Copertine e schede editoriali (221-230) – Vittorio Morfino, Alessandro Monchietto, Maria Letizia Compatangelo, Giancarlo Loffarelli, Sergio Pierattini, Giovanna Fozzer, Alessio Cernicchiaro, Carlo Carrara, Giacomo Pezzano, Angela Ales Bello, Giulio Biondi, Luca Grecchi.

221-230

221
Maria Letizia Compatangelo, La cena di Vermeer. ISBN 978-88-7588-149-8, 2014, pp. 96, formato 130×200 mm., Euro 7, Collana di teatro Antigone [10]. In copertina: Han van Meegeren al lavoro nel suo studio.

222
Giancarlo Loffarelli, Da quali stelle? ISBN 978-88-7588-148-1, 2014, pp. 80, formato 130×200 mm., Euro 7, Collana di teatro Antigone [11]. In copertina: Friedrich Nietzsche.

223
Sergio Pierattini, Il drago di carta. ISBN 978-88-7588-147-4, 2014, pp. 64, formato 130×200 mm., Euro 7, Collana di teatro Antigone [12]. In copertina: Michele Sindona.

224
Giovanna Fozzer, Del Gabbiano. Introduzione di Francesco Giuntini. Postfazione di Margherita Pieracci Harwell. ISBN 978-88-7588-146-7, 2014, pp. 288, formato 140×210 mm., Euro 20. In copertina: Sergio Rinaldelli, Studio di gabbiani (particolare), grafite.

225
Giancarlo Savino, Da Omero a Saffo. ISBN 978-88-7588-145-0, 2014, pp. 96, formato 130×200 mm., Euro 7.

226
Alessio Cernicchiaro, Günther Anders. La Cassandra della filosofia. Dall’uomo senza mondo al mondo senza uomo. Prefazione di Giacomo Pezzano: Anders e noi. ISBN 978-88-7588-132-0, 2014, pp. 400, formato 140×210 mm., Euro 25 – Collana “Il giogo” [59]. In copertina: Günther Anders ottantenne, 1982.

227
Carlo Carrara, Solitudine ed esistenza. [Kierkegaard – Nietzsche – Unamuno – Heidegger – Jaspers – Sartre – Camus – Marcel – Berdjaev – Abbagnano]. Prefazione di Angela Ales Bello. ISBN 978-88-7588-139-9, 2015, pp. 192, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [60]. In copertina: Giovanni Fattori, Tramonto sul mare (1890-1895).

228
Giulio Biondi, Mio caro Marco. In appendice: Amori dispersi.  ISBN 978-88-7588-141-2, 2015, pp. 112, formato 140×210 mm., Euro 13. In copertina: Giulio Biondi, La Staccionata, 2014.

229
Luca Grecchi, Discorsi sul Bene. ISBN 978-88-7588-126-9, 2015, pp. 112, formato 140×210 mm., Euro 13 – Collana “Il giogo” [61]. In copertina: Auguste Rodin, Giovane madre nella grotta, Museo Rodin, Parigi.

230
Alessandro Monchietto, Da capo senza fine. Il marxismo anomalo di Georges Sorel. Presentazione di Vittorio Morfino. ISBN 978-88-7588-129-0, 2015, pp. 208, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [62]. In copertina: Paul Klee, Strada principale e strade secondarie, 1929, Ludwig Museum (Colonia).



M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

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Copertine e schede editoriali (271-280) – Salvatore A. Bravo, Marco Penzo, Claudio Lucchini, Massimo Mungai, Gabriella Putignano, Giacomo Degli Esposti, Matteo Caffiero, Luca Grecchi, Alessandro Monchietto, Giacomo Pezzano, Lorenzo Dorato, Antonio Fiocco, Alessandro Monchietto, Staffan Nihlén, Gabriella Putignano.

271-280

271
Salvatore Antonio Bravo, L’epoca del PILinguaggio. ISBN 978-88-7588-191-7, 2017, pp. 96, formato 130×200 mm., Euro 12 – Collana “Divergenze” [59]. In copertina: Kumi Yamashita, Light and Shadow.

272
Marco Penzo, Attimi. ISBN 978-88-7588-189-4, 2017, pp. 80, formato 130×200 mm., Euro 10. In copertina: Marco Sallese, Venature, foto a Bagno Vignoni (Siena), 2016.

