Aristotele (384-322 a.C.) – Diventiamo giusti facendo ciò che è giusto. Nessuno che vuol diventare buono lo diventerà senza fare cose buone. Il fine deve essere ipotizzato come un inizio perché il fine è l’inizio del pensiero, e il completamento del pensiero è l’inizio di azione. ⇒ Una Trilogia su Aristotele: «Sistema e sistematicità in Aristotele». «Immanenza e trascendenza in Aristotele». «Teoria e prassi in Aristotele».

Aristotele 007

«[…] diventiamo giusti facendo ciò che è giusto» (Etica Nicomachea, 1103a37).

 

«[…] è bene dire che è dal fare ciò che è giusto o temperato che un essere umano diventa rispettivamente giusto o temperante; e nessuno che deve diventare buono lo diventerà senza fare cose buone. Eppure la maggior parte degli esseri umani non fa così, ricorrono invece al parlare (λóγoν) di tali cose e pensano di stare filosofando e che facendo così diventano eccellenti, comportantandosi insomma un po’ come i pazienti che ascoltano i loro medici con attenzione, ma non fanno nulla di quello che gli vien loro prescritto. E proprio come questi pazienti non curano il proprio corpo comportandosi in questo modo, così coloro che filosofano in questo modo non miglioreranno la loro anima» (Etica Nicomachea, 1105b5-18).

 

«[…] il fine deve essere ipotizzato come un inizio […] il fine è l’inizio del pensiero (νοησεως αρχη), il completamento (τελευτη) del pensiero è l’inizio di azione» (Etica Eudemia, 1227b23-34).

Aristotele

Trilogia AristoteleGiampaolo Abbate – Claudia Baracchi – Enrico Berti- Barbara Botter
Matteo Cosci – Annabella d’Atri – Andrea Falcon – Silvia Fazzo
Arianna Fermani – Silvia Gastaldi – Giovanna R. Giardina
Luca Grecchi – Silvia Gullino – Alberto Jori – Giulio A. Lucchetta
Lucia Palpacelli – Diana Quarantotto – Luigi Ruggiu – Monica Ugaglia
Mario Vegetti – Carmelo Vigna – Marcello Zanatta

 

Logo-Adobe-Acrobat-300x293   Brochure per la Trilogia su Aristotele (pp. 32)   Logo-Adobe-Acrobat-300x293

 


Prometeo legato alla colonna con Atlante che regge il cielo, VI a.C. colore***

 

260 ISBN

Claudia Baracchi, Enrico Berti, Barbara Botter, Matteo Cosci, Silvia Fazzo, Arianna Fermani, Giovanna R. Giardina, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta

indicepresentazioneautoresintesi


282 ISBN

Giampaolo Abbate, Claudia Baracchi, Enrico Berti, Barbara Botter, Matteo Cosci, Annabella D’Atri, Andrea Falcon, Arianna Fermani, Luca Grecchi, Alberto Jori, Diana Quarantotto, Monica Ugaglia, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta

indicepresentazioneautoresintesi

 


311 ISBNindicepresentazioneautoresintesi

Claudia Baracchi, Enrico Berti, Arianna Fermani, Silvia Gastaldi, Luca Grecchi, Silvia Gullino, Alberto Jori, Giulio A. Lucchetta, Lucia Palpacelli, Luigi Ruggiu, Mario Vegetti, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta

 


Aristotele – Questa è la vita secondo intelletto: vivere secondo la parte più nobile che è in noi

Aristotele (384-322 a.C.) – La «crematistica»: la polis e la logica del profitto. Il commercio è un’arte più scaltrita per realizzare un profitto maggiore. Il denaro è l’oggetto del commercio e della crematistica. Ma il denaro è una mera convenzione, priva di valore naturale.

Aristotele (384-322 a.C.) – La mano di Aristotele: più intelligente dev’essere colui che sa opportunamente servirsi del maggior numero di strumenti; la mano costituisce non uno ma più strumenti, è uno strumento preposto ad altri strumenti.

Aristotele (384-322 a.C.) – Da ciascun seme non si forma a caso una creatura qualunque. La nascita viene dal seme.

Aristotele (384-322 a.C.) – In tutte le cose naturali si trova qualcosa di meraviglioso.

Aristotele (384-322 a.C.) – Se l’intelletto costituisce qualcosa di divino rispetto all’essere umano, anche la vita secondo l’intelletto sarà divina rispetto alla vita umana. Per quanto è possibile, ci si deve immortalare e fare di tutto per vivere secondo la parte migliore che è in noi

 


Si può accedere  ad ogni singola pagina pubblicata aprendo il file word     

  logo-wordIndice completo delle pagine pubblicate (ordine alfabetico per autore al 21-10-2018)


N.B. Le immagini e i video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo: info@petiteplaisance.it, e saranno immediatamente rimossi.


