Paolo Naso – Due suoi libri: «Dio benedica l’America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump». L’immagine del presidente Donald Trump circondato da una serie di pastori che con le mani alzate invocano su di lui la benedizione di Dio è una delle icone del fondamentalismo evangelico che, in questi anni, si è affermato ed espanso nei cinque continenti. Ma la sua storia non è recente […], è una storia lunga e complessa che questo volume cerca di ricostruire. Ed anche: «”Le religioni sono vie di pace”. Falso!». È falso che le religioni siano vie di pace. È falso che siano modelli irenici; è falso che si debba a loro quel fragile concetto di ‘tolleranza’ che ha permesso la coesistenza di diverse appartenenze confessionali …

Dio Benedica l’America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump, Claudiana 2026


Le religioni sono vie di pace”. Falso!, Laterza 2019




Tra i libri di Paolo Naso


La contraddizione

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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Mario Guarna – «L’oscura evidenza. In prossimità di Eraclito», Introduzione di Andrea Gentile, Questo volume si colloca nell’orizzonte di un pensiero che non intende appropriarsi del logos, ma sostare, riflettere e orientarsi al confine, nell’intervallo in cui il comprendere si lascia coinvolgere da ciò che accade. L’«oscura evidenza» de­signa questa soglia: ciò che è comune e manifesto, ma insie­me inafferrabile per chi voglia fissarlo e determinarlo in una definizione.




Tra i libri di Mario. Guarna


La contraddizione

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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Arianna Fermani – Per essere autenticamente filosofi bisogna tornare ad essere bambini, recuperare la sconfinata capacità dei bambini di meravigliarsi. Nell’infinito compito di «diventare umani», la filosofia ci vieta di «morire prima di essere morti», ci invita a tenere costantemente l’anima e il corpo allenati, a rifiutare la rassegnazione, a guardare oltre, a trasformare attivamente la speranza in perseveranza.





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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Enrico Crivellato – LE PAROLE DELLA CURA E DELL’INCURIA. Riflessioni sul libro di Arianna Fermani, Lucia Palpacelli, Mino Ianne, Navigazioni filosofiche tra le parole greche di Cura – Incuria.

Arianna Fermani, Lucia Palpacelli, Mino Ianne, Cura – Incuria. Navigazioni filosofiche tra le parole greche di Cura – Incuria. Postfazione di Anna Sturino. ISBN 978-88-7588-372-0, 2026, pp. 232, formato 130×170 mm., Euro 20 – Collana “mare dentro” [5].




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M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Fernanda Mazzoli – Un piccolo grande libro. Storia di una giovinezza povera di fatti e di eventi, ricchissima di pensieri e di nobili entusiasmi – ridicoli ai più – e di puro amore e devozione per il Tutto, romanzo di non formazione alla vita sociale, se questa si identifica con l’accettazionee dei meccanismi ben rodati di un mondo basato su denaro e prepotenza, il libro ci consegna il ritratto indimenticabile di un giovane uomo che, per purezza di ideali e di sentire, raggiunge il sublime, là dove gli altri non vedono che lo stolto, l’incapace, l’inetto.



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Scienza, politica, impegno: in ricordo di Mario Vegetti. Casa della Cultura di Milano, Via Borgogna, 3 – Venerdì 5 dicembre 2025. Interverranno Mauro Tulli: «Il pensiero antico nel sistema universitario: didattica e ricerca oggi» – Lorenzo Perilli: «Mario Vegetti e la medicina antica» – Filippo Forcignanò: «Il Platone politico di Mario Vegetti» – Andrea Falcon: «Mario Vegetti e le opere biologiche di Aristotele» – Luca Natali: «Mario Vegetti intellettuale impegno» – Franco Ferrari: «Un ricordo di Mario Vegetti». Per informazioni: filippo.forcignano@unimi.it – L’evento sarà trasmesso in streaming sui canali ufficiali della Casa della Cultura di Milano.



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Costanza Fiorillo dipinge la Bandiera del popolo palestinese su un lenzuolo bianco disteso nel cortile di casa e disegna la composizione delle illustrazioni per la poesia di Yousef Elqedra: «Posso scrivere una poesia con il sangue che sgorga», tratta dal libro “Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”.