273
AA. VV., Quale progettualità. L’uomo è un essere progettuale. Grecchi, Sulla progettualità – A. Monchietto, Quale progettualità? A partire da alcune considerazioni di L. Grecchi – C. Lucchini, La progettualità comunista tra utopia concreta e necessità di funzionamento quotidiano – A. Fiocco, Difendere in tutti i modi la progettualità – A. Pallassini, Note marginali per la progettazione di un comunismo della finitezza a partire da Spinoza – L. Grecchi, Perché la progettualità – C. Lucchini, Annotazioni sulla progettabilità del bene etico-sociale e sulla determinatezza materiale-naturale dell’uomo – L. Dorato, La progettualità come necessaria riflessione sui destini collettivi e sociali – G. Pezzano, Commento all’articolo di L. Grecchi “Sulla progettualità” e Commento all’articolo di L. Grecchi “Perché la progettualità?” – L. Grecchi, Nel merito dei commenti di Giacomo Pezzano – G. Pezzano, Il vero punto filosofico da scavare è che cosa si voglia intendere con “progettualità” – L. Grecchi, Una prima conclusione sulla progettualità. ISBN 978-88-7588-187-0, 2017, pp. 176, formato 140×210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [74]. In copertina: Wassily Kandinsky, Shallow-Deep, 1930.

274
Claudio Lucchini, L’etica umana tra natura e storia. Sulla possibilità di un universalismo radicalmente democratizzante.
ISBN 978-88-7588-185-6, 2017, pp. 96, formato 140×210 mm., Euro 13 – Collana “Il giogo” [75]. In copertina: Vincent van Gogh, I mangiatori di patate, 1885. Museo Van Gogh di Amsterdam.

275
Staffan Nihlén, La prudenza del segno. ISBN 978-88-7588-183-2, 2017, pp. 40, formato 163×223 mm., Euro 5, Collana “Egeria [19]. In copertina: Staffan Nihlén, Senza titolo, 2016.

276
Massimo Mungai, Ombreggiature. Poesie. Racconti brevi. ISBN 978-88-7588-181-8, 2017, pp. 64, formato 140×210 mm., Euro 10. In copertina: Christian Rohlfs, Conversazione tra clown, 1912.

277
Giorgio Penzo – Marco Penzo, Stanley Kubrick. ISBN 978-88-7588-179-5, 2017, pp. 96 formato 140×210 mm., Euro 13.
In copertina: Stanley Kubrick

278

Gabriella Putignano (a cura di), Cantautorato & Filosofia. Un (In)Canto possibile. Contributi di: Stefano Daniele, Corrado De Benedittis, Gianluca Gatti, Federico Limongelli, Francesco Malizia, Raffaele Pellegrino, Giacomo Pisani, Gabriella Putignano. ISBN 978-88-7588-175-7, 2017, pp. 160, formato 140×210 mm., Euro 12 – Collana “Il giogo” [77].

279
Alessandro Pallassini, Finitezza e Sostanza. Sulla fondazione della libertà politica nella metafisica di Spinoza.
ISBN 978-88-7588-172-6, 2017, pp. 288, formato 140×210 mm., Euro 25 – Collana “Il giogo” [78]. In copertina: Sigillo di Baruch Spinoza, che riporta come emblema, oltre alle sue iniziali, una rosa selvatica e il motto in latino “caute”.

280
Gian Giacomo Degli Esposti, Matteo Caffiero (a cura di), Passeggiando per Pistoia. L’essenziale è invisibile agli occhi. Postfazione di Cristiano Vannucchi. ISBN 978-88-7588-168-9, 2017, pp. 136, formato 170×240 mm., Euro 12.

M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
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Günter Anders (1902-1992) – Non sono disposto a rinunciare alla visione della smisuratezza che noi esseri umani siamo in grado di provocare e che abbiamo effettivamente provocato.

Günter Anders 08 Discesa all'Ade

«Dobbiamo piuttosto utilizzare la fantasia come correttivo, giacché la verità delle nostre condizioni mostruose non è senz’altro percepibile, perlomeno non a occhio nudo. Il fantasticare che è oggi richiesto non consiste più in ciò che intendevamo finora con questo termine: non più nel trascendere “esageratamente” il reale, non più nel raffigurarci l’irreale o nell’immaginare esseri fiabeschi – chi continua a utilizzare tuttora un simile concetto di fantasia alla Böcklin si rende ridicolo. Al contrario, fantasticare deve significare attualmente confrontarci con la realtà davvero fantastica di oggi, interpretarla in modo adeguato. In sintesi: la fantasia, dal momento che il suo oggetto, la realtà fantastica, è esso stesso fantastico, deve funzionare come un metodo dell’empiria, come organo di percezione dell’effettivamente enorme, come uno strumento che non sia legato, al pari dell’occhio, a un organo corporeo, e “pertanto” alla sua difettività, cioè alla sua miopia. Al pari del telescopio, che non rende superflua la vista e, al contrario, solo nel momento in cui viene utilizzato consente all’osservazione e alla capacità di distinguere di esplicarsi davvero, così la fantasia non rende superflua la percezione, piuttosto è condizione della sua efficacia. Quantomeno dovremmo essere capaci di immaginare quella smisuratezza che noi stessi riusciamo a produrre e provocare. […] Non sono invece disposto a rinunciare alla visione della smisuratezza che noi stessi, vale a dire noi esseri umani, siamo in grado di provocare, che abbiamo effettivamente provocato: cioè alla visione della smisuratezza dei nostri crimini».