***********************************************
Seguici sul sito web 

cicogna petite***********************************************

AA. VV. – «Immanenza e trascendenza in Aristotele». Scritti di: Giampaolo Abbate, Claudia Baracchi, Enrico Berti, Barbara Botter, Matteo Cosci, Annabella D’Atri, Andrea Falcon, Arianna Fermani, Luca Grecchi, Alberto Jori, Diana Quarantotto, Monica Ugaglia, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta.

Aristotele, Immanenza e trascendenza copia

 

Coperta 282

Immanenza e trascendenza in Aristotele

 

indicepresentazioneautorisintesi

Immanenza e trascendenza in Aristotele, a cura di Luca Grecchi.
Petite Plaisance, ISBN 978-88-7588-190-0, 2017, pp. 384, Euro 25

Questo volume, sèguito ideale di Sistema e sistematicità in Aristotele (Petite Plaisance, 2016, a cura di Luca Grecchi), raccoglie i contributi di alcuni fra i maggiori studiosi di Aristotele sul rapporto fra fisica e metafisica nel pensiero dello Stagirita.

Si troveranno esposti, nell’ordine: il tema della dimostrazione della esistenza del trascendente nel pensiero dello Stagirita (Carmelo Vigna, Luca Grecchi ed Enrico Berti); il tema della immanenza e della trascendenza nell’etica di Aristotele (Arianna Fermani); il tema della sostanzialità e trascendenza del bene nella filosofia aristotelica (Marcello Zanatta); il tema della eternità del mondo in Aristotele e nel primo aristotelismo (Andrea Falcon); il tema della finitezza del cosmo in rapporto alla infinità del principio trascendente aristotelico (Alberto Jori); il tema della indicibilità trascendente del nous in Aristotele (Claudia Baracchi); il tema della matematica immanente (e finita) di Aristotele (Monica Ugaglia); il tema degli effetti del Primo motore immobile aristotelico sugli enti naturali (Diana Quarantotto); il tema della nozione non-trascendentale di verità in Aristotele (Matteo Cosci); il tema dei rapporti fra immanenza ontologica e trascendenza epistemologica nel pensiero dello Stagirita (Barbara Botter); il tema della relazione fra immanentismo ed aristotelismo nel pensiero di David Malet Armstrong (Annabella D’Atri); il tema dei rapporti fra finalismo e sillogismo in Aristotele (Giampaolo Abbate).

****
Aristotele bronzo

La statua di Aristotele nel cuore di Piazza Aristotele
(Πλατεία Αριστοτέλους),
la principale e più celebre area urbana della città di Salonicco in Grecia.

Una  approfondita analisi delle argomentazioni aristoteliche circa i rapporti fra immanenza e trascendenza, talvolta accettate aproblematicamente da coloro che sono portati a condividerne l’esito trascendentistico, ed ancor più spesso trascurate – ossia non dialettizzate – da coloro che invece tale esito non condividono.
Non si tratta, insomma, di una analisi storico-filologica del tema del divino in Aristotele, su cui del resto anche in questi anni sono stati effettuati ottimi studi. Si tratta di un tentativo più “teoretico” di valutare, in base ad alcune sfaccettature di quel grande prisma costituito dall’opera di Aristotele e dell’aristotelismodell’aristotelismo, se la dimostrazione della esistenza del Motore Immobile sia davvero solida, oppure se possono essere ritenuti percorribili spunti come quelli presenti, ad esempio, in una parte della tradizione […].
Si tratta, in sostanza, di un tentativo di valutare se è possibile ritenere non contraddittoria, e dunque quanto meno possibile, all’interno di alcune coordinate teoretiche del pensiero aristotelico, una spiegazione del cosmo come realtà del tutto autosufficiente.
Un approccio teoretico come questo è sicuramente un approccio non consueto per gli studi aristotelici; eppure, la presenza di questa possibilità nell’aristotelismo più antico, ed il fatto che la riflessione sul naturalismo aristotelico trascuri sovente questo spinoso tema, rende forse questa trattazione di qualche interesse, se non altro per colmare una lacuna, o quanto meno per riflettere su alcune ipotesi solitamente lasciate ai margini.
Per quanto ovvio, preciso che agli Autori, come lo scorso anno, è stato fornito solo il titolo del volume e qualche indicazione generale, ma – pur nella inevitabile opera di coordinamento, necessaria ad evitare ripetizioni ed a non lasciare aspetti importanti scoperti –, anche data la loro autorevolezza, li si è giustamente lasciati liberi di sviluppare il tema nella maniera che ritenevano più fruttuosa, o che comunque sentivano più congeniale.
Luca Grecchi

