Arianna Fermani – «Aristotele e l’elogio della disciplina. Allenare il corpo, esercitare la mente, tornire l’esistenza». Nel mondo del “tutto e subito”, sorretto nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale dagli “imperativi categorici” della rapidità e della facilità, tornare ai filosofi antichi per valorizzare l’importanza della disciplina, e dunque dell’allenamento (del corpo e della mente), della tenacia e della perseveranza, è un’operazione tanto controcorrente quanto urgente. Il saggio si snoda in quattro capitoli: «Essere disciplinati per essere liberi»; «Genio e “regolatezza”»; «Non c’è mai una scusa valida per non allenarsi»; «L’eccellenza non si improvvisa: esercitiamoci a resistere (in modo umano), a essere fermi e perseveranti per realizzare il nostro capolavoro». La nozione di disciplina viene intrecciata ai temi dell’esercizio, della cura e della dedizione, mostrando come, per essere felici – e dunque per realizzare una vita bella, sana ed allenata – sia necessario diventare “atleti dell’esistenza”.




Arianna Fermani, Aristotele e l’elogio delladisciplina. Allenare il corpo, esercitare la mente, tornire l’esistenza.
ISBN 978-88-7588-475-8, 2026, pp. 120, Euro 13. In copertina: Edgar Degas, Ballerine che si esercitano alla barra
(Dancers Practi­cing at the Barre), olio su tela, 1877, Metropolitan Museum of Art, New York. In quarta: Edgar Degas,
La stella , nota come L’ètoile o Ballerina sul palcoscenico, 1876-1877, pastello su monoprint applicato su carta, Musée d’Orsay, Parigi. Vi si accompagna La lettera alla danza di Rudolf Nureyev.






La contraddizione

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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Jean Soldini – «La “follia” del comune,la passione del realeRipensare la materialitàe la democrazia contro il nichilismo». Prefazione di Claudia Baracchi: “Il fiore della moltutudine”: «[…] le analisi sviluppate da Jean Soldini sono sorprendenti per profondità e al contempo sveltezza del gesto, sviluppate filosoficamente ma ampliate da una tessitura interdisciplinare di portata inusuale. […] Come un artigiano, a partire da lunghissima esperienza l’autore appronta visioni che non sono consolazione, né tantomeno facili capziosità retoriche, ma invece bagliori di mondi altri, ipotesi di modi di vivere e convivere non così».

Jean Soldini, La “follia” del comune, la passione del reale. Ripensare la materialità e la democrazia contro il nichilismo. Prefazione di Claudia Baracchi: Il fiore della moltitudine.
ISBN 978-88-7588-481-9, 2026, pp. 432, formato 170×240 mm., Euro 35 – Collana “Divergenze” [99].
In copertina: Foto scattata dall’autore in quella che, a Lione, è stata la bottega di pittore vetraio del bisnonno, del nonno, di un prozio e poi di un ex collaboratore di quest’ultimo in un periodo che va dal 1880 circa fino a oggi.




Alcuni dei libri di Jean Soldini



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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Diego Lanza, «Il mio dio e il tuo». In dialogo con: Paolo Naso, «Dire Dio, nonostante tutto»; Daniele Garrone, «Un confronto partendo dei miei studi»; Anna Beltrametti, «Note personali a margine».Dove si discute, in margine alla “novelletta” delle «Tre anella», di tolleranza e dei tre monoteismi, di processi di etnicizzazione, del principio di identità dei popoli e di Stati, di orientalismi e convivenze, di Babele, degli dèi e di Dio.



I libri di Diego Lanza che abbiamo pubblicato


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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Werner Jaeger – «L’educazione dell’uomo politico e l’antichità». Traduzione e prefazione di Gherardo Ugolini: “L’eredità di Werner Jaeger e l’ambiguo rapporto con il nazismo”. Una riflessione di forte attualità sul rapporto fra cultura classica, educazione, potere e responsabilità degli intellettuali nei momenti di crisi della storia.

In copertina: Mirone, Discobolo, realizzata tra il 455 e il 450 a.C. L’originale in bronzo è andata perduta, ma rimangono alcune co­pie romane in marmo o in bronzo, tra cui la versione detta Lancel­lotti del Museo Nazionale delle Terme a Roma, e la versione detta Townley, conservata al British Museum di Londra e scelta qui per la copertina. Il Discobolo era la statua preferita da Adolf Hitler e una sua versione compare all’inizio del film Olympia della regista Leni Riefenstahl, prescelta dal Führer per magnificare i Giochi Olimpici svoltisi a Berlino nel 1936.

Il saggio di Werner Jaeger, L’educazione dell’uomo po­litico e l’antichità (titolo originale: Die Erziehung des politischen Menschen und die Antike), è stato pubbli­cato sulla rivista bimestrale «Volk im Werden», 3, 1933, pp. 43-49. La traduzione italiana e la Prefazione di Gherardo Ugolini con il titolo L’eredità di Werner Jaeger e l’ambiguo rapporto col nazismo sono già state pubblicate in: «Atene e Roma», Rassegna dell’Asso­ciazione Italiana di Cultura Classica, Nuova Serie Se­conda, Anno XIV, Fascicolo 3-4, 2020 (rispettivamen­te pp. 255-274 e pp. 275-284).