Günter Anders, Discesa all’Ade. Auschwitz e Breslavia, 1966, Bollati Boringhieri, Torino 2008, p. 32.


Günter Anders (1902-1992) – L’Apprendista stregone è invidiabile perché fa ancora il tentativo di fermare ciò che ha provocato o che è sul punto di provocare. Oggi viviamo in una foresta di manici di scopa che diventa sempre più fitta
Günter Anders (1902-1992) – Il conformista ottimale non è solo conformista, ma anche “congruista”. Costui si assimila ai contenuti che gli sono forniti, e rende il contenuto della sua vita psichica coincidente con tali contenuti. Nella società conformistica la mancanza di pudore passa per franchezza, dunque per virtù, e questa virtù per un attestato di lealtà.
Günter Anders (1902-1992) – La metamorfosi dell’«Apprendista stregone». Oggi viviamo in una foresta di manici di scopa che diventa sempre più fitta.
Günter Anders (1902-1992) – L’odio è sì negazione dell’altro, ma è anche l’autoaffermazione e l’autocostituzione attraverso la negazione e l’eliminazione dell’altro.
Günter Anders (1902-1992) – Abbiamo rinunciato a considerare noi stessi come i soggetti della storia. ci siamo detronizzati e al nostro posto abbiamo collocato un solo altro soggetto della storia: la tecnica. Cambiare il mondo non basta. Nostro compito è anche interpretarlo.

Alessio Cernicchiaro

Günther Anders. La Cassandra della filosofia. Dall’uomo senza mondo al mondo senza uomo.
Prefazione di Giacomo Pezzano: Anders e noi.

indicepresentazioneautoresintesi


M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.
M. Ludovico Dolce, Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar memoria, Venezia 1562.

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Koinè – Quale progettualità? Cerchiamo di percorrere, in maniera umanisticamente fondata, l’orizzonte progettuale per delineare le strutture di base di un futuro modo di produzione comunitario non più incentrato sulla privatezza e sulla mercificazione dei rapporti umani.

Quale progettualità invito

Lorenzo Dorato, Antonio Fiocco, Luca Grecchi,  Claudio Lucchini, Alessandro Monchietto,
Alessandro Pallassini, Giacomo Pezzano


Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo,
che dunque vogliano pure pensare da sé.
Karl Marx

 

Quale progettualità

Quale progettualità?

indicepresentazioneautoresintesi


Koiné, Periodico culturale, Anno XXIII – NN° 1-4 Gennaio-Dicembre 2016, Reg. Trib. di Pistoia n° 2/93 del 16/2/93. Direttore responsabile: Carmine Fiorillo. Direttore: Luca Grecchi.


Hanno contribuito e reso possibile la pubblicazione di questo numero di Koiné:

Olivia Campana, Francisco Canepa, Stella Maria Congiu, Lorenzo Dorato, Antonio Fiocco, Carmine Fiorillo, Luca Grecchi, Claudio Lucchini, Alessandro Monchietto, Alessandro Pallassini, Giacomo Pezzano, Giancarlo Paciello, Ilaria Rabatti, Emilia Savi


Intenzioni

Questo numero della rivista Koinè si occupa di affrontare il tema oggi più importante sul piano filosofico politico: il tema della progettualità. Da oltre un secolo a questa parte la critica all’attuale modo di produzione sociale, pur nelle sue molteplici e mutevoli modalità, è stata nella sostanza effettuata. Ciò che resta ancora da fare è cercare di percorrere, in maniera umanisticamente fondata (ossia basandosi sulla natura umana), l’orizzonte progettuale, ossia delineare le strutture di base di un futuro modo di produzione comunitario finalizzato alla buona vita di tutti, non più incentrato sulla privatezza e sulla mercificazione dei rapporti umani. Senza uno sguardo realistico su come il nostro mondo può essere, difficilmente, infatti, si potranno condividere modifiche radicali delle nostre modalità di vita. Ciò richiede, oltre a competenze specifiche, educazione filosofica e capacità dialettica: quanto questo numero della rivista vorrebbe contribuire a formare.

Koinè


Indice

 

Luca Grecchi, Sulla progettualità

Alessandro Monchietto, Quale progettualità? A partire da alcune considerazioni di Luca Grecchi

Claudio Lucchini, La progettualità comunista tra utopia concreta e necessità di funzionamento quotidiano

Antonio Fiocco, Difendere in tutti i modi la progettualità

Alessandro Pallassini, Note marginali per la progettazione di un comunismo della finitezza a partire da Spinoza

Luca Grecchi,, Perché la progettualità

Claudio Lucchini, Annotazioni sulla progettabilità del bene etico-sociale e sulla determinatezza materiale-naturale dell’uomo

Lorenzo Dorato,, La progettualità come necessaria riflessione

sui destini collettivi e sociali

Giacomo Pezzano,, Commento all’articolo di Luca Grecchi “Sulla progettualità”

Commento all’articolo di Luca Grecchi “Perché la progettualità?”