Giampaolo Abbate, già ricercatore e professore aggregato presso il Centro de Filosofia dell’Università di Lisbona, si occupa principalmente del pensiero fisico e metafisico di Aristotele. A tal riguardo, ha pubblicato una monografia sulla dottrina del luogo e vari articoli sul finalismo, sulla sostanza e sui fondamenti ontologici della Fisica. Si è occupato anche delle opere logiche del filosofo e della loro ricaduta nelle opere biologiche, della possibile giustificabilità della schiavitù a partire dai principi e presupposti espressi nelle opere etiche e delle possibili affinità e divergenze tra la morale aristotelica e il pensiero moderno. Sta terminando una traduzione, supportata da un commentario analitico, del libro VI della Fisica riguardante la dottrina del continuo. A breve è prevista la pubblicazione di una seconda monografia in merito al rapporto tra immagine e materia in Plotino, frutto di due corsi seminariali tenuti presso l’Università di Lisbona.

Finalismo e sillogismo in Aristotele.
Un raffronto tra Analitici Secondi e De papartibus animalium


Claudia Baracchi, Ph. D. in Filosofia (1990-1996), Docente di Filosofia Antica e Filosofia Europea alla University of Oregon (1996-1998) e alla New School for Social Research di New York (1999-2009), dal 2007 è Professore di Filosofia Morale all’Università di Milano-Bicocca. È membro fondatore della AncientPhilosophy Society. Tra le sue pubblicazioni recenti: L’architettura dell’umano: Aristotele e l’etica come filosofia prima (Vita e Pensiero 2014), Bloomsbury Companion to Aristotle (editor, Bloomsbury 2014), Il cosmo della Bildung (con Renato Rizzi, Mimesis 2016), Amicizia (Mursia 2016). La sua ricerca attuale verte sulla filosofia antica in rapporto al mito, alla poesia e al teatro, sulle tradizioni orientali (soprattutto indo-vediche), sulla psicanalisi e le pratiche del sé.

Aristotele e il nous.
Note sulla trascendenza indicibile


Enrico Berti è Professore emerito dell’Università di Padova, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, membro della Pontificia Accademia delle Scienze e presidente onorario dell’Institut International de Philosophie. Ha insegnato nelle università di Perugia, Padova, Ginevra, Bruxelles. Attualmente insegna filosofia antica nella Facoltà di Teologia di Lugano. È autore di numerosi volumi e articoli su Aristotele e la sua presenza nella storia della filosofia. Tra le sue più recenti pubblicazioni si segnala: la traduzione francese, con introduzione e commento, del libro 366 Epsilon della Metafisica, Paris, Vrin, 2015; una nuova traduzione italiana della Metafisica di Aristotele (Laterza 2017) e un volume su Aristotelismo (Il Mulino 2017).

Sulla dimostrazione dell’esistenza del trascendente
in Aristotele
Commento alla discussione tra Luca Grecchi e Carmelo Vigna


Barbara Botter è professore di Filosofia all’Università Federale dello Espírito Santo (UFES), Brasile. I suoi interessi scientifici sono finalizzati allo studio di Platone e Aristotele, in particolare la filosofia del linguaggio, la cosmologia e la filosofia della natura. Ha pubblicato articoli in riviste (tra le quali Archai. As origens do Pensamento Ocidental (Brasilia, UNB), Aporia. Revista Internacional de Investigaciones Filosóficas (Cile); Classica. Revista de Estudos Classicos (São Paulo) e varie altre riviste pubblicate in Brasile; capitoli di libro in pubblicazioni collettive, come Aristotele, Categorie. Traduzione, commento e saggi critici. Amsterdam: Hakkert, Il problema mente-corpo. Genealogia, modelli, prospettive di ricerca. Milano: Mimesis Edizioni, e libri, tra i quali Dio e divino in Aristotele. Saint Augustin: Academia Verlag 2005. La Necessità Naturale in Aristotele. Napoli: Loffredo Editori, 2009. La creazione di immagini in Platone. Milano: Albo Versorio 2016.

Immanenza ontologica e trascendenza epistemologica
in Aristotele


Matteo Cosci è Assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di epistemologia antica e rinascimentale. È autore di Verità e comparazione in Aristotele, Ist. Veneto di Scienze, Lettere e Arti, 2014 e di altri contributi sul pensiero aristotelico.