Indice

Nota editoriale

Prefazione di Gherardo Ugolini

L’eredità di Werner Jaeger e l’ambiguo rapporto col nazismo

III. La difesa della tradizione:  filologia come militanza

III. Paideia e la retorica nazista

III. Il saggio L’educazione dell’uomo politico  e l’antichità

IV. Jaeger e il nazismo. Un epilogo

 

 

Frontespizio della rivista «Simplicissimus»

 

 

Werner Jaeger

L’educazione dell’uomo politico e l’antichità

 

Indice dei nomi



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Mario Vegetti – «L’Aristotele redento di Werner Jaeger». Il saggio si inserisce nella ricerca sulla storia della storiografia aristotelica fra Otto e Novecento a cui l’Autore ha poi continuato a lavorare per molti anni. Nella sua disamina sull’approccio di Jaeger agli “sviluppi” del pensiero aristotelico Vegetti propone di intenderli come un faticoso itinerario diaporetico attraverso le regioni della ricerca filosofica; come la progressiva individuazione di soluzioni che a loro volta suscitano nuovi quesiti, tali a volte da revocare in dubbio quelle stesse soluzioni; come un sempre rinnovato variare di punti di vista secondo i quali «sistematizzare i problemi»; come ricerca delle molteplici prospettive alla cui intersezione soltanto si situa la cosa stessa e la scienza che si va cercando. E ciò non per eliminare le contraddizioni in Aristotele, né per superare le contraddizioni di Aristotele, ma comprendere la dimensione aporetica-diaporetica in cui si inscrive il suo lavoro di philosophos. La storia della storiografia filosofica incontra, a un diverso livello, gli stessi problemi della storia della filosofia. In che misura le nostre letture di Aristotele possono venir considerate un «progresso» rispetto a quella di Jaeger? Il quesito attiene direttamente al problema della “verità” storiografica, e, forse, della verità in generale. Vegetti afferma che il modo migliore per “superare” Jaeger sta nel comprenderlo – e nel comprendere noi stessi. Il volume è realizzato in collaborazione con la «Sccuola di Macerata».




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Fortunato M. Cacciatore – «Rivoluzione e politica in Karl Marx». Lo studio della storia della filosofia, per quanto rigoroso e accurato, non è mai stato per Fortunato M. Cacciatore una semplice ricostruzione del passato, ma sempre “interpretazione attiva”, presa di posizione, intervento critico nel “presente” volto in ultima istanza alla sua trasformazione. È la cifra stessa della sua esistenza: il suo accompagnare questa lotta nella teoria con un’azione politica concreta. Nell’Università, certo, lottando contro la sua trasformazione aziendalistica e tecno-burocratica, contro lo svilimento del ruolo fondante che le attribuisce la “nostra” Costituzione, e in difesa dei diritti degli studenti – in particolare del diritto di manifestazione del dissenso. Ma anche sul territorio, sostenendo attivamente le rivendicazioni sociali che emergevano di volta in volta, specialmente in difesa dei diritti dei migranti.

Fortunato M. Cacciatore,Rivoluzione e politica in Karl Marx. Nota introduttiva di Vittorio Morfino e Francesco Vitale.

ISBN 978-88-7588-448-2, 2026, pp. 72, f Euro 10




Alcuni scritti di Fortunato M. Cacciatore

Protestantesimo e filosofia in Hegel, Rubettino 2003

Il libro ricostruisce la presenza del protestantesimo nell’evoluzione della filosofia hegeliana e, anziché suggerire ipotesi interpretative, preferisce individuare la rigorosa chiave di lettura dei testi di Hegel con diretto approccio alle pagine tedesche. Ciò al fine di mostrare il progressivo costruirsi dell’idea hegeliana del protestantesimo nella edificazione del sistema filosofico. L’articolazione dei rapporti tra Stato e religione, i suggerimenti storiografici sulla funzione politica e sociale del Protestantesimo nella formazione della Germania, si compongono nel rapporto tra religione ed eticità che, nella costruzione hegeliana, assegna al Protestantesimo una importante funzione di educazione alla libertà.