Luca Grecchi, Nel merito dei commenti di Giacomo Pezzano

Giacomo Pezzano, Il vero punto filosofico da scavare è che cosa si voglia intendere con “progettualità”

Luca Grecchi, Una prima conclusione sulla progettualità


Una rivista ha bisogno di tempo per nascere e per crescere

Ha bisogno soprattutto di un particolare complesso di elementi spirituali, culturali, sociali nel cui seno l’idea stessa possa germinare e trovare alimento per il suo sviluppo. Occore poi uno stimolo, un impulso capace di attivare sensibilità intelletuali, offrendo prospettive culturali capaci di intercettare le autentiche domande di senso e di tentare risposte originali e pertinenti. Per cercare di costruire nuovi orizzonti di senso occorre in primo luogo non accettare quanto sostengono i profeti dell’avvento di un mondo senza Spirito, un mondo cioè di individui non più formati dalla memoria di tradizioni e culture anteriori, e perciò in totale balìa dell’immediatezza degli eventi, senza un’identità etica e sociale ed una struttura morale a cui riferirli. Mentre lavoriamo intorno alla definizione di ogni numero di Koinè, impariamo abbastanza da trovarla insufficiente. Impariamo quanto sia inadeguato oggi anche il più vasto sapere se rimane esclusivamente specialistico. In ogni libro è racchiusa una scommessa contro l’oblio, una sfida contro il silenzio.


Il bisogno di progettare, nell’uomo,

non è un fatto accidentale, ma essenziale,

in quanto corrisponde alla sua originaria natura

«Il bisogno di progettare, nell’uomo, non è un fatto accidentale, ma essenziale, in quanto corrisponde alla sua originaria natura. Il progettare è possibile ed ha senso solo in presenza e in vista del futuro. La “fame di futuro” è fame di progettualità […] L’uomo è un essere progettuale. Il progetto spinge a impegnarsi per cambiare lo stato di cose presente. La carenza di progettazione sociale è segno di fuga dalla vita, perché realizzare il fine richiede impegno, dedizione, pazienza, sofferenza, sacrificio. […] Non può costruirsi una società comunitaria senza un’azione parallela mirante a trasformare contemporaneamente le condizioni esterne e le coscienze. Perché vi sia autentica comunità occorre sviluppare una coscienza comunitaria. Il principio fondamentale che regge l’intero edificio comunitario […] è proprio l’humanitas, ossia la coscienza del valore e della dignità degli uomini, di tutti gli uomini, e del loro comune destino».

Cosimo Quarta

 


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N.B. Le immagini e i video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo: info@petiteplaisance.it, e saranno immediatamente rimossi.


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Giacomo Pezzano – «Koinè»: Il vero punto filosofico da scavare è che cosa si voglia intendere con “progettualità”

Giacomo Pezzano

Koinè


Una rivista ha bisogno di tempo per nascere e per crescere. Ha bisogno soprattutto di un particolare complesso di elementi spirituali, culturali, sociali nel cui seno l’idea stessa possa germinare e trovare alimento per il suo sviluppo.


Koinè, Periodico culturale, Anno XXIII, NN° 1-4, Gennaio-Dicembre 2016, Reg. Trib. di Pistoia n° 2/93 del 16/2/93. Direttore responsabile: Carmine Fiorillo.

Direttori: Luca GrecchiCarmine Fiorillo

Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo,
che dunque vogliano pure pensare da sé.

Karl Marx

Giacomo Pezzano

Il vero punto filosofico da scavare è
che cosa si voglia intendere con “progettualità”

«Provo allora ad andare avanti rispondendo a Luca, che intanto ringrazio per aver letto ciò che ho scritto, cosa mai scontata. Parto dal suo 3), che poi è anche collegato a un punto di 1). Davvero la conditio sine qua non è costruire un macroedificio? Come ho già detto, credo che spetti a chi sostiene che ciò possa o vada fatto di “tenere botta”. Soprattutto perché Luca ha un modo di intendere il macroedificio che è peculiare, quindi il macroedificio che io a oggi posso avere in mente (posto che sarò in grado di farlo o ne avrò la possibilità) potrebbe già essere non un macroedificio nella sua prospettiva.
E vado allora direttamente a 1). Ci si scontra proprio con il cuore della faccenda: si può avere uno stesso fine? E che cosa significa? Dubito anche io che i filosofi in quanto filosofi possano condividere un problema e un fine. Infatti è per questo che sono molto recalcitrante a entrare filosoficamente (sottolineo) in un tema come quello della progettualità, perché è già impostato a partire da una specifica cornice concettuale (quella di Luca, in questo caso), e come prima cosa richiederebbe proprio di discutere la progettualità stessa. Perché è proprio il perno (Costanzo avrebbe detto l’intuizione olistica di fondo) di tutto il discorso di Luca, ciò che Luca non spiega mai perché è proprio ciò che lo spinge a pensare.
Ma io è proprio quel perno lì che trovo non convincente, o perlomeno non accettabile senza essere tematizzato. E so bene che non è un lavoro che Luca può fare, perché un filosofo dice quel che dice, non può anche spiegare perché lo dice, cosa che in genere fa un altro filosofo di lui dopo di lui. Il che – sia chiaro – è proprio un modo per prendere filosoficamente Luca sul serio, riconoscendogli la specificità di un problema posto e affrontato.
In realtà credo che quanto ho appena scritto è troppo condensato per risultare davvero chiaro. E potrebbe sembrare un modo per dire “inutile avendo un problema diverso dire qualcosa su un altro problema”, ossia sulle specifiche posizioni di Luca. E potrebbe essere – ripeto – tacciato di essere un semplice “trucco ideologico”, tanto che Luca appunto dice che io sono protagonista di un’antipatia ermeneutica di origine storico-sociale. A dire: tu sei solo un figlio inconsapevole del tuo tempo.
Passo allora a 2), che è appunto l’ingresso più diretto in ciò che dice Luca.
…» [… Leggi tutto il saggio aprendo il PDF qui sotto]

