoro.

Luca Grecchi – In filosofia parlate o scrivete, purché tocchiate l’anima.

Luca Grecchi – L’assoluto di Platone? Sostituito dal mercato e dalle sue leggi.

Luca Grecchi – L’Italia che corre di Renzi, ed il «Motore immobile» di Aristotele.

Luca Grecchi – La natura politica della filosofia, tra verità e felicità.

Luca Grecchi – Socrate in Tv. Quando il “sapere di non sapere” diventa un alibi per il disimpegno.

Luca Grecchi – Scienza, religione (e filosofia) alle scuole elementari.

Luca Grecchi – La virtù è nell’esempio, non nelle parole. Chi ha contenuti filosofici importanti da trasmettere, che potrebbero favorire la realizzazione di buoni progetti comunitari, li rende credibili solo vivendo coerentemente in modo conforme a quei contenuti: ogni scissione tra il “detto” e il “vissuto” pregiudica l’affidabilità della comunicazione e non contribuisce in nulla alla persuasione.

Luca Grecchi – Aristotele: la rivoluzione è nel progetto. La «critica» rinvia alla «decisione» di delineare un progetto di modo di produzione alternativo. Se non conosciamo il fine da raggiungere, dove tiriamo la freccia, ossia dove orientiamo le nostre energie, come organizziamo i nostri strumenti?

Luca Grecchi – Sulla progettualità.

Luca Grecchi – Perché la progettualità?

Luca Grecchi – «Commenti» [Nel merito dei commenti di Giacomo Pezzano].

Luca Grecchi – Aristotele, la democrazia e la riforma costituzionale.

Luca Grecchi – Platone, la democrazia e la riforma costituzionale.

Luca Grecchi – La metafisica umanistica non vuole limitarsi a descrivere come le cose sono e nemmeno a valutare negativamente l’attuale stato di cose. Deve dire come un modo di produzione sociale ha da strutturarsi per essere conforme al fondamento onto-assiologico.

Luca Grecchi – Scuola “elementare”? Dalla filosofia antica ai giorni nostri.

Luca Grecchi – La metafisica umanistica è soprattutto importante nella nostra epoca, la più antiumanistica e filo-crematistica che sia mai esistita.

Luca Grecchi – Logos, pathos, ethos. La “Retorica” di Aristotele e la retorica… di oggi. È credibile solo quel filosofo che si comporta, nella vita, in maniera conforme a quello che argomenta essere il giusto modo di vivere.

Luca Grecchi – Educazione classica: educazione conservatrice? Il fine della formazione classica è dare ai giovani la “forma” della compiuta umanità, ossia aiutarli a realizzare, a porre in atto, le proprie migliori potenzialità, la loro natura di uomini.

Luca Grecchi – Mario Vegetti: un ricordo personale e filosofico.

Luca Grecchi – «Natura». Ogni mancanza di conoscenza, di rispetto e di cura verso la natura si traduce in una mancanza di rispetto e di cura verso la vita tutta. L’attuale modo di produzione sociale, avente come fine unico il profitto, tratta ogni ente naturale – compreso l’uomo – come mezzo, e dunque in maniera innaturale.

Luca Grecchi – Scritti brevi su politica, scuola e società

Luca Grecchi – I suoi libri (2002-2019)

Luca Grecchi – L’UMANESIMO GRECO CLASSICO DI SPINOZA. Lo scopo della filosofia non è altro che la verità.

Luca Grecchi – «Uomo» – L’uomo è il solo ente immanente in grado di attribuire senso e valore alla realtà e di porsi in rapporto ad essa con rispetto e cura.

Ruth E. Groenhout – Senza relazioni di cura la vita umana cessa di fiorire: una cura adeguata richiede un forte senso della giustizia.

Vasilij Semënovič Grossman (1905-1964) – C’è un dono superiore rispetto a quello dei geni della scienza e della letteratura, dei poeti e degli scienziati. Il dono supremo dell’umanità è il dono della bellezza spirituale, della nobiltà d’animo, della magnanimità e del coraggio del singolo in nome del bene.

Paolo Grossi – Il valore è un principio o un comportamento che la coscienza collettiva ritiene di sottolineare: isolandolo e selezionandolo lo sottrae alla relatività che è propria del fascio indistinto.

