José Jorge Letria – Il deserto innominabile

José Jorge Letria

010     O deserto inominável

 

 

O deserto é um silêncio depois do mar,
é o êxtase da luz sobre o coração da areia.
Vai-se e volta-se e nada se esquece.
Tudo se oculta para depois se dar a ver
no ponto em que os ventos se cruzam
e as almas gritam no fundo dos poços.
Os cestos sobem e descem prometendo água,
uma frescura que derrete a febre.
Não são as tâmaras que adoçam a boca,
é a beleza das mulheres dissimulando
o desejo como um pecado sob a escuridão dos véus.
As serpentes assobiam ou cantam
conforme o veneno que lhes molda o sangue.
Enroscam-se sobre as pedras
como fragmentos de lua à espera da manhã.
E a sombra alonga-se nas dunas
ondulando rente ás palmeiras
como a última cobra do medo das crianças.
Não há ruído maior que este silêncio
que se serve com tâmaras e com chá
na mesa rasteira, sobre a terra molhada.
É no que não se nomeia que está o infinito.

 

 

 

288 ISBN

José Jorge Letria

Il deserto innominabile. Poesie

Testo portoghese a fronte.
Cura e traduzione di Simonetta Masin

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Salin de Giraud - Camargue

 

José Jorge Letria è un poeta molto noto in patria e all’estero; è autore di una vasta produzione letteraria che attraversa vari generi che vanno dalla poesia al romanzo, dal teatro alla narrativa infantile e per ragazzi, dalla saggistica alla cronaca, accanto alla realizzazione, come autore, di programmi radiofonici e televisivi. Come giornalista, scrive per le più importanti testate giornalistiche. Tradotto in diverse lingue, nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalle principali istituzioni nazionali e internazionali.

José Jorge Letria è un poeta che ha un rapporto particolare con la propria contemporaneità, poiché se da un lato sembra volerla accogliere e assecondare, dall’altro nel rapportarsi a essa tenta di misurarla per prenderne le distanze, come a volerla cogliere con maggiore forza e precisione da un altro e diverso angolo visuale. Questo rapporto con la propria contemporaneità dà luogo al determinarsi di una complessa voce poetica in cui il tempo presente elabora e riconosce il passato, che scardinato da ogni convenzione si palesa in maniera del tutto personale. Da qui la memoria, soggetto-chiave di queste e altre poesie, che non è il passato, inteso come la ripetizione di quel che è stato e accaduto, ma è il pensiero che in dialogo permanente crea e reinventa, tracciando immagini libere da ogni consuetudine. In questo modo anche il rapporto con la tradizione letteraria assume delle connotazioni non usuali, perché qualunque riferimento, sia implicito che esplicito, a essa, emerge in maniera consapevole e paradigmatica e, in generale, acquisisce pieno valore nel momento in cui si risale al contesto originario da cui è stato tratto. Per di più l’uso di citazioni e allusioni, rivelano un sentimento di profonda ammirazione, che il poeta rivolge alle molte e diverse personalità letterarie del passato, che si traduce nel disporsi in un dialogo continuo e misterioso con il dentro e il fuori di sé, con il presente e il passato. In questo modo viene istituita una dinamica tra passato e presente che sov­verte le costrizioni della successione cronologica, e pone una interrelazione dialettica, in virtù della quale l’attuale creazione letteraria retro-agisce venendone a modificare il senso e la funzione. […]

Dalla Postfazione di Simonetta Masin


Alcuni suoi libri

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Camille Claudel (1864-1943) – La mia è un’arte assolutamente nuova che io ho scoperto, un’arte che non si era mai vista sulla terra e che ha un valore inestimabile

Camille Claudel

 

008Camille, il 10 Marzo 1913, si trova nel suo atelier quando a viva forza è portata nell’Ospedale psichiatrico di Ville-Evrard: «Lunedì scorso 2 forsennati sono entrati in casa mia, in quai Bourbon, mi hanno presa per le braccia e mi hanno lanciata dalla finestra del mio appartamento in una automobile che mi ha condotta in un manicomio».