Giacomo Pezzano

Giacomo Pezzano,
Il vero punto filosofico da scavare è
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Giacomo Pezzano / Luca Grecchi – «Commenti» [Commento all’articolo di Luca Grecchi, Sulla progettualità – Commento all’articolo di Luca Grecchi, Perché la progettualità?]
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Giacomo Pezzano / Luca Grecchi – «Commenti»

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Giacomo Pezzano / Luca Grecchi

«Commenti»

***

Giacomo Pezzano:

Commento all’articolo di Luca Grecchi, Sulla progettualità
19-08-2016

Sono stato sollecitato da Alessandro Monchietto a leggere il confronto sul tema della progettualità e magari a intervenire, e seppur in ritardo, eccomi.
Mi permetto di dire alcune, poche, pochissime, cose. Forse provocatorie e irritanti, ma che soprattutto cercano di andare al nucleo della questione senza preclusioni, timori o pregiudizi. Ossia: il tema al centro dello scambio Grecchi-Monchietto è quello del rapporto tra natura umana e progettazione. Quello mi interessa qui e ora…

Giacomo Pezzano:

Commento all’articolo di Luca Grecchi, Perché la progettualità?
05-09-2016

Mi permetto di ricommentare. Dicendo tre cose, di cui una è una proposta.
La prima è che IMO la funzione e la natura di un blog sono proprio quella di consentire una discussione per commenti e non la stesura di saggi più o meno autoreferenziali o più o meno articolati e argomentati. Per questo continuo a credere che un confronto anche apparentemente meno strutturato, ma più diretto e su punti più piccoli, attraverso dei commenti possa avere senso. Anche perché, alla fine, se ci pensate, progettare insieme significa proprio questo: non ciascuno il proprio macroedificio e poi si vede se e come sono vicini ecc., ma insieme pezzetto per pezzetto. Questa prima cosa è poi alla base della terza…

Luca Grecchi:

Nel merito dei commenti di Giacomo Pezzano
Caro Giacomo,
innanzitutto grazie dei tuoi interventi, che so essere fatti in spirito amichevole e dialettico. Per essere breve, come richiede lo strumento del blog (che non è proprio il mio come sai, per cui mi sa che anche stavolta “andrò lungo”…), mi limito ai soli tre punti che menzioni…

[… Leggi tutti li Commenti aprendo il PDF qui sotto]

Commenti
(G. Pezzano-L. Grecchi)



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Alessio Cernicchiaro – Settantuno anni fa: tra il 6 e il 9 agosto. Non dimenticate! I diari filosofici dell’orrore. Hiroshima e Nagasaki.

6 agosto 1945

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C’è una sorta di filo conduttore che sembra legare gli avvenimenti terribili che hanno insanguinato il XX secolo (l’olocausto ed i bombardamenti atomici sul Giappone) anche se nessuno, dice Anders, sembra averlo visto: ad Auschwitz (ed in tutti i lager nazisti), a Hiroshima e a Nagasaki non c’è stato solo l’assassinio di migliaia di innocenti, ma un massacro cieco e senza precedenti perpetuato secondo i metodi dell’industrialismo e della tecnica moderna. La conferma storica di questo fil rouge è una coincidenza che ad Anders, a differenza di molti altri intellettuali, non è sfuggita: la firma dello statuto del Tribunale militare internazionale di Norimberga (che giudicherà dei crimini contro l’umanità perpetuati dai nazisti, in particolar modo nei campi di concentramento) avviene proprio negli stessi giorni dei bombardamenti atomici statunitensi sulle città giapponesi, come se il mostruoso continuasse ad irrompere prepotentemente nel nostro mondo contemporaneo, sotto sempre diverse terribili forme. Anders nota laconicamente che:

«Quel documento, nel quale il concetto di «crimine contro l’umanità» e quello di responsabilità e perseguibilità degli individui implicati in siffatti crimini divennero per la prima volta una realtà del diritto internazionale, è stato firmato due giorni dopo Hiroshima e un giorno prima di Nagasaki. Fin da principio ebbe come cornice dei crimini contro l’umanità. E naturalmente crimini che non sono mai stati giudicati secondo i principi di quel documento e che non sono mai stati puniti in base a esso». [… Leggi tutto nel file PDF]

 

Alessio Cernicchiaro,
I diari filosofici dell’orrore. Hiroshima e Nagasaki

***


206_ISBN

Alessio Cernicchiaro

Günther Anders. La Cassandra della filosofia.
Dall’uomo senza mondo al mondo senza uomo.