La nozione non-trascendentale di verità
in Aristotele


Annabella d’Atri è professore di Storia della Filosofia nell’Università della Calabria. Dopo una serie di studi su E. Cassirer, in Vita e artificio (BUR, 2008) ha ripercorso la storia dell’idea di tecnica. Per evidenziare il nesso fra la tradizione continentale e quella analitica, ha curato le opere di D. M. Armstrong in Ritorno alla Metafisica (Bompiani, 2014). Il suo libro più recente è La questione della sostanza nella filosofia contemporanea (Unicopli, 2016).

Immanentismo e aristotelismo
in Davi d Malet Armstrong


Andrea Falcon, specialista del pensiero di Aristotele e della sua ricezione nel mondo antico, ha pubblicato le seguenti monografie: Corpi e movimenti: Il “De caelo” di Aristotele e la sua fortuna nel mondo antico (Bibliopolis 2001); Aristotle and the Science of Nature: Unity without Uniformity (Cambridge University Press 2005); Aristotelianism in the First Century BCE: Xenarchus of Seleucia (Cambridge University Press 2011); Aristotelismo (Einaudi 2017).

La dottrina dell’eternità del mondo
in Aristotele e nell’aristotelismo degli inizi


Arianna Fermani insegna Storia della Filosofia Antica all’Università di Macerata. Tra le sue pubblicazioni: Vita felice umana: in dialogo con Platone e Aristotele (2006); L’etica di Aristotele, il mondo della vita umana (2012); By the Sophists to Aristotle through Plato. The necessity and utility of a Multifocal Approach (2016). Ha tradotto, per Bompiani: Aristotele, Le tre Etiche (2008), Topici e Confutazioni Sofistiche (in Aristotele, Organon, 2016).

«Anche qui ci sono dèi»
(καὶ ἐνταῦθα θεούς)
Immanenza e trascendenza nell’eti ca di Aristotele


Luca Grecchi è Cultore di Storia della filosofia presso la Università degli Studi di Milano Bicocca. Direttore della rivista Koinè, ha pubblicato diversi volumi sulla filosofia greca classica, fra cui, per Petite Plaisance, L’umanesimo di Omero (2011) e La filosofia della storia nella Grecia classica (2012).


Alberto Jori è professore di Filosofia all’Università di Tubinga, in Germania, e di Storia della filosofia antica all’Università di Ferrara. Nel 2003 ha vinto il premio dell’International Academy of the History of Science (Paris, la Sorbonne). Tra le sue opere: Medicina e medici nell’antica Grecia. Saggio sul Perì téchnes ippocratico (il Mulino-Istituto Italiano per gli Studi Storici, 1996), Aristotele (Bruno Mondadori, 2008, 3a ed.), Aristoteles, Über den Himmel (Akademie Verlag-WBG, 2009).

Finitezza del cosmo
e infinità del Principio trascendente
in Aristotele


Diana Quarantotto insegna storia della filosofia antica presso l’Università di Roma Sapienza. È autrice di Causa finale sostanza essenza in Aristotele (Bibliopolis, 2005), L’universo senza spazio. Aristotele e la teoria del luogo (Bibliopolis, 2017), di diversi articoli sulla filosofia di Aristotele, relativi soprattutto alla fisica, alla biologia, alla metafisica, all’etica e alle loro relazioni, e curatrice di Aristotle’s Physics Book I. A Systematic Exploration (Cambridge University Press, in corso di stampa).

Aristotele e gli effetti
del primo motore immobile sugli enti naturali


Monica Ugaglia è assegnista di ricerca presso l’Università di Firenze. Fisico matematico di formazione si occupa degli aspetti più tecnici della fisica di Aristotele, nonché del rapporto tra fisica e matematica. Tra le sue pubblicazioni Modelli idrostatici del moto da Aristotele a Galileo (LUP 2004) e la traduzione commentata del libro III della Fisica (Carocci 2012).

La matematica immanente (e finita)
di Aristotele


Carmelo Vigna (1940) è Professore emerito di Filosofia morale presso l’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia, dove ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze e ha fondato e diretto il Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (C.I.S.E.). Ha pure presieduto la Società Italiana di Filosofia morale. È stato Presidente della Società italiana di filosofia morale (2013-2016) – SIFM. È attualmente Presidente del Centro di Etica generale e applicata (CEGA), che ha sede presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia. È autore di numerose pubblicazioni. Tra le sue opere recenti: Il frammento e l’intero (2000; 2a ed. riveduta e ampliata 2015), Etica del desiderio come etica del riconoscimento (2015), Sostanza e relazione. Indagini di struttura sull’umano che ci è comune (2016), tutte apparse presso l’ed. Orthotes (Napoli-Salerno). Per lo stesso ed. egli ha pure curato il vol. Differenza di genere e differenza sessuale (2017).