Posso scrivere una poesia con il sangue che sgorga …





M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Josè Saramago (1922-2010) – Oggi gli ideali socialisti stanno attraversando il deserto, ma dire che l’idea socialista è morta significa cadere in una tentazione molto comune all’uomo che, avendo una vita breve, tende sempre a pensare che qualche altra cosa muoia prima di lui. Io sono ancora comunista. Certo che lo sono e non riesco a immaginare me stesso essere qualcosa di diverso.

José Saramago, Io sono comunista

«Oggi gli ideali socialisti stanno attraversando il deserto, ma dire che l’idea socialista è morta nel 1989 significa cadere in una tentazione molto comune all’uomo che, avendo una vita breve, tende sempre a pensare che qualche altra cosa muoia prima di lui».

«Qualche volta ho riflettuto sul fatto che io sono ancora comunista. Certo che lo sono e non riesco a immaginare me stesso essere qualcosa di diverso. Ma ho capito che avevo bisogno di aggiungere qualcosa a questo dire “io sono un comunista,” e quello che sto aggiungendo è che io sono un comunista libertario.
Il comunismo in Unione Sovietica è crollato per le stesse ragioni per cui crollerà la democrazia: perché non si può sopportare un sistema che si suppone sia democratico, che viene proclamato come un governo del popolo, che mette ogni giorno in bocca alla gente la parola democrazia, senza che nessuno si fermi per lo meno a chiedere se davvero quella che stiamo vivendo abbia qualcosa a che vedere con la realtà che avrebbe dovuto creare. Viviamo in un epoca in cui tutto può essere discusso, tranne la democrazia. Nessuno in questo mondo si domanda se davvero la democrazia sta facendo ciò che per sua stessa definizione è chiamata ad essere. Il nome della democrazia non si tocca, la sua fallacia non si disvela e rimaniamo con gli occhi bendati, riempiendo la bocca con una parola che funziona come una rappresentazione falsata di qualcosa che non ha cominciato a esistere. La democrazia non può essere limitata alla semplice sostituzione di un governo con un altro. Abbiamo una democrazia formale, abbiamo bisogno di una democrazia sostanziale.
Io ero ospite del programma di Bernard Pivot, il giornalista francese, e mi ha chiesto: “Come mai sei diventato un comunista?”. E io, che non ci avevo pensato, ho detto: “voglio lasciare un importante contributo al marxismo e alle idee di sinistra ed è che, come la barba o hanno alcuni tratti genetici attribuiti agli ormoni maschili, io sono un comunista ormonale “. Può essere attribuito agli ormoni, anche se senza dubbio, sarebbe meglio attribuirli alla coscienza. Ultimamente sto dicendo: comunista sì, però credo che si debba cambiare il qualificativo: sono un comunista libertario.
Marx ed Engels hanno scritto nella Sacra famiglia: «se l’uomo è formato dalle circostanze, allora bisogna formare le circostanze umanamente». Niente di più chiaro, niente di più eloquente, niente di più ricco di senso. Non avevo ancora trent’anni quando, per la prima volta, lessi quelle parole. Furono, per così dire, la mia via di Damasco. Capii che mi sarebbe stato impossibile tracciare una rotta per la mia vita al di fuori di quel principio e che solo un socialismo integralmente inteso (dunque, il comunismo) avrebbe potuto soddisfare i miei aneliti di giustizia sociale. Molti anni più tardi, in una intervista con Bernard Pivot, che voleva sapere perché continuassi a essere comunista dopo gli errori, i disastri e i crimini del sistema sovietico, risposi che, essendo un comunista «ormonale», mi era impossibile avere delle idee diverse: gli ormoni avevano deciso. La spiegazione è più seria di quanto sembri: e forse si capisce meglio se dico che, in qualche modo, ha un equivalente nel «non possumus» biblico. Recentemente, suscitando lo scandalo di certi compagni dediti alla più canonica ortodossia, ho osato scrivere che il socialismo – e a maggior ragione il comunismo – è uno stato dello spirito. Continuo a pensarlo. E la realtà si incarica giorno dopo giorno di darmi ragione.
Come è che dopo la caduta dell’Unione Sovietica, il crollo del muro di Berlino, i processi di Mosca, l’invasione dell’Ungheria, come si continua a essere comunista? Mi piacerebbe rispondere chiedendo: ‘Voi siete cattolica? Come è che siete ancora cattolica dopo l’Inquisizione? ‘ Io sono quello che si potrebbe chiamare un’ comunista ormonale ‘. Che cosa significa questo? Proprio come nel corpo ho un ormone che mi fa crescere la barba, c’è un altro ormone che mi obbliga che lo voglia o no , per una sorta di fatalità biologica, ad essere comunista. E’ molto semplice. Più tardi, ho cominciato a dire che essere un comunista è uno stato d’animo. E lo è. Potete leggere Marx, le opere più importanti che Lenin scrisse, ma in fondo, in fondo, è uno stato d’animo. (…) Marx non ha mai avuto tanta ragione come ora.
Nella mia vita ho capito che l’alienazione è uguale che provenga da un potere o da un altro, da un colore o un altro. Ecco perché sto dicendo che sono un comunista libertario. Forse si può credere che tra questi due termini vi sia una contraddizione, ma io l’ho piuttosto bene risolta. Io dico comunismo, sì, io dico che si può. Però non per ripetere quanto è stato fatto. Alcune cose sì. Quello che ho capito è che non si può, nel nome di qualsiasi cosa, cercare di imporre quella che si suppone sia la felicità senza ascoltare l’altro. Non sei più importante o migliore dell’altro. Lui potrebbe aver ragione.
Il socialismo non può essere costruito contro cittadini o senza i cittadini, e per non aver compreso questo che a sinistra c’è oggi un campo di rovine, dove, dopo tutto, alcuni ancora insistono a cercare e incollare i frammenti delle vecchie idee con la speranza di essere in grado di creare qualcosa di nuovo … ‘riusciranno a farlo?’, mi hanno chiesto, e ho detto, ‘Sì, un giorno, ma io già qui non ci sarò a vederlo …’
Come scrittore, credo di non essermi mai separato dalla mia coscienza di cittadino. Ritengo che dove va l’uno dovrà andare l’altro. Non rammento di aver scritto una sola parola che fosse in contraddizione con le convinzioni politiche che difendo, ma questo non significa che abbia mai messo la letteratura al servizio diretto dell’ideologia che è la mia. Vuol dire, questo sì, che quando scrivo cerco, in ogni parola di esprimere la totalità dell’uomo che sono. Lo ripeto: non separo la condizione di scrittore da quella di cittadino, ma non confondo la condizione di scrittore con quella del militante politico».