Isabella Guanzini – Il reciproco toccarsi corrisponde ad una reciproca donazione di senso, in cui ciascuno lascia la propria impronta sul corpo e sull’anima dell’altro. Così si trasmette come per travaso di corpo in corpo, di contatto in contatto, e si costruisce un mondo comune.

Romano Guardini (1885-1968) – Chi non ama la vita non ha pazienza con essa: la pazienza è l’uomo in divenire che comprende giustamente se stesso, è una forza tranquilla e profonda.

Chiara Guarducci, «La neve in cambio» [Lucifero, La Carogna, Camera ardente].

Chiara Guarducci – «Bye Baby Suite». Il monologo nell’insonnia dell’ultima notte di Marilyn Monroe invade ogni spazio come un urlo: un’onda che si disfa per rimontare, scandalosa come una preghiera.

Daniele Guastini – «Prima dell’estetica. Poetica e filosofia nell’antichità». Un’analisi storica e un confronto teorico tra due grandi nozioni della cultura antica: quella di mimesis e quella di allegoria.

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666) – Le sue Sibille e i personaggi con libro.

Gallese Vittorio, Guerra Michele, «Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze», 2015.

Ernesto Che Guevara (1928-1967) – Ha più valore, un milione di volte, la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell’uomo più ricco della terra.

Ernesto Che Guevara (1928-1967) – 1951 … adesso sapevo che io starò con il popolo. E preparo il mio essere come un tempio sacro in cui risuoni di nuove vibrazioni e nuove speranze il grido del proletariato.

Ernesto Che Guevara (1928-1967) – Non si può arrivare al comunismo con la facilità con cui si beve un bicchiere d’acqua. Ma noi dobbiamo tenere lo sguardo fisso a quella meta. L’uomo è l’attore cosciente della storia. Senza questa coscienza, che abbraccia anche quella del proprio essere sociale, non può esserci comunismo.

Ernesto Che Guevara (1928-1967) – Nel cinquantesimo dell’assassinio di Ernesto Che Guevara (9 Ottobre 1967). Le sue lettere del 31 marzo 1965 e del 1° Aprile 1965 indirizzate a Fidel Castro, ai genitori e ai figli.

Juan Martín Guevara – Ernesto è mio fratello e il Che è il mio compagno di ideali. Non vivo nella sua ombra, ma alla luce della sua azione e del suo pensiero.

Margherita Guidacci (1921-1992) – Il nostro mondo.

Margherita Guidacci, Margherita Pieracci Harvell – «Specularmente. Lettere, studi, recensioni». A cura di Ilaria Rabatti.

Margherita Guidacci (1921-1992) – Voi, guardie e doganieri, perché non chiedete il passaporto al tordo e al colombaccio? Si faccia dunque un bando rigoroso perché ogni uccello resti confinato nel proprio cielo territoriale. Fino a quel giorno anch’io, con tutti gli uomini, rifiuterò le frontiere.

Margherita Guidacci (1921-1992) – Chi ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo.

Margherita Guidacci (1921-1992) – «Sibille». Per tutto il tempo in cui rimasi in compagnia delle Sibille, le sentii sempre come delle presenze oggettive. erano per me delle persone reali, in carne ed ossa.

Margherita Guidacci (1921-1992) – Chi ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in questi vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo …

Margherita Guidacci (1921-1992) – Il nostro mondo è meccanocentrico. La macchina è la nostra fede, è il totem della nostra èra. Il nostro dovere è rifiutare l’acquiescenza. Chiunque sente gridare dentro di sé una coscienza umana violentata, deve esternare, forte, questo grido.

Margherita Guidacci (1921-1992) – Sono i pazzi quelli che hanno ragione, in una società disumana e soffocante come la nostra. Si impazzisce perché si ha l’impressione che il mondo non sappia che farsene dell’anima né delle sue facoltà più importanti, come ad esempio l’immaginazione.

Bianca Guidetti Serra (1919-2014) – Gli antichi ritenevano che l’amicizia, pur essendo qualcosa di divino, non richiedesse né altari né templi; doveva stare solo nel cuore degli uomini.

Associazione Bianca Guidetti Serra – Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.

Salvatore Gullì – Opporsi al cinismo e alla sopraffazione dei poteri dominanti, nell’intento di suscitare un moto di indignazione che faccia nascere, nella coscienza di ciascuno, un germe di resistenza civile.