Sulla dimostrazione dell’esistenza del trascendente
in Aristotele
– in dialogo con Luca Grecchi –


Marcello Zanatta (1948) è Professore ordinario di Storia della Filosofia Antica nell’Università della Calabria, dove per molti anni ha insegnato anche Storia della Retorica Classica. Studioso di Aristotele, vi ha dedicato quattro monografie e trentadue saggi, e ha curato l’edizione italiana di molte sue opere. Si è occupato anche dello stoicismo, redigendo la prima edizione italiana delle Contraddizioni degli Stoici di Plutarco e curando l’edizione italiana dei Pensieri di Marco Aurelio. In campo retorico, oltre alla Retorica di Aristotele ha tradotto e commentato (per la prima volta in Italia) i frammenti di Ermagora. È altresì autore di una Storia della filosofia antica.

Sostanzialità e trascendenza del bene
nella fisosofia di Aristotele


Coperta 260

Sistema e sistematicità in Aristotele

Petite Plaisance, ISBN 978-88-7588-202-0, 2016, pp. 256, Euro 25
indicepresentazioneautoresintesi
Scritti di:
Claudia Baracchi, Enrico Berti, Barbara Botter, Matteo Cosci, Silvia Fazzo, Arianna Fermani, Giovanna R. Giardina, Carmelo Vigna, Marcello Zanatta

Si può accedere  ad ogni singola pagina pubblicata aprendo il file word     

  logo-wordIndice completo delle pagine pubblicate (ordine alfabetico per autore al 20-09-2017)


N.B. Le immagini e i video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo: info@petiteplaisance.it, e saranno immediatamente rimossi.


***********************************************
Seguici sul sito web 

cicogna petite***********************************************

Barbara Botter – Aristotele non voleva essere un teologo e la teologia era da lui ritenuta una narrazione poetica sui “viventi immortali e felici”.

Barbara Botter 01
Aristotele e i suoi dei

Aristotele e i suoi dèi

Barbara Botter

Aristotele e i suoi dèi

Un’interpretazione del III libro del De philosophia

Carocci Editore, 2011

Collana: Biblioteca di testi e studi

ISBN: 9788843060702

Quarta di copertina
Lamolteplicità di lineamenti assunta dalla teologia aristotelica nell’insieme delle opere del Corpus e spesso all’interno di una stessa opera ha provocato un certo disagio, spesso accompagnato da una pungente polemica, tanto fra gli interpreti antichi di Aristotele, quanto fra i medievali e i moderni. In epoca antica, l’atteggiamento politeistico di Aristotele provocò disorientamento nell’epicureo Velleio. Teologi cristiani e musulmani utilizzarono la dottrina teologica di Aristotele per fondare la visione monoteistica della divinità, benché le differenze con il Dio della Bibbia fossero sotto gli occhi di tutti. Questo divenne un pretesto per scatenare una campagna di denigrazione contro lo Stagirita. Al-Gazali e Lutero ricoprirono Aristotele degli insulti più feroci, benché già Petrarca si fosse alquanto lasciato andare. La tradizione moderna cercò di assumere un atteggiamento più sfumato malcelando un sentimento di rassegnazione. Attraverso l’analisi dei frammenti del libro III dell’opera Sulla Filosofia l’autrice prova a ristabilire la verità storica: Aristotele non voleva essere un teologo e la teologia era da lui ritenuta una narrazione poetica sui “viventi immortali e felici”. Il filosofo antico usa il termine “dio” solo come attributo che può essere predicato ad enti differenti, a patto che essi occupino un grado di eccellenza. I pezzi del mosaico, rimessi insieme in quest’ottica, restituiscono così l’immagine aristotelica di “un dio”, ma non di “Dio”.

Dio e Divino in Aristotele

Dio e Divino in Aristotele

9788875643263_0_0_300_75

La necessità naturale in Aristotele


Si può accedere  ad ogni singola pagina pubblicata aprendo il file word     

  logo-wordIndice completo delle pagine pubblicate (ordine alfabetico per autore al 12-08-2017)


N.B. Le immagini e i video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo: info@petiteplaisance.it, e saranno immediatamente rimossi.


***********************************************
Seguici sul sito web 

cicogna petite***********************************************