Lorenzo Tibaldo – Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

Sacco e Vanzetti 01

Io voglio

«[…] Questo è ciò che volevo dire. Non augurerei ad un cane o ad un serpente, alla più miserevole e sfortunata creatura della terra, ciò che ho avuto a soffrire per colpe che non ho commesso. Ma la mia convinzione è un’altra: che ho sofferto per colpe che ho effettivamente commesso. Sto soffrendo perché sono un radicale, e in effetti io sono un radicale; ho sofferto perché sono un italiano, e in effetti io sono un italiano; ho sofferto di più per la mia famiglia e per i miei cari che per me stesso; ma sono tanto convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e per due volte io potessi rinascere, vivrei di nuovo per fare esattamente ciò che ho fatto finora. Ho finito. Grazie» (discorso in tribunale di Bartolomeo Vanzetti, 19 asprile 1927)

«[…] possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te. Ricorda, figlio mio, la felicità dei giochi … non tenerla tutta per te… Cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l’oppresso: loro sono i tuoi migliori amici» (dall’ultima lettera di Nicola Sacco al figlio Dante, 1927).


Sotto un cielo stellato

Lorenzo Tibaldo

Sotto un cielo stellato

Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

 

Claudiana, pp. 274, 2008.

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«La vecchia locomotiva 870 CN, che traina i suoi vagoni omnibus, con uno sbuffo di fumo nero, si accosta alla stazione, proveniente dalla tratta Airasca-Cuneo. Le ruote, durante la frenata, mandano intorno uno sbuffo di scintille in una mattinata che fatica a nascere. Sono le 8.15 di un tetro venerdì; è il 14 ottobre 1927: il grigio cielo autunnale, una cappa plumbea e uggiosa, sembra fare da corona alla mesta cerimonia che fra poco si terrà nella stazione di Villafalletto, piccolo paese rurale della provincia di Cuneo.
Dal carro merci, staccato dal resto del convoglio, scendono il commissario Brunetti, un tenente della milizia e quattro militi in borghese. Ad attenderli c’è il questore di Cuneo, Giustiniani. Il carro è aperto: non scende un pericoloso criminale, scortato con solerzia, ma vi campeggia un piccolo involucro, “una cassetta umilissima, di quelle che servono per imballaggio delle merci e sulle pareti della quale, infatti, si leggeva il nome di una grande fabbrica francese di cioccolato”.
Un manovale fa saltare la ceralacca che ferma il nodo della cordicella che la avvolge, con sopra il timbro della città francese di Cherbourg. Sollevato il coperchio, appare, fra i trucioli, avvolta in carta celeste, un’urna metallica simile al bossolo di un proiettile di artiglieria.
L’urna contiene le ceneri di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due anarchici italiani giustiziati in agosto a Boston. Le ceneri sono state mischiate in America, per unire anche dopo la morte i due amici, e portate a Villafalletto da Luigina Vanzetti, la sorella maggiore di Bartolomeo, che è stata vicina al fratello fino al momento della sua morte» (p. 11) [si può continuare a leggere l’incipit (pp. 11-27) nel PDF allegato].

Lorenzo Tibaldo, Sotto un cielo stellato.

 

Incipit
di
Sotto un cielo stellato.pdf

 

Risvolto di copertina
La drammatica vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti – i due anarchici italiani assassinati sulla sedia elettrica nell'agosto 1927 – è qui ricostruita con l'ausilio di fonti inedite che contribuiscono a delineare compiutamente il quadro storico dell'America di quegli anni, il processo-farsa e il significato che la tragedia dei due amici assunse nella memoria collettiva. Accanto ai temi dell'emigrazione, del razzismo, dell'intolleranza politica e della pena di morte, senza dimenticare la posizione di Mussolini e del fascismo, Tibaldo fa emergere, con un'attenta analisi delle lettere, le personalità dei due anarchici: i loro affetti, le speranze, i timori e la determinazione a difendere fino in fondo la propria innocenza e le proprie idee.
Indice

Introduzione di Giuliano Montaldo / Ringraziamenti / Nota per il lettore  / Premessa / I. Un plumbeo mattino d’autunno / II. Il paese di bengodi / III. Il lessico della libertà / V. America violenta / VI. Il pericolo rosso / VII. Una serata di maggio / VIII. Carissimo padre / IX. Il processo di Dedham / X. Il mio Natale / XI. Quei famosi proiettili / XII. Sono un ribelle / XIII. La confessione di Madeiros / XIV. Sotto un cielo stellato / XV. Viva l’anarchia!
XVI. La storia e la memoria / Bibliografia Indice dei nomi / Indice dei luoghi

 

 

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Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

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Sacco e Vanzetti, Lettere e scritti dal carcere

 



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