Prefazione di Giacomo Pezzano: Anders e noi.

indicepresentazioneautoresintesi


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Koinè – Bene comune

Bene comune blog copia

Una rivista ha bisogno di tempo per nascere e per crescere. Ha bisogno soprattutto di un particolare complesso di elementi spirituali, culturali, sociali nel cui seno l’idea stessa possa germinare e trovare alimento per il suo sviluppo.


Koinè, Periodico culturale, Anno XVIII  –  NN° 1-3 Gennaio-Giugno 2011, Reg. Trib. di Pistoia n° 2/93 del 16/2/93. Direttore responsabile: Carmine Fiorillo.

Direttori: Luca GrecchiDiego Fusaro

Hanno contribuito e reso possibile la pubblicazione di questo numero di Koinè:

Enrico Berti, Olivia Campana, Francisco Canepa, Giovanni Casertano, Stella Maria Congiu, Lorenzo Dorato, Carmine Fiorillo, Diego Fusaro, Luca Grecchi, Davide Gallo Lassere, Claudio Lucchini, Alessandro Monchietto, Giacomo Pezzano,  Giancarlo Paciello, Costanzo Preve, Ilaria Rabatti, Emilia Savi, Pierangelo Sequeri, Maurizio Scarpari, Franco Toscani, Carmelo Vigna.

 

Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo,
che dunque vogliano pure pensare da sé.

Karl Marx

 

 

Coperta Bene comune

Enrico Berti, Giovanni Casertano, Lorenzo Dorato, Diego Fusaro,
Davide Gallo Lassere, Claudio Lucchini, Alessandro Monchietto, Giacomo Pezzano, Maurizio Scarpari, Franco Toscani, Carmelo Vigna

Bene comune

 