 Camille ClaudelCorrispondenza, p. 172

 

 

Il 25 Ottobre 1913 Camille scrive al Dottor Truelle: « […] tutte queste opere derivano da un’arte assolutamente nuova che io ho scoperto, un’arte che non si era mai vista sulla terra e che ha un valore inestimabile. E’ il risultato del lavoro di tutta la mia vita dall’età di 14 anni fino a ora».

 

Ibidem, p. 183.

 

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Anna Maria Panzera

Camille Claudel

In un contesto straordinario e contraddittorio come quello tra Ottocento e Novecento dove ‘normali’ difficoltà intralciavano la realizzazione dell’identità femminile, Camille Claudel riuscì ad affermarsi ritagliando uno spazio d’azione inedito e non piccolo all’arte e alle donne.
Questa biografia ripercorre la vicenda della scultrice soffermandosi con sguardo critico sugli anni della sua stagione creativa, alla luce di alcuni snodi esistenziali che la influenzarono fortemente: il  problematico rapporto con la famiglia, in cui s’intrecciarono istanze culturali e complessità patologiche; la storia d’amore e odio con lo scultore Rodin, egocentrico e geniale; il legame con il fratello Paul, esponente di rilievo di un cattolicesimo intransigente allora assai attivo in Francia; la malattia mentale e l’internamento in manicomio, che forse ostacolarono la completa maturazione del suo percorso artistico.
L’autrice, con dovizia di particolari e argomentazioni, vuole dar conto dell’unicità di Camille Claudel, aprendo spiragli di ulteriore comprensione su una figura complessa il cui ruolo, nella Francia della Belle Époque, merita di essere meglio precisato.


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Camille Claudel

 

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Camille posa per Rodin

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Camille Claudel

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Camille Claudel, Il valzer, Bronzo

 

 

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Camille Claudel, Tête d’esclave.

 

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Camille Claudel, Femme accroupie.


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Karim De Broucker – Maura Del Serra est une personnalité majeure de la littérature italienne et européenne actuelle.

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Alla lavagna

 

Maura Del Serra est une personnalité majeure

de la littérature italienne et européenne actuelle

004   Née en 1948 à Pistoia en Toscane, Maura Del Serra est une personnalité majeure de la littérature italienne et européenne actuelle. Elle est poète, dramaturge, essayiste, traductrice, professeur de littérature italienne moderne et contemporaine, chercheur en littérature comparée à l’université de Florence. Ses ouvrages ont été traduits en de nombreuses langues.

Afin de mieux saisir l’esprit qui anime son théâtre et sa poésie, il sera utile d’offrir un aperçu rapide de son œuvre de traductrice. ainsi que des principales orientations de sa recherche critique et universitaire.

Ceux-ci la font entrer, dès les années 1970 dans un compagnonnage fidèle avec Dino Campana, essentiellement pour ses Chants orphiques (publications en 1973, 1984, 1988, 1997). Elle consacre aussi des études approfondies à l’«hermétique» Carlo Betocchi, toujours largement considéré en son pays comme un guide moral, à Margherita Guidacci, au «métaphysicien» Arturo Onofri, au prêtre-poète Clemente Rebora, à la poésie liturgique de Piero Jahier, grand traducteur de Claudel, (ouvrage pour lequel elle obtient le prix Tagliacozzo de la critique littéraire, 1986), sans compter des travaux sur Montale et Ungaretti. Tous ces écrivains sont poètes, on l’aura remarqué, et auteurs de textes marqués par une profondeur spirituelle ou explicitement religieuse.

Comme traductrice elle offre aux lecteurs les voix des mystiques Jacopone da Todi, George Herbert, cet autre métaphysicien, Juana Inés de la Cruz, Francis Thompson, Tagore. Mais elle est aussi en Italie la principale traductrice de l’œuvre de Virginia Woolf, une travail distingué par le prestigieux prix “Carlo Betocchi” en 1994, ainsi que du deuxième tome de la Recherche : A l’ombre des jeunes filles en fleur, dont elle a dirigé l’édition. Ajoutons les noms de Borges et Shakespeare, Simone Weil, Cicéron; et terminons par deux femmes juives allemandes qu’elle fait découvrir à ses compatriotes: Else Lasker-Schüler, poète et dessinatrice, et la touchante et mystérieuse figure de l’humble Gertrud Kolmar.

