Mario Vegetti – «L’Aristotele redento di Werner Jaeger». Il saggio si inserisce nella ricerca sulla storia della storiografia aristotelica fra Otto e Novecento a cui l’Autore ha poi continuato a lavorare per molti anni. Nella sua disamina sull’approccio di Jaeger agli “sviluppi” del pensiero aristotelico Vegetti propone di intenderli come un faticoso itinerario diaporetico attraverso le regioni della ricerca filosofica; come la progressiva individuazione di soluzioni che a loro volta suscitano nuovi quesiti, tali a volte da revocare in dubbio quelle stesse soluzioni; come un sempre rinnovato variare di punti di vista secondo i quali «sistematizzare i problemi»; come ricerca delle molteplici prospettive alla cui intersezione soltanto si situa la cosa stessa e la scienza che si va cercando. E ciò non per eliminare le contraddizioni in Aristotele, né per superare le contraddizioni di Aristotele, ma comprendere la dimensione aporetica-diaporetica in cui si inscrive il suo lavoro di philosophos. La storia della storiografia filosofica incontra, a un diverso livello, gli stessi problemi della storia della filosofia. In che misura le nostre letture di Aristotele possono venir considerate un «progresso» rispetto a quella di Jaeger? Il quesito attiene direttamente al problema della “verità” storiografica, e, forse, della verità in generale. Vegetti afferma che il modo migliore per “superare” Jaeger sta nel comprenderlo – e nel comprendere noi stessi. Il volume è realizzato in collaborazione con la «Sccuola di Macerata».




La contraddizione

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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

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