Indagini su Oswald Spengler, Rubettino 2005

“Le ricerche spengleriane che Fortunato Cacciatore riunisce oggi opportunamente in volume, a testimonianza di un impegno ormai (malgrado la sua giovane età) pressoché decennale, vanno inserite nel rinnovato interesse che negli ultimi lustri la cultura italiana ha riservato alla figura controversa ma indubitabilmente potente e affascinante di Oswald Spengler, il profeta del “tramonto dell’Occidente” . Che due spiriti della tragicità e della grandezza di Croce e Mann – due veri e propri “continenti morali” – abbiano ingaggiato un’aspra battaglia contro il profeta del tramonto, è circostanza che rende conto di tante cose, e, tra l’altro, proprio dell’indubitabile e inquietante statura di Spengler. Quello Spengler che ormai da quasi un secolo ha scavato una traccia profonda nella coscienza europea.” (dalla prefazione di Domenico Conte).


l momento populista. Ernesto Laclau in discussione, Mimesis 2010

A cinque anni dalla scomparsa del filosofo argentino la profezia sul “momento populista” sembra essersi avverata: l’Europa attraversa una fase di radicale ridefinizione dello spazio politico all’interno di una congiuntura aperta a esiti diversi. I saggi contenuti in questo volume, posizionandosi su questo crinale, ripercorrono il lascito di Laclau evidenziando le intuizioni e scovando le incertezze, all’interno di una lettura che si tiene ben lontana dall’apologia, ma che ambisce a fornire strumenti per l’analisi critica e l’azione politica nel presente.


Coloro che arrivano. Ricerche storico-filosofiche tra isogonia e isonomia, Mimesis 2013

Il libro prende avvio da tre logoi antichi – Tucidide, Lisia, Platone – () per introdurre una serie di riflessioni sulla relazione tra il concetto di democrazia e il nesso discendenza/appartenenza/nazione nella definizione della cittadinanza, rivolgendo, poi, un’attenzione particolare alla condizione di coloro che oggi si definiscono indifferentemente immigrati come un tempo i barbaroi, cancellandone le singolarità, dunque l’alterità. O credendo di cancellarla perché questi altri () non cessano di circolare nei testi e nei contesti filosofici, storiografici, retorici, politici, istituzionali, proprio là dove se ne prescrive l’esclusione () Il legame tra isonomia e isogonia determina ancora i fondamenti del diritto di cittadinanza () in un’Europa costretta nella contraddizione tra pretesa all’universalismo democratico della propria civiltà e rinnovata prassi etnocentrica.


ibattiti e scontri. Per un nuovo orizzonte della politica, Mimesis 2020

Uscito finora solo in lingua spagnola, “Dibattiti e scontri” rappresenta il confronto di Ernesto Laclau con alcuni punti di riferimento della filosofia contemporanea sulle questioni politiche legate all’ideologia neoliberista, oggi dominante. Quali iniziative – pratiche e teoriche – ha ancora senso pensare e realizzare nell’epoca attuale? Laclau si propone di rispondere a questa domanda leggendo criticamente il pensiero di cinque “mostri sacri” come Žižek, Badiou, Agamben, Hardt e Negri.


Effetto Hegel. Filosofia, arte, società (con Francesco Lesce), Guida 2020

L’influenza che il pensiero di Hegel ha esercitato sulla cultura contemporanea attraversa diversi ambiti del sapere – la filosofia e il diritto, l’antropologia e il pensiero politico, l’etica e l’estetica – animando le riflessioni dei più illustri pensatori del XX secolo. Ciò che il volume intende offrire al pubblico degli studiosi è un’esposizione, sia pure limitata, di alcuni luoghi topici della speculazione filosofica contemporanea ove la presenza dell’eredità hegeliana risulta viva, feconda e necessaria. Viva: laddove informa ambiti di riflessione tuttora aperti; feconda: poiché favorisce l’aprirsi di orizzonti speculativi inediti; necessaria: ove non cessa di lambire il “fondo” del pensare.




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Jean Soldini – METAFISICA PER LA SENSIBILITÀ. NOTE SU «FILOSOFIA ANTICA E VITA EFFIMERA» DI CLAUDIA BARACCHI. Un libro per ogni giovane intenzionato a iniziare studi di filosofia, per la sua dimensione di complessità che non rinuncia a se stessa, ma nemmeno a chiarezza e sobrietà in grado di aiutare chi è avviato sulla strada della filosofia a proseguire il cammino con entusiasmo rinnovato, ricavandone stimoli per uscire da approcci e ambiti disciplinari destinati a irrigidirsi senza un passaggio mai concluso alla realtà dei testi.






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Jean Soldini – «A testa in giù. Per un’ontologia della vita in comune» e «Resistenza e ospitalità». Occorre deviare da una fisicità anestetizzata, interamente contratta nell’immediatezza mercantile tardocapitalistica. Occorre una metafisica alimentata da un’estetica dell’ospitalità come “filosofia quotidiana”, resistenza all’arroganza mai debellata nei confronti dell’esistente concreto e meticcio.



Tra i libri di Jean Soldini


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Città di Galatone – Presentazione del volume «Cura-Incuria». 27 Maggio 2026, ore 17 – Intervengono Lucia Palpacelli (Università di Macerata) e Mino Ianne (Università di Bari) – Modera e dialoga Francesco Danieli (Assessore alla Cultura).






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Diego Lanza –  «Domesticare i miti. Scritti su lingua, mito e religione dei Greci». Prefazione di Gherardo Ugolini: “I Greci non ‘domesticati’ di Diego Lanza: lingua, mito e religione”




Introduzione


Abbiamo pubblicato




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