Werner Jaeger – «L’educazione dell’uomo politico e l’antichità». Traduzione e prefazione di Gherardo Ugolini: “L’eredità di Werner Jaeger e l’ambiguo rapporto con il nazismo”. Una riflessione di forte attualità sul rapporto fra cultura classica, educazione, potere e responsabilità degli intellettuali nei momenti di crisi della storia.

In copertina: Mirone, Discobolo, realizzata tra il 455 e il 450 a.C. L’originale in bronzo è andata perduta, ma rimangono alcune co­pie romane in marmo o in bronzo, tra cui la versione detta Lancel­lotti del Museo Nazionale delle Terme a Roma, e la versione detta Townley, conservata al British Museum di Londra e scelta qui per la copertina. Il Discobolo era la statua preferita da Adolf Hitler e una sua versione compare all’inizio del film Olympia della regista Leni Riefenstahl, prescelta dal Führer per magnificare i Giochi Olimpici svoltisi a Berlino nel 1936.

Il saggio di Werner Jaeger, L’educazione dell’uomo po­litico e l’antichità (titolo originale: Die Erziehung des politischen Menschen und die Antike), è stato pubbli­cato sulla rivista bimestrale «Volk im Werden», 3, 1933, pp. 43-49. La traduzione italiana e la Prefazione di Gherardo Ugolini con il titolo L’eredità di Werner Jaeger e l’ambiguo rapporto col nazismo sono già state pubblicate in: «Atene e Roma», Rassegna dell’Asso­ciazione Italiana di Cultura Classica, Nuova Serie Se­conda, Anno XIV, Fascicolo 3-4, 2020 (rispettivamen­te pp. 255-274 e pp. 275-284).




Indice

Nota editoriale

Prefazione di Gherardo Ugolini

L’eredità di Werner Jaeger e l’ambiguo rapporto col nazismo

III. La difesa della tradizione:  filologia come militanza

III. Paideia e la retorica nazista

III. Il saggio L’educazione dell’uomo politico  e l’antichità

IV. Jaeger e il nazismo. Un epilogo

 

 

Frontespizio della rivista «Simplicissimus»

 

 

Werner Jaeger

L’educazione dell’uomo politico e l’antichità

 

Indice dei nomi



La contraddizione

Amici
Amore
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

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