Questo il nostro invito augurale, con la domanda fondamentale che riguarda tutti: A COSA SIAMO CHIAMATI? A RESISTERE. La nostra umanità esige, per non morire, una resistenza, in primo luogo culturale, alla attuale logica sistemica del modo di produzione dominante a livello planetario, che a partire dai vertici apicali del capitale finanziario mondiale (statuale o privato: Silicon Valley tutta; Elon Musk; Sam Altman; la Trump Organization; Amazon di Jeff Bezos; la PAO Gazprom russa; la China Petroleum & Chemical Corporation; la israeliana Elbit Systems con le sue consorelle: Israel Aerospace Industries e Rafael Advanced Defense Systems; l’inglese BAE Systems plc; la Saudi Aramco; ecc.) fino alle più stolide manifestazioni italiote di miserevole e comunque subordinata arroganza nostrana, PROPUGNA soltanto violenza, e conseguentemente guerra e genocidio, per esercitare il dominio assoluto su donne e uomini disumanizzati.

Koinè - Resistenza culturale - Fiorillo Carmine

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Il nostro invito augurale:
A COSA SIAMO CHIAMATI ?

L’alternativa del futuro è  quella tra una società diventata libera comunità senza capitalismo, e una società capitalistica senza più alcuna comunità.

Il valore della libera comunità è il principio costitutivo della verità delle cose umane e del giudizio morale su di esse.

L’unico modello in rapporto al quale è umanamente sensato capire cosa vada accettato, e cosa respinto, di un sistema economico, è la libera comunità.
Il sistema economico contemporaneo è la negazione speculare della libera comunità, in quanto produce una collettività disgregata, despiritualizzata, coattivamente e ossessivamente comandata dalla ricerca del profitto e dalle procedure della tecnica. Esso prefigura perciò la morte dell’umanità dell’uomo, proprio in quanto è al di fuori di ogni giustizia e di ogni amore. Un sistema economico, come quello oggi vigente su scala planetaria, che ha come suo elemento motore e come suo fine intrinseco il profitto monetario privato, e che si sviluppa senza più alcun condizionamento di princípi non economici, è la materializzazione stessa dell’ingiustizia.
Chi vive tranquillo sotto un simile sistema, non trovando nulla di riprovevole nell’attività delle banche, delle società finanziarie e delle imprese volte al profitto, dando il proprio voto ai politici che legittimano questo stato di cose, evitando di condannare pubblicamente i detentori del potere, accettando entusiasticamente tutte le innovazioni tecniche, è perciò un operatore di ingiustizia.
Le esperienze di resistenza a questo sistema sociale (esperienze di agire comunitario non mercantile, esperienze di rifiuto dei comportamenti tecnicizzati, esperienze di autentica comunicazione culturale al di fuori dei ruoli imposti dai poteri dominanti, esperienze di contrasto dei poteri economici e politici, ecc.), se sono vissute in maniera spiritualmente sana come esperienze d’amore per l’umanità dell’uomo e di libera comunità, non possono non essere avvertite come gratificanti e realizzanti di per se stesse nel loro presente, indipendentemente dall’esito storico dei loro risultati nel loro presente e futuro temporale.
Se si ha capacità di amare e di progettare un mondo diverso, si resiste alla logica di questo sistema sociale semplicemente perché si vuol vivere bene e nella verità.

A COSA SIAMO CHIAMATI ?

La nostra umanità esige, per non morire, una resistenza, in primo luogo culturale, alla attuale logica sistemica.

Ciascuno di noi è chiamato, come uomo morale, a questa resistenza:

– è chiamato a considerare gli oligarchi dell’economia sempre avidi di sfruttare il lavoro, il territorio, i mercati, e i tecnoscienziati intenti a manipolare le specie viventi, per quello che in realtà sono: gli artefici consapevoli della distruzione dell’umanità dell’uomo;

– è chiamato a sottrarsi, nei limiti del possibile, alle logiche disumanizzanti;

– è chiamato a sperimentare le forme oggi possibili di agire comunitario;

– è chiamato a dare l’esempio di una vita non motivata dalla ricerca del denaro e dei consumi e non guidata dalla tecnica;

– è chiamato a pensare concettualmente e criticamente anche riguardo al funzionamento della propria personalità.

Quando la resistenza degli esseri umani, guidati dalla loro capacità di amare, dal loro spirito di giustizia, e dalla loro comprensione intelligente di se stessi e della società, avrà spezzato in qualche punto della presente vita coattivamente “associata” l’attuale logica sistemica, e quando le carenze e le disfunzioni derivanti da tali rotture saranno affrontate con una logica nuova, in vista di soluzioni ispirate al vincolo solidale e comunitario che deve legare tutti gli esseri umani, allora saremo usciti dal sentiero della notte.

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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Fernanda Mazzoli – «Come si può essere Persiani?». Se il principe persiano Usbek ritornasse in Europa trecento anni dopo che Montesquieu ne aveva creato il personaggio, si meraviglierebbe dell’accanimento con il quale i governanti europei si industriano a portare alla rovina i loro Paesi per assecondare le manovre dei potenti che in USA e in Medio Oriente esigono obbedienza e subordinazione ai propri interessi genocidari.