Ainsi influencée, dès le début, par le courant néo-orphique italien, la poésie de Maura Del Serra, à la manière de la lyre du héros thrace, cherche à se rendre capable de captiver les choses, les êtres et les «dieux» par une mélodie que tous reconnaissent, par des accents capables de parler aux âmes aussi bien «en surface» qu’aux «Enfers». C’est une poésie méridienne (Meridiana Florence, Giuntina, 1987; prix Dessi 1987; prix A. Gatto, 1988), qui montre la concorde de ces deux univers (Concordanze – Poésie 1983-1984, Florence, Giuntina, 1985), mais, toujours, à partir des plus humbles réalités de la vie. En un mot peut-être, comme on pourra avoir un aperçu dans les inédits, remarquablement rendus par André Ughetto, que propose notre revue, Maura Del Serra, en harmonie avec les voies qu’elle explore, pratique une écriture de l’accord, dense et cristalline tout à la fois, tissée d’oxymores, de chiasmes et de toute la gamme des métonymies.

Plusieurs des figures rencontrées dans le reste de son œuvre (Simone Weil, Juana Inés de la Cruz et, récemment, la compagne de jeunesse d’Augustin d’Hippone) se retrouvent dans son théâtre. Mais cette fois-ci, Maura Del Serra explore la tension que de telles femmes et de tels hommes, profondément aimantés par cette vérité qui, découverte en eux-mêmes, les relie secrètement à tous les êtres, éprouvent paradoxalement avec le monde atrophié et conformiste qui les entoure. Plusieurs prix ont également récompensé ce versant de sa création, dont le prix international Flaiano en 1992 pour une pièce inspirée du mythe de Méléagre: Le fils, parue dans «Oggi e domani», n. 10.

En 2000, le prix de la Culture de la Présidence du Conseil des Ministres est venu couronner l’ensemble de son œuvre.

Pour une information plus complète on pourra se reporter et à son site personnel: http://www.nuovorinascimento.org/delserra/home.htm

(Bibliographie, biographie, etc.)

                                                                         Karim De Broucker

 


Karim De Broucker, né en 1969 à Marseille, enseigne les lettres classiques et le grec du Nouveau Testament à l’ISTR de cette même ville.
Il a été membre pendant douze ans d’une fraternité monastique dans une cité des quartiers Nord de Marseille.

PUBLICATIONS

Poèmes édités en revue : Encres Vives 1992, Autre Sud 2004, Phœnix 2013.

Recueil : Mannes, Editions La Porte (Laon), juin 2013.

Billets audio bimensuels sur des textes bibliques, site du diocèse de Marseille (depuis 2009).


Maura Del Serra – Adattamento teatrale de “La vita accanto” di Mariapia Veladiano
Maura Del Serra, Franca Nuti – Voce di Voci. Franca Nuti legge Maura Del Serra.
Intervista a Maura Del Serra. A cura di Nuria Kanzian. «Mantenersi fedeli alla propria vocazione e all’onestà intellettuale, senza cedere alle lusinghe di un facile successo massmediatico»
Maura Del Serra – Il lavoro impossibile dell’artigiano di parole
Maura Del Serra – La parola della poesia: un “coro a bocca chiusa”
Maura Del Serra, «Teatro», 2015, pp. 864
Maura Del Serra – Quadrifoglio in onore di Dino Campana
Maura Del Serra – I LIBRI ed altro
Maura Del Serra – Miklós Szentkuthy, il manierista enciclopedico della Weltliteratur: verso l’unica e sola metafora
Maura Del Serra – Al popolo della pace.
Maura Del Serra – «L’albero delle parole». La mia vita è stata un ponte per centinaia di vite, che mi hanno consumato e rinnovato, per loro libera necessità.

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