Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – È infatti la costituzione dello Stato che forma gli uomini, buoni, se essa è buona, malvagi in caso contrario.

Platone, Menesseno

πολιτεία γὰρ τροφὴ ἀνθρώπων ἐστίν,

καλὴ μὲν ἀγαθῶν,

ἡ δὲ ἐναντία κακῶν […].

 

 

È infatti la costituzione dello Stato che forma gli uomini,

buoni, se essa è buona,

malvagi in caso contrario […].

 

 

Platone, Menesseno, 238 C, in Id. , Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, traduzione di Maria Teresa Liminta, Bompiani, Milano 2016, p.1044.


Platone, «Filebo» – Senza possedere né intelletto né memoria né scienza né opinione vera, tu saresti vuoto di ogni elemento di coscienza
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Coloro che sono privi della conoscenza di ogni cosa che è, e che non hanno nell’anima alcun chiaro modello, non possono rivolgere lo sguardo verso ciò che è più vero e non possono istituire norme relative alle cose belle e giuste e buone.
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Le relazioni con gli stranieri sono atti di particolare sacralità. Lo straniero si trova ad essere privo di amici e parenti, e quindi è affidato in modo particolare alla solidarietà degli dei e degli uomini. Non c’è colpa peggiore per un uomo che un torto fatto ai supplici
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Non esiste male maggiore che un uomo possa patire che prendere in odio i ragionamenti. L’odio contro i ragionamenti, e quello contro gli uomini, nascono nella stessa maniera.
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – È questo il momento nella vita che più di ogni altro è degno di essere vissuto da un essere umano: quando contempla il bello in sé. La misura e la proporzione risultano essere dappertutto bellezza e virtù.
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – L’educazione è l’orientamento dell’anima alla virtù. La virtù è il piacere verso ciò che bisogna amare e l’avversione verso ciò che bisogna odiare
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Non il vivere è da tenere in massimo conto, ma il vivere bene. E il vivere bene è lo stesso che vivere con virtù e con giustizia. Per nessuna ragione si deve commettere ingiustizia.
Platone & Aristotele – Il principio della filosofia non è altro che esser pieni di meraviglia, perché si comincia a filosofare a causa della meraviglia.

Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Non il vivere è da tenere in massimo conto, ma il vivere bene. E il vivere bene è lo stesso che vivere con virtù e con giustizia. Per nessuna ragione si deve commettere ingiustizia.

Platone, Critone

«Non il vivere è da tenere in massimo conto, ma il vivere bene.
[…] E il vivere bene è lo stesso che vivere con virtù e con giustizia»
(Platone, Critone, 48 B).

***

«Neppure se si subisce ingiustizia si deve rendere ingiustizia,
come, invece, crede la gente,
perché per nessuna ragione si deve commettere ingiustizia.
[…] Il far male agli uomini, infatti, non differisce in nulla dal fare ingiustia»
(Platone, Critone, 49 B-C).

 

Platone, Critone, in Id., Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano 2016, VIII ed., p. 59.

Platone, «Filebo» – Senza possedere né intelletto né memoria né scienza né opinione vera, tu saresti vuoto di ogni elemento di coscienza
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Coloro che sono privi della conoscenza di ogni cosa che è, e che non hanno nell’anima alcun chiaro modello, non possono rivolgere lo sguardo verso ciò che è più vero e non possono istituire norme relative alle cose belle e giuste e buone.
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Le relazioni con gli stranieri sono atti di particolare sacralità. Lo straniero si trova ad essere privo di amici e parenti, e quindi è affidato in modo particolare alla solidarietà degli dei e degli uomini. Non c’è colpa peggiore per un uomo che un torto fatto ai supplici
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – Non esiste male maggiore che un uomo possa patire che prendere in odio i ragionamenti. L’odio contro i ragionamenti, e quello contro gli uomini, nascono nella stessa maniera.
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – È questo il momento nella vita che più di ogni altro è degno di essere vissuto da un essere umano: quando contempla il bello in sé. La misura e la proporzione risultano essere dappertutto bellezza e virtù.
Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) – L’educazione è l’orientamento dell’anima alla virtù. La virtù è il piacere verso ciò che bisogna amare e l’avversione verso ciò che bisogna odiare

Platone & Aristotele – Il principio della filosofia non è altro che esser pieni di meraviglia, perché si comincia a filosofare a causa della meraviglia.

Platone & Aristotele, meraviglia

Platone e Aristotele,

«È tipico del filosofo quello che tu provi,

essere pieno di meraviglia;

il principio della filosofia non è altro che questo».

Platone, Teeteto, 155 D, ed. it. a cura di Claudio Mazzarelli , in Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, Milano 1994, p. 206.

***
*
***

«Gli uomini hanno cominciato a filosofare,

ora come in origine,

a causa della meraviglia».

Aristotele, Metafisica, I, 2, 982 B, ed. il. a cura di Giovanni Reale, Rusconi, Milano 1984, p. 77.

 

 

Immagine in evidenza:

Platone e Aristotele che discutono di filosofia

(Campanile del Duomo di Firenze, formella di Luca della Robbia).


 

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Giovanni Reale (1931-2014) – Si è filosofi solo se e finché si è totalmente liberi, ossia solo se e finché si cerca il vero come tale. Conoscendo in modo disinteressato, l’uomo si accosta alla verità e in questa maniera realizza la sua natura razionale al più alto grado.

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«Anche in questo i Greci sono stati e restano maestri: si è filosofi solo se e finché si è totalmente liberi, ossia solo se e finché, in assoluta libertà, si contempla o si cerca il vero come tale, senza ulteriori ragioni predeterminanti.

[…] Conoscendo in modo disinteressato, l’uomo si accosta alla verità, e in questa maniera realizza la sua natura razionale al più alto grado, e di conseguenza raggiunge la felicità».

Giovanni Reale, Storia della filosofia greca e romana, 10 voll., Bompiani, pp. 2.816, 2018

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