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Enrico Crivellato – Una periegesi delle emozioni in Omero. Recensione al libro di Sotera Fornaro, «Emozione», Inschibboleth Edizioni, Roma, 2026




Sotera Fornaro

è professoressa ordinaria di Lingua e Letteratura greca all’Università della Campania. Dopo il dottorato in Filologia classica (Università di Bari) e in Scienze storiche (Università di San Marino), ha studiato e insegnato a Heidelberg, Basel, Freiburg, Berlin, Lüneburg e Sassari. È stata borsista DAAD e della Alexander von Humboldt Stiftung. I suoi argomenti di ricerca spaziano dalla
letteratura greca (da Omero all’età imperiale) alla storia degli studi classici, alla ricezione della mitologia classica, e in particolare del mito di Antigone, alla
letteratura tedesca e contemporanea. Ha fondato le riviste open access «Archivi delle emozioni» e «Visioni del tragico. La tragedia sulla scena del XXI secolo».
È nella redazione di molte altre riviste e collane scientifiche internazionali.
Ha scritto due romanzi.



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Rodolfo Mondolfo: «Problemi e metodi di ricerca nella storia della filosofia». Saggio introduttivo di Francesco Verde: “La realtà della storia. Rodolfo Mondolfo e il metodo di indagine storico-filosofica”.



Rodolfo Mondolfo, «Problemi e metodi di ricerca nella storia della filosofia.» Saggio introduttivo di Francesco Verde: “La realtà della storia. Rodolfo Mondolfo e il metodo di indagine storico-filosofica“. ISBN 978-88-7588-393-5, 2026, pp. 368, Euro 30.






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Arianna Fermani – Lucia Palpacelli – Mino Ianne, «Navigazioni filosofiche tra le parole greche di Cura – Incuria». Postfazione di Anna Sturino.




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Vittorio Morfino – «Il materialismo storico tra filosofia e teoria della storia» (Collana “Multiversum”). Il materialismo storico o teoria materialistica della storia emerge e si costituisce come tale a partire da un terreno filosofico attraversato da parte a parte dal conflitto. Ed è proprio immergendosi in questo conflitto, prendendovi parte, che Marx ed Engels giungono a formulare un primo abbozzo di una teoria le cui articolazioni svilupperanno per il resto della loro esistenza.





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Fausto di Biase – «Pedagogismo. Manuale essenziale di autodifesa per scuole e università». Nel 1961 H. Arendt aveva correttamente previsto che la «crisi dell’istruzione» che travagliava le scuole primarie e secondarie negli Stati Uniti sarebbe stata esportata negli altri paesi. Gramsci aveva già correttamente previsto che quelle teorie avrebbero portato da una società divisa in classi a una società divisa in caste. Oggi numerosi sono i segni del tentativo di importare nella didattica universitaria in Italia le idee, gli slogan e le pratiche del pedagogismo, il cui impatto sarebbe esiziale per la tenuta del residuo di funzionalità che ancora vi si conserva, proprio come esso è stato funesto per la funzionalità della scuola primaria e secondaria negli Stati Uniti, e ovunque sia stato introdotto nelle scuole, Italia inclusa. Questo libro descrive le idee fondanti, gli slogan, e le pratiche del pedagogismo, per saperlo ravvisare nei segni che preludono alla sua introduzione nell’insegnamento universitario, nella speranza che, riconoscendolo, se ne possa scongiurare l’ingresso.





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Salvatore Bravo – «Caverne. Il mito della “Caverna” e la nostra epoca». La “Caverna” platonica è simbolo della lotta tra “verità” e “non-essere”. In ogni epoca il mito si è attualizzato con proprie modalità, ma il carattere di fondo che permane è la concreta possibilità di un esodo dalla menzogna, possibilità realizzabile, e tuttavia spesso negletta. La potenzialità ontologica dell’esodo transita infatti per la necessaria riconcettualizzazione del tempo presente.





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Fernanda Mazzoli – Un piccolo grande libro. Storia di una giovinezza povera di fatti e di eventi, ricchissima di pensieri e di nobili entusiasmi – ridicoli ai più – e di puro amore e devozione per il Tutto, romanzo di non formazione alla vita sociale, se questa si identifica con l’accettazionee dei meccanismi ben rodati di un mondo basato su denaro e prepotenza, il libro ci consegna il ritratto indimenticabile di un giovane uomo che, per purezza di ideali e di sentire, raggiunge il sublime, là dove gli altri non vedono che lo stolto, l’incapace, l’inetto.



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Scienza, politica, impegno: in ricordo di Mario Vegetti. Casa della Cultura di Milano, Via Borgogna, 3 – Venerdì 5 dicembre 2025. Interverranno Mauro Tulli: «Il pensiero antico nel sistema universitario: didattica e ricerca oggi» – Lorenzo Perilli: «Mario Vegetti e la medicina antica» – Filippo Forcignanò: «Il Platone politico di Mario Vegetti» – Andrea Falcon: «Mario Vegetti e le opere biologiche di Aristotele» – Luca Natali: «Mario Vegetti intellettuale impegno» – Franco Ferrari: «Un ricordo di Mario Vegetti». Per informazioni: filippo.forcignano@unimi.it – L’evento sarà trasmesso in streaming sui canali ufficiali della Casa della Cultura di Milano.



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