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Questo numero di Koinè sul “bene comune” segue il medesimo filo rosso della storia oramai quasi ventennale della rivista. Koinè si occupa infatti da sempre, con approccio filosofico-culturale, delle tematiche politico-sociali più importanti, che talvolta sono anche le più dibattute.
Il concetto di “bene comune”, da qualche tempo a questa parte, è tornato in effetti a occupare il centro della scena, almeno nei proclami di personaggi della politica e della cultura, mostrandosi come il “segnale” di una istanza necessaria della vita umana. Ricercando infatti la natura umana, per sua stessa essenza – questo il messaggio della tradizione greca e cristiana, in cui più è stato sviluppato il concetto di “bene comune” –, la armonia complessiva, è evidente come non il conflitto, bensì la comunanza su ciò che è essenziale, si ponga come la finalità più armonica della vita. Poiché l’attuale modo di produzione tende invece, per realizzare i fini di profitto dei vari soggetti privati che lo animano, a privatizzare tutto, sempre più spesso assistiamo a movimenti sociali in difesa di diritti fondamentali a rivendicare il valore di “bene comune” del carattere pubblico di alcune risorse e servizi: l’acqua, la scuola, l’ambiente, addirittura il lavoro (termine col quale, più che altro, si intende una dignitosa e partecipata sussistenza sociale).
L’espressione “bene comune” compare oramai sempre più spesso anche sulla bocca di politici che, smaccatamente, servono l’interesse privato, e sovente addirittura quello personale. Quanto ciò sia ipocrita è evidente; tuttavia, anche in questo caso si tratta di un “segno” importante di come sia forte – in quanto naturale – la necessità di porre le cose essenziali in comune (o almeno di enunciarlo, anche se poi non lo si fa), fuori dall’arbitrio della privatezza e della mercificazione. È questo lo spirito che da sempre anima la rivista Koinè.
Il volume collettaneo  si apre con un lungo saggio di Enrico Berti, che sintetizza come la tematica del “bene” si sia dipanata lungo l’intero arco della filosofia occidentale, dai Greci a noi; si tratta di un testo di rara chiarezza e profondità, che ben si prestava a fungere da introduzione al tema in questione. Il testo di Berti è seguito da altri due saggi di filosofi cristiani: Carmelo Vigna, che ha ben inquadrato la tematica della “metafisica del bene comune”, e Pierangelo Sequeri, autore di un breve testo molto vibrante.
Vi è poi un lungo scritto di Costanzo Preve sul tema della filosofia della storia, in cui l’autore prende posizione sulla tesi di Luca Grecchi circa la presenza di una “filosofia della storia” nel pensiero greco classico (tesi su cui ritorna anche nel suo saggio-recensione finale). Lungi dal non essere “in tema”, la disamina storico-filosofica di Preve – e soprattutto la sua opera quarantennale – è tutta implicitamente incentrata sulla importanza della realizzazione del bene comune; da questa valutazione, a suo condivisibile avviso, è verosimilmente nata la filosofia greca, e si è poi strutturato il migliore pensiero idealistico moderno (Fichte-Hegel-Marx).
Riflessioni molto interessanti sul tema del “bene comune” emergono anche dai saggi di Lorenzo Dorato, col quale vi è una forte concordanza “di spirito” con la redazione della rivista Koinè, e di Davide Gallo Lassere, nonché dalla  disamina critica del libro “Comune” di Antonio Negri compiuta da Diego Fusaro. Un approccio teoretico ed insieme storico, dedicato ad alcuni singoli autori che si sono occupati della tematica in oggetto, è ravvisabile poi nei saggi di Giovanni Casertano (su Platone), di Franco Toscani (su Aristotele), di Maurizio Scarpari (sulla concezione dell’essere umano nella filosofia cinese) e di Giacomo Pezzano (sul diritto romano).
Vi sono infine alcune interessanti “recensioni” (che sono in realtà veri e propri saggi autonomi), quali quella già citata di Preve, nonché in particolare due scritti, uno di Alessandro Monchietto a commento di un recente libro di Diego Fusaro, e quello di Claudio Lucchini a commento di due libri di Luca Grecchi. Si tratta, specie in questi due ultimi casi, di recensioni “critiche” ai direttori della rivista. Anche da questo, riteniamo, emerge da un lato il clima dialettico complessivo che auspichiamo faccia sempre parte delle relazioni fra le persone che gravitano intorno a Koinè; dall’altro, il fatto che le critiche che vengono qui svolte, riguardino esse singoli autori oppure la totalità sociale complessiva, non sono mai “fini a se stesse”, ovvero fatte per amore di polemica, ma sono sempre finalizzate ad un mutamento migliorativo del modo di produzione complessivo, da realizzare attraverso l’opera culturale: sono sempre finalizzate, cioè, alla realizzazione del bene comune, per il cui raggiungimento, però, è quanto meno necessario giungere a formulare una proposta comunitaria complessiva, che possa al contempo essere filosoficamente fondata e raccogliere intorno a sé un discreto consenso. Questa proposta è quanto cercheremo di realizzare, con l’aiuto di tutti coloro che vorranno partecipare, nel prossimo numero della rivista.

 

Carmine Fiorillo, Diego Fusaro, Luca Grecchi, Giancarlo Paciello

***

Leggi i contributi

Enrico Berti,
Il bene
Carmelo Vigna,
Per una metafisica del bene comune
Pierangelo Sequeri,
Agorà-Oltre il dialogo. Sfida congiunta alle passioni tristi
Diego Fusaro,
Quale comune? Per una critica del marxismo deleuziano di Toni Negri
Davide Gallo Lassere,
Lo statuto della critica. Per una ricostruzione filosofica dell’ultimo quarantennio
Costanzo Preve,
Le avventure della coscienza storica occidentale
Giovanni Casertano,
Il bene e la linea
Franco Toscani,
Il rapporto etica-politica e il tema dell’amicizia in Aristotele
Maurizio Scarpari,
La concezione dell’essere umano nella filosofia cinese
Alessandro Monchietto,
Connivenza con l’insensatezza. Fatalismo, speranza e schiavitù
nel pensiero di Diego Fusaro
Giacomo Pezzano,
Contributo alla critica della giuridsizione umanitaria del bene comune
a partire dal diritto romano
Claudio Lucchini,
Alcune riflessioni sulle nozioni di felicità e di natura umana
nel pensiero di Luca Grecchi
Lorenzo Dorato,
Relativismo e universalismo astratto- le due facce speculari
del nichilismo.
Bene e Verità come concetti “rivoluzionari”
alla base di un universalismo sostanziale
Costanzo Preve,
Gli antichi, i moderni, l’umanesimo e la storia.
Alcuni rilievi a partire dagli ultimi lavori
di Luca Grecchi e di Diego Fusaro

Immagine in evidenza:

Marc Chagall, La donna incinta, 1913. Amsterdam, Stedelijk Museum.



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N.B. Le immagini e i video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al seguente indirizzo: info@petiteplaisance.it, e saranno immediatamente rimossi.


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Costanzo Preve – Invito allo Straniamento 2° • Costanzo Preve marxiano ci invita ad un riorientamento, ad uno “scuotimento” associato a un mutamento radicale di prospettiva, alla trasformazione dello sguardo con cui ci si accosta al mondo.

