Il 25 Aprile e il vento della Resistenza .La Resistenza come ideale di vita – È davvero 25 Aprile se riusciamo a provare indignazione autentica ed a scandalizzarci per la predazione genocidiaria e guerrafondaia divenute tragiche “normalità”, congedandoci dal paradigma ideologico della competizione e dalla logica del mercato, che impongono immagini ingannevoli di “felicità patinata”, riconquistando allora la nostra ardente umanità reificata dai processi capitalistici, capaci ancora di ascoltare il “noi” che si vorrebbe sepolto da una quantità inenarrabile di desideri fatui e letali, nella consapevolezza che i principi di fratellanza e uguaglianza sono obliati dalla violenza dell’avere sull’essere, respingendo così l’indifferenza per l’altro, divenuta l’unica tonalità emotiva ammessa dai “potenti”. Elena Bono, poetessa che visse la ferocia dei rastrellamenti fascisti e nazisti ed ebbe il coraggio di “resistere alla violenza montante”, ci rammenta anche il valore del silenzio in una realtà ferita dalla chiacchiera: «Silenzio e ancora silenzio / Versatelo a lungo /piano, sulle ferite. /Anche la musica duole ad un cuore dolente».