Josè Saramago




Josè Saramago (1922-2010) – Mi lascia indifferente il concetto di felicità, ritengo più importanti la serenità e l’armonia
José Saramago (1922-2010) – Quanti anni ho, io? Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere. Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento. Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Josè Saramago (1922-2010) – Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che, pur vedendo, non vedono.
Josè Saramago (1922-2010) – Marx ed Engels hanno scritto nella “Sacra famiglia”: «Se l’uomo è formato dalle circostanze, allora bisogna formare le circostanze umanamente». Il comunismo è per me uno stato dello spirito.
Josè Saramago (1922-2010) – Ecco cos’hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare.

M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Hugo von Hofmannsthal – «Prologo all’Antigone di Sofocle». Introduzione e traduzione di Gherardo Ugolini. Testo tedesco a fronte.

Hugo von Hofmannsthal
Prologo all’Antigone di Sofocle
Introduzione e traduzione di Gherardo Ugolini
Testo tedesco a fronte

M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Carlo Natali – Aristotele, Marx, la contraddizione. Cinque saggi.

Premessa



Tra le molte pubblicazioni di Carlo Natali


Cosmo e divinità. La struttura logica della teologia aristotelica. , L’Aquila, Japadre, 1974


Aristotele e l’origine della filosofia pratica in
C. Pacchiani, Filosofia pratica e scienza politica, Abano Terme, Francisci, vol. 3, pp. 99-122, 1980


Évenément et poiesis. La théorie aristotélicienne des évenements naturels in
J.L. Petit, L’événement en perspective, Paris, Éditions de l’EHESS, vol. 2, pp. 177-201, 1991


Bios theoretikos. La vita di Aristotele e l’organizzazione della sua scuola , BOLOGNA, Il Mulino, pp. 1-213, 1991


Sei lezioni sulla sofistica , Roma, Jouvence, 1991


Azioni e movimenti in Aristotele in
A. ALBERTI A CURA DI, Realtà e ragione. Studi di filosofia antica, FIRENZE, Olschki, vol. 1, pp. 159-184,1994