Preve marxiano

Costanzo


Straniamento è il concetto brechtiano adottato da Preve come metafora dell’operazione filosofica e dello scopo della propria opera: mettere in moto un riorientamento, uno “scuotimento” associato a un mutamento radicale di prospettiva, alla trasformazione dello sguardo con cui ci si accosta al mondo. Fare ingresso nel pensiero di Preve significa invitare a familiarizzare con lo straniamento, a prendere confidenza con la problematizzazione del proprio tempo. I contributi del presente volume mirano a produrre tale risultato, cercando di fornire al lettore alcune coordinate utili per orientarsi nel laboratorio filosofico che Preve ha costruito intorno al suo confronto con Marx e il marxismo.

In onore di Costanzo Preve

 

Straniamento due cop


 

Invito allo Straniamento

I. Costanzo Preve filosofo

211 Coperta

ISBN 978-88-7588-111-5, 2014, pp. 176, Euro 15 – Collana “Il giogo” [57]

A cura di Alessandro Monchietto e Giacomo Pezzano
Contributi di:
Alessandro Monchietto, Giacomo Pezzano, Stefano Sissa, Alessandro Volpe, Piotr Zygulski, Diego Fusaro, Andrea Bulgarelli, Luca Grecchi.

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Invito allo Straniamento

II. Costanzo Preve marxiano

254 ISBN

ISBN 978-88-7588-152-8, 2016, pp. 176, Euro 15 – Collana “Il giogo” [67]

A cura di Alessandro Monchietto
Contributi di:

Andrea Bulgarelli, Oliviero Calcagno, Diego Fusaro, Luca Grecchi, Gianfranco La Grassa, Diego Melegari, Rodolfo Monacelli, Giacomo Pezzano, Francesco Ravelli, Franco Toscani.

indicepresentazioneautoresintesi

  Costanzo Preve marxiano

 

Erwin-Piscator-pic

Il volume omaggia la filosofia di Costanzo Preve (1943-2013), uno dei pensatori più originali e meno riconosciuti del nostro tempo.

Straniamento è il concetto brechtiano adottato da Preve come metafora dell’operazione filosofica e dello scopo della propria opera: mettere in moto un riorientamento, uno “scuotimento” associato a un mutamento radicale di prospettiva, alla trasformazione dello sguardo con cui ci si accosta al mondo.

Fare ingresso nel pensiero di Preve significa invitare a familiarizzare con lo straniamento, a prendere confidenza con la problematizzazione del proprio tempo. I contributi del presente volume mirano a produrre tale risultato, cercando di fornire al lettore alcune coordinate utili per orientarsi nel laboratorio filosofico che Preve ha costruito intorno al suo confronto con Marx e il marxismo.

 

Brecht 's 'Verfremdungseffekt' theory.

Brecht ‘s ‘Verfremdungseffekt’ theory [Teoria effetto straniamentodi Brecht].


Alcuni libri di Costanzo Preve:

Un secolo di marxismo. Idee e ideologie.
Hegel Marx Heidegger. Un percorso nella filosofia contemporanea.
Marxismo, Filosofia, Verità.

Storia dell’etica.
Storia del materialismo.
Storia della dialettica.
Marx e gli antichi Greci.

Lettera sull’Umanesimo.
Filosofia della verità e della giustizia. Il pensiero di Karel Kosík.
Una nuova storia alternativa della filosofia. Il cammino ontologico-sociale della filosofia.


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Costanzo Preve – Nel labirinto delle scuole filosofiche contemporanee. A partire dalla bussola di Luca Grecchi.

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1. Questo breve saggio ha come contenuto una ricognizione “a ruota libera” delle scuole filosofiche di oggi, italiane ed internazionali. Il punto di partenza, che però verrà rielaborato in piena autonomia, trova origine in due saggi del filosofo lombardo Luca Grecchi, Il presente della filosofia italiana (Petite Plaisance, Pistoia 2007, pubblicato con una mia postfazione) e Il presente della filosofia nel mondo (Petite Plaisance, Pistoia 2012, pubblicato con una postfazione di Giacomo Pezzano). In questo commento utilizzerò il codice interpretativo di Grecchi come bussola, ma vi aggiungo anche considerazioni e commenti non presenti nei suoi scritti. Le “responsabilità ermeneutiche”, ovviamente, sono mie e soltanto mie… [continua a leggere il testo cliccando qui]

Costanzo Preve


Visiona e stampa le dodici pagine di testo nel PDF

Costanzo Preve
Nel labirinto delle scuole filosofiche contemporanee. A partire dalla bussola di Luca Grecchi


192-isbn

Il saggio di Costanzo Preve è già stato pubblicato in Koiné [Per un Pensiero forte]– Periodico culturale – Anno XIX  –  NN° 1-4 – Gennaio-Dicembre 2012, pp. 237-249 – Reg. Trib. di Pistoia n° 2/93 del 16/2/93. Direttore responsabile: Carmine Fiorillo. Direttori Luca Grecchi e Diego Fusaro.

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