 Lieux et écoles du savoir in
J. BRUNSCHWIG; G.E.R. LLOYD, Le savoir grec, Dictionnaire critique, PARIS, Flammarion, pp. 229-249, 1996


Aristotele, azione e responsabilità in
C. VIGNA, La libertà del bene, MILANO, Vita e Pensiero, pp. 85-103, 1998


Artristotele, Etica Nicomachea,
tredicesima edizione traduzione e cura, Laterza, 1999


Etica stoica , ROMA-BARI, Laterza, pp. 1-107, 1999


Le plaisir dans l’Ethique à Nicomaque’
in M. DIXSAUT , F. TEISSERENC, La fêlure du plaisir. Etudes sur le Philèbe de Platon, PARIS, Vrin, 1999


Modelli di ragionamento nella filosofia moderna, con Franco Ferrari, Aracne 1999


Aristotele e la nascita della retorica , L’attualità di Aristotele, a cura di S.L. Brock, ROMA, Armando, pp. 15-32,
Convegno. L’attualità di Aristotele, 22-23.2.1999, 2000


IIntroduzione alla storia della filosofia antica , Venezia, Cafoscarina, vol. 1, pp. 1-290, 2004


L’action efficace. Etudes sur la philosophie de l’action d’Aristote , LOUVAIN-LA-NEUVE, Peeters, pp. 1-251, 2004


 Etica stoica. , ROMA-BARI, Laterza, vol. 1, pp. 1-107, 2008


RUGGIU L.; NATALI C.; MASO S. Ontologia scienza mito. Per una nuova lettura di Parmenide , Milano, Mimesis, 2011


Reading Aristotle’s Physics VII.3, “what is alteration?”, 2012


A note on Metaphysics Theta 6, 1048b18-36 in RHIZOMATA, vol. 1, pp. 104-11, 2013


A note on Metaphysics Theta 6, 1048b18-36 in RHIZOMATA, vol. 1, pp. 104-11, 2013


Aristotle. His Life and School , Princeton, Princeton University Press, vol. 1, pp. 1-296 , 2014,


L’amicizia secondo Aristotele. in
PHILOSOPHICAL INQUIRY, vol. 37, pp. 66-8, 2013


Aristotele e il determinismo ,
Libero arbitrio Storia di una controversia filosofica, Roma, CAROCCI EDITORE, 2014


Aristotele, Carocci 2014.


Introduction , AITIA II. Avec et sans Aristote., Louvain-La-Neuve, Peeters, vol. 1, 2014


 Introduzione alla Retorica. , La Retorica di Aristotele e la dottrina delle passioni, Pisa,
Pisa University Press, vol. 1, pp. 1-32, 2015


The search for definitions of justice in
Nicomachean Ethics 5 , BRIDGING THE GAP BETWEEN ARISTOTLE’S SCIENCE AND ETHICS,
Cambrdge, Cambridge University Press, vol. 1, pp. 148-168, 2015


La vertu selon Aristote. , Lire Aristote., Paris,
Presses Universitarires de France, vol. 1, pp. 161-176, 2016


 Il metodo e il trattato. Saggio sull’«Ethica Nicomachea», Storia e Letteratura, 2017


Aristoteles , Stockholm, Fri Tanke, 2018


Cosmo e divinità, la struttura logica della teologia aristotelica, Japadre 2018


 L’amicizia secondo Aristotele, i
REVISTA IDEAÇÃO, vol. 36, pp. 15-50, 2018


Un fossato da riempire? Nuove tendenze nell’interpretazione delle Etiche di Aristotele, in
REVUE DE PHILOSOPHIE ANCIENNE, vol. 36, pp. 131-152, 2018


Studi sul medioplatonismo e il neoplatonismo. , Roma,
Edizioni di Storia e Letteratura, vol. 9 – 2019


The Preambles to the Ethics in
C. Natali, Investigating the Relationship Between Aristotle’s Eudemian and Nicomachean Ethics.,
London – New York, Routledge, pp. 17-33 – 2022


Aristotele: paura, vergogna e altri affanni, in
Carlo Natali, Cristina Viano, Il Pathos nella filosofia antica,
Edizioni di Storia e Letteratura, 2023


Aristotle’s Causes and the Problem of the Necessity of Our Actions,
Routledge 2024




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